Nudo che scende le scale n. 2 di Marcel Duchamp

Con il dipinto intitolato Nudo che scende le scale n° 2, Marcel Duchamp si mise in opposizione con gli artisti cubisti con i quali condivideva le teorie fino a quel momento.

Marcel Duchamp, Nudo che scende le scale n° 2 (Nu descendant l’escalier n° 2), 1912, olio su tela, 146 x 88 cm, Philadelphia, Museum of Art, Collezione Walter e Louise Arensberg

Descrizione

Nel dipinto il nudo è difficilmente percepibile. La figura che si nota somiglia piuttosto ad un manichino di legno. Anche la direzione del movimento è chiarita nel titolo che guida alla comprensione dell’opera. Il movimento che si crea va da sinistra , in alto, verso destra in basso. Anche la composizione tonale asseconda tale lettura con le zone scure poste sulla diagonale che sale da sinistra in basso.

Interpretazioni e simbologia

Duchamp è conosciuto soprattutto per i suoi ready-made. L’artista però dipinse opere di grande importanza che ottennero numerosi consensi. Nudo che scende le scale n° 2 fu una provocazione che precedette le invenzioni come L’urinoir.

Nudo che scende le scale n° 2 fu ispirato dalle cronofotografie di Étienne-Jules Marey e dai lavori di Eadweard Muybridge. Per questo motivo ricorda le invenzioni dinamiche futuriste. Queste ultime infatti condivisero le fonti ispiratrici con Duchamp.

La fonte ispiratrice del dipinto di Duchamp fu con molta probabilità la cronoforografia intitolata Figura umana che scende una scala di Muybridge, che si trova al Victoria & Albert Museum di Londra.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Il comitato del XXVIII Salon des Indépendant rifiutò il dipinto nel febbraio del 1912. Albert Gleizes, artista cubista, chiese, infatti, ai fratelli di Duchamp, membri del comitato, di convince l’artista a ritirare l’opera. Nudo che scende le scale n° 2 venne così spedito negli Stati Uniti in occasione dell’Armoury Show nel 1913.

La storia dell’opera

All’epoca della realizzazione di Nudo che scende le scale n° 2 l’artista aveva circa venticinque anni. In questa fase Duchamp lavorò alla rappresentazione di manufatti meccanici e ingranaggi. Macinatrice di cioccolato n° 2 e Apparato scorrevole furono dipinti in questi anni. Duchamp si cimentò anche con il tema della velocità con l’autoritratto intitolato Giovane triste in treno e Il re e la regina circondati da nudi veloci. L’artista si ispirò consapevolmente all’opera dei futuristi italiani che però non erano in completo accordo con i cubisti.

Decidendo di realizzare un tale progetto Duchamp attirò su di sé alcune polemiche. In Francia il mondo artistico gli contestò il tradimento della poetica cubista. Negli Stati Uniti, invece, in occasione della collettiva Armory Show di New York nel 1913, critica e pubblico apprezzarono molto il dipinto. L’ambiente statunitense era lontano dalle controversie europee. Duchamp fu così celebrato come un importante esponente delle Avanguardie.

Lo stile del dipinto Nudo che scende le scale n° 2 di Marcel Duchamp

Nudo che scende le scale n° 2 è considerato dagli storici un dipinto importante per comprendere l’evoluzione artistica di Duchamp. Il dipinto rappresenta infatti il suo abbandono dell’estetica cubista. Con quest’opera Duchamp assunse uno stile più vicino al Futurismo. Marcel Duchamp iniziò la sua carriera con uno stile simile alle opere di Cézanne. Presto però l’artista assume un linguaggio cubista. Questa appartenenza non fu però priva di contraddizioni e intorno al 1912 si concretizzò una sua vicinanza a temi futuristi.

L’immagine è costruita con schegge formali che ricordano le costruzioni del cubismo analitico. Le figure prodotte da tale operazione si compenetrano e suggeriscono il passaggio da una sagoma alla successiva.

Il colore e l’illuminazione

Il colore dell’opera è monocromatico, ocra e giallo. I contorni sono segnati da linee nere. Questa scelta ricorda le opere di Picasso e Braque del periodo analitico, realizzate proprio negli stessi anni. I contrasti di luminosità contribuiscono poi a ritagliare la figura in movimento dal fondo. Lo scuro maggiore si osserva infatti in corrispondenza dell’angolo in basso a sinistra e in alto a destra. Le parti chiare mettono in evidenza le masse del nudo in movimento.

Lo spazio

Il dipinto si articola con una sovrapposizione della figura in movimento contro lo sfondo. La figura dinamica è maggiormente chiara e avanza, percettivamente, mentre lo sfondo è scuro e arretra.

La Composizione e l’inquadratura

La struttura compositiva è organizzata lungo la diagonale posta tra l’angolo sinistro alto e l’angolo destro in basso. Il formato dell’opera è verticale e molto sviluppato in altezza. In questo modo la figura del nudo si slancia ulteriormente verso l’alto.

Approfondimenti. Le sperimentazioni futuriste di Duchamp

I Cubisti si ponevano polemicamente contro la visione dinamica del Futurismo. I futuristi, da parte loro, contestavano la visione statica dell’oggetto prodotta da Picasso e compagni. Duchamp non adottò, però, del tutto l’ottica futurista. In Nudo che scende le scale n° 2 il movimento della figura è rappresentato con sagome dipinte in successione e parzialmente sovrapposte. L’artista prese a modello le cronofotografie di Muybridge e creò una analoga rappresentazione pittorica. I teorici del Futurismo, invece, affrontarono il tentativo concreto di creare ambienti e forme dinamici. L’atteggiamento di Marcel Duchamp fu di un artista inquieto e sperimentale. L’artista non formalizzò il suo lavoro con uno stile preciso. Il suo atteggiamento fu piuttosto quello di rifiutare qualsiasi convenzione portando avanti una continua ribellione creativa.

Approfondisci con le altre opere di Marcel Duchamp intitolate: Fontana (Urinoir)L.H.O.O.Q.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Marcel Duchamp, Nudo che scende le scale n° 2, sul sito del Museum of Art di Philadelphia.