Maschera di Agamennone

La Maschera d’oro detta di Agamennone è un manufatto che per tradizione è attribuito al mitico re degli Achei protagonista della guerra di Troia.

Maschera d’oro detta di Agamennone, circa 1600 – 1500 a.C., lamina d’oro, Atene, Museo Archeologico Nazionale

Indice

Descrizione della Maschera d’oro detta di Agamennone

La maschera mortuaria raffigura un uomo anziano con baffi e barba. Gli occhi sono chiusi e le orecchie sono in posizione frontale e bene in vista. La parte superiore della fronte termina con il bordo della lamina leggermente curvo.

Interpretazioni e simbologia della Maschera d’oro detta di Agamennone

La maschera di Agamennone è una maschera funebre cioè realizzata attraverso un calco sul viso del defunto. Questa era una pratica molto comune nell’antichità classica utilizzata poi per ricordare personaggi importanti nel corso del tempo.

L’analisi dell’opera continua dopo questo avviso!

Esami 2020-2021

Comincia a pensare all’esame. Consulta la pagina: Tesi, tesine o mappe concettuali.

Inoltre nuovi materiali per aiutarti nel lavoro: La descrizione del ritratto, La descrizione del paesaggio

Suggerimenti e link utili per implementare una corretta didattica online o didattica a distanza, nel periodo di emergenza virus. Consulta la pagina: Didattica online.

I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La maschera di Agamennone è conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene.

L’artista e la società. La storia dell’opera Maschera d’oro detta di Agamennone

L’autore della maschera di Agamennone è sconosciuto. L’archeologo tedesco Heinrich Schliemann nel 1876 scoprì la maschera appoggiata sul volto di un corpo che si trovava sepolto nella tomba H a Micene. L’archeologo pensò di aver scoperto i resti di Agamennone il leggendario re acheo. Invece secondo recenti indagine archeologiche è risultato che la maschera è datata tra il 1550 e il 1500 avanti Cristo. Questo periodo non corrisponde quindi a quello nel quale è vissuto Agamennone. Per convenzione però il nome del manufatto è rimasto quello dato da Heinrich Schliemann.

William M. Calder III, uno studioso statunitense, negli anni Settanta dichiarò che probabilmente la maschera è falsa. Secondo Calder l’esecuzione del connotati è molto raffinata e non corrisponde ad altri ritrovati nella stessa epoca. Secondo lo studioso quindi Heinrich Schliemann commissionò un falso. Anche lo storico David A. Trail sostenne lo stessa tesi di Calder.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile della Maschera d’oro detta di Agamennone

Il manufatto appartiene alla cultura micenea. La fattura è essenziale ma compaiono alcuni particolari che descrivono efficacemente il viso del guerriero. I dettagli però non sono naturalistici ma realizzati con gusto decorativo. Infatti le sopracciglia e i baffi sono rappresentati da segni grafici regolari. Anche gli occhi e la bocca sono geometrizzati e descritti da semplici linee sbalzate.

La tecnica

La maschera di Agamennone è composta da una lamina d’oro con rilievi a sbalzo. Sopra le orecchie sono presenti due fori che servivano per inserire la corda che fermava la maschera sul volto del defunto.

La luce sulla scultura

La superficie metallica e dorata della maschera riflette la luce ambientale che per evidenziare i dettagli deve colpirli in modo radente.

Rapporto con lo spazio

Il manufatto è apprezzabile da un solo lato e la sua fruizione si avvicina a quella di un rilievo. Infatti la sua collocazione originaria era quella di maschera mortuaria, quindi posata sul volto del defunto. La maschera inoltre, non fu concepita per funzioni estetiche o di decorazione di uno spazio.

La struttura

La forma della scultura riprende quella di un volto privo di capelli. Infatti la parte superiore presenta una curvatura ridotta rispetto alla parte che circonda il viso.

La struttura è decisamente simmetrica e riproduce quella di un viso umano idealizzando però la simmetria naturale.

Articolo correlato

Giove e Teti di Jean-Auguste-Dominique Ingres

© ADO – analisidellopera.it – Tutti i diritti riservati. Approfondisci

Bibliografia

  • Ranuccio Bianchi Bandinelli ed Enrico Paribeni, L’arte dell’antichità classica. Grecia, Torino, UTET Libreria, 1986, ISBN 88-7750-183-9
  • Antonietta Viacava. L’atleta di Fano, Roma, Edizioni L’Erma di Bretschneider, 1994. ISBN 88-7062-868-X.
  • George M. A. Hanfmann, Dizionario delle antichità classiche, Cinisello Balsamo, Paoline, 1995, p. 849
  • Paolo Moreno (a cura di), Lisippo : l’arte e la fortuna, Catalogo della mostra tenuta a Roma, Milano, Fabbri, 1995, ISBN 88-450-5738-0.
  • Giuliano A., Storia dell’arte greca, Carocci, Roma, 1998. ISBN 88-430-1096-4
  • Photini N. Zaphiropoulou, Capolavori della scultura greca antica, Ist. Poligrafico dello Stato Collana: Archeologia, 2007, EAN: 9788824011358
  • Giorgio Bejor, Marina Castoldi, Claudia Lambrugo, Arte greca, Mondadori Università; Nuova Edizione edizione (1 ottobre 2013), ISBN-10: 8861842968 ISBN-13: 978-8861842960
  • Luigi Rocchetti, Le gioie sepolte. Scultura greca del periodo arcaico, Arbor Sapientiae, 01/01/2018, EAN:9788894820850

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 25 novembre 2020.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di scultura greca intitolate:

Consulta altre opere di scultura greca

Consulta la pagina dedicata alla scultura, Maschera d’oro detta di Agamennone, sul sito del Museo Archeologico Nazionale di Atene.

ADP plus

Visto dal vero. Hai visto dal vero l’opera analizzata? Suggerimenti? Commenta sul gruppo Facebook:

ADO+ Segnala un’opera