Pala Colonna di Raffaello

La Pala Colonna di Raffaello è una delle prime commissioni ottenute dal giovane artista che operava ancora a Città di Castello.

Raffaello Sanzio, Pala Colonna, 1503-1505, olio su tavola. New York, Metropolitan Museum of Art

Descrizione della Pala Colonna di Raffaello

La Pala Colonna è un’opera di Raffaello le cui parti sono state identificate in diversi musei del mondo in seguito al suo smembramento. Infatti nel tempo la tavola principale che raffigura una Sacra Conversazione è stata separata dalle tavolette della predella. La tavola principale inoltre è sormontata da una lunetta che rappresenta Dio Padre affiancato da due angeli. La predella invece non è completa e si presume sia stata composta da cinque scomparti.

Storia della Pala Colonna di Raffaello

La Pala Colonna di Raffaello è datata 1503 – 1505 e fu realizzata dall’artista intorno all’età di 20 anni. Il padre di Raffaello era morto da poco e Raffaello ne ereditò la bottega a Città di Castello. Grazie a ciò al giovane artista iniziarono così a giungere commissioni anche dalla vicina Perugia.

Il dipinto era composto dalla tavola centrale e dalle piccole tavolette della predella. La tavola centrale raffigura una Sacra Conversazione ed è esposta al Metropolitan Museum of Art di New York insieme all’Orazione nell’orto. Al di sopra della tavola centrale si trova inoltre una lunetta con L’Eterno tra due angeli. Le due tavolette con il San Francesco d’Assisi e il Sant’Antonio da Padova invece sono alla Dulwich Picture Gallery. La salita al calvario è alla National Gallery di Londra. Infine La Pietà è custodita al Isabella Stewart Gardner Museum di Boston.

La regina Cristina di Svezia nel 1663 ottenne parte della predella dopo il passaggio in varie collezioni. Le opere passarono poi al duca d’Orleans e infine le tavolette si dispersero in seguito alla loro vendita. Gli scomparti centrali sono considerati sicuramente parte della predella. Invece nelle estremità o in altre posizioni si trovavano figure dei due Santi. Gli studiosi non considerano le opere completamente autografe. Un terzo Santo Francescano della Gemäldegalerie di Dresda è considerato parte dell’opera dallo Storico Adolfo Venturi.

Analisi

Raffaello Sanzio è considerato ad oggi un grande protagonista dell’arte rinascimentale. Fu celebrato già ai suoi tempi e fu preso a modello dalle accademie di Belle Arti fino a metà dell’800. I suoi dipinti rimangono un esempio di bellezza ideale, di perfezione formale, di equilibrio compositivo e di grande competenza tecnica.

In questa Pala si colgono ancora influenze provenienti dalla pittura di Pietro Perugino nelle pose e nella concezione delle vesti soprattutto sulla lunetta. Invece dalla scuola veneta Raffaello prese a prestito il telo dipinto dietro la Vergine che permette di dilatare lo spazio pittorico. Sempre da Fra Bartolomeo e da Giovanni Bellini il giovane artista sembra cogliere lo spunto per rendere più vitali e presenti le figure dei Santi. Infine la novità di Raffaello sta nella consistenza volumetrica dei corpi. Gli storici ritengono che lo stile ormai disinvolto della tavola centrale sia opera del periodo fiorentino di Raffaello.

Le varie tavole sono dipinte con colori ad olio in velatura. Inoltre alcuni disegni testimoniano la composizione della lunetta e delle tavole della predella. La tavola principale misura 242 x 169,5 cm. L’Orazione nell’orto 24×28 cm, La Pietà 24×28 cm, L’Andata al Calvario 23×85 cm. Le piccole tavolette delle due estremità sono probabilmente il San Francesco d’Assisi di 24×16 cm e il Sant’Antonio da Padova di 24×16 cm.

La tavola centrale che raffigura la Sacra Conversazione presenta una composizione cromatica più elaborata. Le figure sono messe in evidenza da forti contrasti di luminosità. Inoltre i colori sono brillanti e saturi. Gli sfondi della lunetta e della tavola sottostante sono freddi e rappresentati dal blu dei cieli. Le vesti dei personaggi invece sono rese con colori caldi, rossi e gialli.

Lo spazio e la composizione

La scena centrale presenta una Sacra Conversazione ambientata in uno spazio architettonico in primo piano. Lo sfondo invece è rappresentato da un paesaggio collinare. Anche le scene della predella presentano ambienti aperti e naturali.

La Sacra Conversazione centrale presenta uno sviluppo verticale e una composizione centrale. Il trono è dipinto al centro e crea una forte simmetria sottolineata dalle quattro figure di Santi che si affiancano a sinistra e a destra. Anche il paesaggio è composto specularmente rispetto alla verticale centrale. La struttura dell’immagine inoltre è condizionata dalla massa del trono in relazione al quale si dispongono i personaggi. La ricostruzione della predella tiene conto della composizione delle diverse tavolette. I Santi così sono collocati alle due estremità. Infatti San Francesco è posto a sinistra ed è orientato verso il centro. Così Sant’Antonio che invece si trova a destra.

Pala di Montefeltro di Piero della Francesca

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Bibliografia

  • Pierluigi De Vecchi, Raffaello, Rizzoli, Milano 1975
  • Sylvia Ferino Pagden, M. Antonietta Zancan, Raffaello. Catalogo completo, Firenze 1989.
  • Paolo Franzese, Raffaello, Mondadori Arte, Milano 2008. ISBN 978-88-370-6437-2
  • Mario Dal Bello, Raffaello. Le madonne, Libreria Editrice Vaticana, 2012, EAN: 9788820987237
  • Antonio Forcellino, Raffaello. Una vita felice, 2 luglio 2009, Laterza, Collana: Economica Laterza, EAN: 9788842087472
  • Eugenio Gazzola, La Madonna Sistina di Raffaello. Storia e destino di un quadro, Quodlibet 2013
  • Claudio Strinati, Raffaello, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2016, EAN: 9788809994218
  • Claudio Strinati, Raffaello. Ediz. a colori, 2016, Scripta Maneant, EAN: 9788895847498

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 19 gennaio 2020.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Raffaello intitolate:

La Pala Colonna 1503 – 1505

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Raffaello Sanzio, Pala Colonna, sul sito del Metropolitan Museum of Art di New York.