Motivo sulla Bormida di Alfredo D’Andrade

Motivo sulla Bormida di Alfredo D’Andrade fece parte della collezione di Odone di Savoia e fu donato da Vittorio Emanuele II al Comune di Genova.

Alfredo D’Andrade, Motivo sulla Bormida, 1865, olio su tela, cm. 80 x 147. Genova, Galleria Civica d’Arte Moderna

Descrizione

Il fiume Bormida scorre a destra del dipinto tra prati e folti boschi. In primo piano, l’acqua scivola limpida tra le pietre levigate del greto. Al centro, sulla riva sinistra, due viaggiatori procedono in avanti, lungo il corso del fiume. Inoltre, uno di loro è seduto in sella ad un cavallo bianco. Al di sopra della scena il cielo è attraversato da nuvole bianche. Sulla riva destra il terreno sale leggermente e in lontananza alti alberi creano una fitta macchia verde.

Interpretazioni e simbologia

Motivo sulla Bormida è un paesaggio con figure dipinto con l’intenzione di osservare la natura dal vero, in antitesi con la tradizione accademica.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Motivo sulla Bormida di Alfredo D’Andrade fu esposto alla Mostra della Società Promotrice di Belle Arti del 1865. Fu, poi, acquistato da Odone di Savoia per la sua collezione. In seguito alla morte del principe, fu donato, nel 1866, da Vittorio Emanuele II al Comune di Genova.

Consulta anche le opere di Alfredo D’Andrade intitolate: Ritorno dal Pascolo, Castelfusano.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Motivo sulla Bormida di Alfredo D’Andrade

Alfredo D’Andrade frequentò, dal 1854, l’Accademia Ligustica a Genova e dipinse nello studio di Tammar Luxoro, il fondatore della moderna scuola di paesaggio. Fu, così, in contrasto con Giuseppe Isola, pittore dal gusto accademico. Dopo un soggiorno nella natia Lisbona, si recò a Ginevra dove frequentò il pittore romantico Alexandre Calame. In seguito, grazie a Luxoro, conobbe Antonio Fontanesi e i pittori di Lione. Con Ernesto Rayper si avvicinò, poi, dal 1863, alla scuola genovese dei Grigi con Serafino De Avendaño, Alberto Issel, Benedetto Musso, Antonio Varni, Santo Bertelli e Tammar Luxoro. Nel 1861 Alfredo D’Andrade conobbe Carlo Pittara fondando la scuola piemontese di paesaggio, la Scuola di Rivara. Aderirono, tra altri, Federico Pastoris, Ernesto Bertea, Alberto Issel ed Eugenio Gignous.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto intitolato Motivo sulla Bormida presenta una intonazione cromatica calda sulla maggior parte del piano pittorico. Il greto del fiume è dipinto con colori caldi e scuri, bruno e ocra. La scarsa acqua del fiume riflette il blu del cielo. Gli alberi sono molto scuri, dipinti con verdi molto profondi. Il cielo è blu, molto saturo. Il sole, la fonte luminosa, si trova al di fuori dell’inquadratura, in alto a sinistra. La maggior parte del dipinto è in ombra, soprattutto sulla sinistra. Il sole illumina i viaggiatori, in centro e la riva di destra. Si creano, così, forti contrasti.

Approfondisci con le altre opere di Antonio Fontanesi intitolate: Il Mulino, Il Ponticello, Palude a sera, Donne al Bagno, Stagno luminoso, La quiete, Aprile.

Lo spazio

La profondità della scena è suggerita dalla lama di luce che illumina il greto del fiume. Inoltre, la dimensione degli alberi, a destra, permette di valutare la distanza dal primo piano al bosco lontano.

La composizione e l’inquadratura

Motivo sulla Bormida è un dipinto a sviluppo orizzontale. Gran parte della superficie dell’opera è occupata dal fitto bosco scuro. In primo piano vi sono alcuni viaggiatori che procedono in avanti, verso il fondo. Inoltre, la loro direzione asseconda le linee che corrono verso i boschi lontani. Il piano del dipinto è occupato, a sinistra, dal bosco folto e in ombra mentre nella metà di destra si sviluppa un paesaggio più aperto. Un quarto del dipinto, a destra, in alto, è riservato al cielo.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Alfredo D’Andrade, Motivo sulla Bormida, sul sito del Galleria Civica d’Arte Moderna di Genova.