Maja vestida di Goya

La Maja vestida di Goya, esposta a Madrid al Museo del Prado accanto alla più nota Maja desnuda, è forse ritratto di una nobildonna spagnola.

Goya, Maja vestida, 1800-1808, olio su tela, 95 x 190 cm. Madrid, Museo del Prado

Indice

Descrizione de la Maja vestida di Goya

La giovane donna stesa sul divano indossa un abito sottile e attillato che rivela le sue forme fisiche. Il viso è tondo e le guance arrossate. I capelli sono folti e scuri. Ai fianchi inoltre porta una fascia di seta rosa stretta e le spalle sono coperte da una giacchetta. Ai piedi poi indossa un paio di scarpette dorate dalla punta affusolata. La giovane guarda verso l’osservatore dell’opera senza mostrare imbarazzo o pudore. Ha le braccia sollevate e nasconde le mani dietro la nuca. Lo sfondo è privo di arredi e dettagli.

Interpretazioni e simbologia de la Maja vestida di Goya

L’assenza di documentazione sulla commissione dei dipinti della Maja spinse alcuni storici a pensare che le due opere ritraggano la duchessa d’Alba detta anche la Cayetana.

Goya era molto amico della duchessa d’Alba e della nobildonna l’artista ha realizzato numerosi ritratti. Gli esperti quindi hanno sottolineato una certa somiglianza tra questi e il volto dipinto nella Maja desnuda. Louis Viardot nel 1843 nel testo Les musées de Espagne avanzò l’ipotesi che la duchessa avesse posato per il dipinto. Gli storici più recenti invece sostengono che il viso e forse anche il corpo della Maja desnuda sia di Pepita Tudó, amante di Goya. Altra ipotesi è che pur ritraendo Pepita Goya abbia raffigurato i tratti dell’amica duchessa. La figura femminile ritratta ne la Maja desnuda è più aggraziata di quella de la Maja vestida. Inoltre i due volti non sono somiglianti ma solo vagamente simili.

La giovane ritratta nell’opera di Goya indossa accessori che all’epoca erano portati da donne aristocratiche. La protagonista quindi assume una identità ambigua. Il titolo infatti la identifica come maja ma l’abbigliamento come una giovane nobile. Il termine deriva dalla lingua popolare spagnola e significa elegante.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Manuel Godoy, detto il il Principe della Pace, probabilmente commissionò il ritratto a Goya. Non esistono però documenti ufficiali che accertino la commissione per questo dipinto e la Maja desnuda. Una ipotesi è che provengano dalla collezione della duchessa d’Alba. Infatti la sue opere passarono a Manuel Godoy nel 1802, alla morte della donna. Inoltre la duchessa fu sicuramente la proprietaria della Venere allo specchio di Velázquez anch’essa nella collezione del nobile. La Maja desnuda e la Maja vestida quindi nei primi anni dell’Ottocento erano parte della collezione di Godoy. Però diversamente dalla Maja vestida, la Maja desnuda fu documentata nel gabinetto di Godoy nel 1801.

Il dipinto comparve insieme a La Maja desnuda, nell’inventario dei beni di Manuel Godoy eseguito da Frédéric Quilliet alla fine di gennaio 1808. Il compilatore definì le due figure femminili come gitane.

Il re di Spagna fece sequestrare la collezione di Godoy nel 1813. Nell’inventario redatto nello stesso anno tra i dipinti, ancora nel palazzo vicino al convento di Doña María de Aragón, compare infatti una Venere vestita. Nel successivo inventario del 1814, le opere sequestrate trovarono posto nel Depósito General de Secuestros, ospitato nel magazzino di vetro in Calle Alcalá. La Maja vestida è menzionata come una donna vestita da maja. Nel novembre 1814 poi la Corte dell’Inquisizione condannò i due dipinti considerandoli osceni.

I dipinti però sopravvissero alle vicende politiche e ora sono esposti insieme al Museo del Prado di Madrid.

L’artista e la società. La storia dell’opera Maja vestida di Goya

La Maja vestida risale al periodo tra il 1802 e il 1805. Goya dipinse quest’opera poco prima dei 60 anni.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile de la Maja vestida di Goya

Goya dipinse la superficie della tela con pennellate veloci e materiche utilizzando colori ad olio a corpo. Inoltre l’orientamento dei tratti pare casuale. Alcuni particolari sono rappresentati in modo sommario come l’abbigliamento che viene suggerito e non descritto. Lo sfondo poi è privo di dettagli e bidimensionale.

In questo dipinto Goya propone una immagine non idealizzata che anticipa lo stile Realista. Inoltre l’utilizzo di pennellate accostate e materiche avvicina la sua pittura alle esperienze del Romanticismo europeo.

La tecnica

La Maja vestida è un olio su tela di 95 x 190 cm.

Il colore e l’illuminazione

I colori della giacchetta, della sciarpa che stringe la vita e del telo verde che copre il divano sono particolarmente brillanti. Inoltre l’abito chiaro, i cuscini e il lenzuolo sono ben evidenziati dal contrasto contro lo sfondo scuro e grigio.

L’illuminazione non chiarisce tutta la scena come invece succede ne La Maja desnuda interamente illuminata da una luce diffusa.

Lo spazio

La figura femminile distesa pare immersa nell’ombra di un ambiente indefinito perché privo di arredi.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto della Maja vestida è di forma rettangolare e sviluppo orizzontale. L’inquadratura inoltre è attentamente studiata per valorizzare il corpo disteso sul divano lasciando poco spazio in alto. A sinistra è presente un’ampia zona di colore marrone scuro che comprime lo sguardo a destra verso la giovane distesa.

La struttura della composizione è obliqua come si può osservare dalla disposizione del corpo della giovane. Infatti i piedi tendono verso l’angolo in basso a sinistra mentre il volto verso quello in alto a destra.

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Bibliografia

  • Giuliano Serafini, Goya. Ediz. illustrata, Giunti Editore, Collana: Vita d’artista, 2004, EAN: 9788809034297
  • Maurizia Tazartes, Goya, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2017, EAN: 9788809991545

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 22 ottobre 2020.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Goya, Maja vestida, sul sito del Museo del Prado di Madrid.

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