Michele Gordigiani la vita e le opere

Michele Gordigiani fu un celebre ritrattista fiorentino di metà Ottocento vicino ai Macchiaioli e aperto alle istanze culturali europee.

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Nascita di Michele Gordigiani

1835. Michele Gordigiani nacque a Firenze il 29 maggio 1835.

Il contesto familiare di Michele Gordigiani

Il padre dell’artista era Luigi Gordigiani un musicista, concertista e compositore di canzoni popolare. La madre invece era Anna Giuliani, la figlia di un importante chitarrista-compositore del primo Ottocento. Ebbe un fratello, Anatolio Gordigiani anche lui musicista e pittore.

La formazione di Michele Gordigiani

Si iscrisse molto giovane all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

I maestri di Michele Gordigiani

Presso l’Accademia di Firenze, Gordigiani fu allievo di Lorenzo Bartolini che era in contatto con la sua famiglia. Passò poi alla scuola di pittura purista di Luigi Mussini e Adolph Sturler. Vi rimase così fino alla sua chiusura nel 1848. Lo scultore Giovanni Dupré sostituì poi Mussini ma il giovane Gordigiani abbandonò presto la scultura. Tornò quindi a dipingere in Accademia con Giuseppe Bezzuoli, un pittore di opere storico-romantiche al pari di Hayez e Pelagio Pelagi.

Il contesto culturale di formazione

Negli anni della sua formazione, Gordigiani a Firenze ebbe modo di frequentare l’ambiente accademico di tendenza storico-romantica. Invece dal 1855 si avvicinò alle novità culturali e artistiche derivanti dalla Francia che nascevano durante le riunioni al Caffè Michelangelo. Inoltre ebbe modo di frequentare esclusivi salotti cittadini nei quali conobbe intellettuali e personaggi europei.

Collaborazioni e amicizie

Gordigiani frequentò la scuola di Mussini insieme a Luigi Norfini e Silvestro Lega. Rimase però legato in amicizia con Mussini che considerò il suo vero maestro.

1855. Dal 1855, all’età di 20 anni, insieme al fratello si avvicinò al gruppo dei Macchiaioli riuniti al Caffè Michelangelo di Firenze. Fece così amicizia con con Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Cristiano Banti, il mecenate Diego Martelli, e soprattutto con Angiolo Tricca.

1862-1863. L’artista dal 1862-1863 ospitò Giovanni Boldini durante il suo soggiorno fiorentino.

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