Madonna della Mela di Luca della Robbia

La Madonna della Mela di Luca della Robbia è un capolavoro del maestro. Nella sua bottega fu elaborata una tecnica che permise di creare sculture in terracotta resistenti e dai colori brillanti. Le opere dei della Robbia diffusero il gusto del Rinascimento in tutta Europa.

Luca della Robbia, Madonna della Mela, 1442-1444, terracotta invetriata, altezza: cm 70, larghezza: cm 52. Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Descrizione

La Madonna è raffigurata con il busto frontalmente. Il suo viso pare quello di una adolescente. Lo sguardo è puntato in basso e la sua espressione è dolce e sembra assorta in pensieri malinconici. I capelli della Vergine sono coperti da un velo che scende e copre spalle e braccia. Indossa una semplice veste legata in vita. Tra le braccia Maria stringe Gesù Bambino che tiene una mela nella mano sinistra. Il Bambino è nudo, ha il viso frontale e sembra distratto da qualcosa verso destra.

Interpretazioni e simbologia

Il bianco che colora le figure della Vergine e di Gesù Bambino e il blu che ricopre lo sfondo non furono scelti a caso. I due colori infatti in Occidente sono simboli mariani.

I Committenti e la storia espositiva

La tradizione storica riporta la Madonna della Mela di Luca della Robbia come proprietà di Lorenzo il Magnifico. Secondo il Gentilini, in uno studio condotto nel 1992 l’opera potrebbe essere indicata come “Nostra Donna di mezzo rilievo invetriata” nell’inventario mediceo. Sembra che ad apprezzare particolarmente la Madonna della Mela fosse il padre di Lorenzo, Pietro de’ Medici. La documentazione ufficiale la colloca nelle collezioni granducali medicee. Nel 1836 venne trasferita alla Galleria degli Uffizi e in seguito nel 1869 presso il Museo del Bargello. Gentilini ha datato l’opera intorno al 1442-1444. Secondo Pope Hennessy la data di esecuzione potrebbe risalire al 1460 circa per la sua somiglianza con la Madonna dell’Impruneta.

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Lo stile del rilievo scultoreo Madonna della Mela di Luca della Robbia

Luca della Robbia fu autore della Madonna della Mela e di molte opere della sua vasta produzione. Il maestro fu a capo di una fiorente bottega e trovò il modo di rendere le opere in terracotta più robuste. Per esporre esternamente i bassorilievi e le sculture Luca della Robbia utilizzò una vernice vetrificante che veniva usata per proteggere i vasi in argilla. La superficie delle opere veniva ricoperta con la stessa vernice impermeabilizzante dei vasi. In questo modo si ottenevano terracotte “invetriate” dai colori brillanti e durevoli come maioliche.

La Madonna della Mela è rappresentativa dello stile di bottega di Luca della Robbia. Le figure della Vergine e del Bambino sono di un bianco candido grazie all’abilità del maestro nel creare un pigmento molto coprente. Il fondo è del tipico blu ottenuto con alluminato di cobalto, colore molto usato nel vasellame cinese e islamico. In seguito furono elaborati altri pigmenti stabili alla cottura tranne il rosso.

Il modellato della Madonna della Mela di Luca della Robbia fu realizzato direttamente senza l’utilizzo di stampi. In seguito alla realizzazione del rilievo il retro fu svuotato per creare una superficie dallo spessore omogeneo. Dopo la completa essiccazione dell’argilla la scultura fu cotta una prima volta. Quindi stesi colori fu cotta una seconda volta per vetrificare i pigmenti, fissandoli sulla materia permettendo il processo di vetrificazione.

Il colore e l’illuminazione

Le figure di Maria e del Bambino sono dipinte con un bianco candido e molto coprente. Infatti non era facile trovare il modo di ricoprire la superficie marrone o rossiccia della terracotta determinata dagli ossidi di ferro o dai grigi della terra. Il fondo del bassorilievo invece è coperto da una vernice a base di ossido di cobalto, saturo e molto stabile.

Nel caso di un bassorilievo occorre prestare molta attenzione al comportamento della luce che colpirà l’opera in sede di destinazione. La luce radente esalta il modellato del bassorilievo intitolato Madonna della Mela e crea delle ombre che mettono in risalto il delicato ma efficace modellato dei corpi. Inoltre le linearità dei panneggi, dei capelli e delle pieghe della pelle contribuiscono a definire le figure e a sottolineare il volume. La colorazione in bianco e blu favoriva l’illuminazione esterna in ombra e in pieno sole e l’illuminazione interna a luce di candela.

Lo spazio

La scultura di Luce della Robbia in quanto rilievo scultoreo impone una organizzazione dello spazio che partecipa direttamente a quello dell’osservatore. La fruizione dell’opera è però solamente frontale e ne condiziona fortemente la modalità di esposizione.

La Composizione e l’inquadratura

La figura della Vergine crea una solida verticalità che viene movimentata dalla disposizione a destra del corpo in obliquo del Bambino. Nell’insieme le due figure si possono inscrivere all’interno di una figura compositiva triangolare con vertice verso l’alto. Anche il corpo di Gesù Bambino si dispone con una flessione a livello del bacino e viene a formare un triangolo rettangolo orientato a sinistra.

Approfondimenti. La terracotta invetriata dei della Robbia

La Madonna della Mela è una statua in terracotta invetriata. Questo materiale fu riscoperto nei primi decenni del Quattrocento in seguito alla rivalutazione delle opere del periodo classico. Alla sommità dei templi infatti erano poste statue di terracotta. La loro riscoperta fece presente agli artisti rinascimentali le qualità della terracotta. Intanto la facilità di esecuzione che permette di modellare la materia umida e plastica a partire da blocchi facilmente trasportabili. Poi la possibilità di colorare la superficie con pigmenti e oro con una certa facilità. Inoltre il basso costo della materia prima. A fianco di questi vantaggi le statue in terracotta seppur vetrificate soffrono le malversità atmosferiche e sono più fragili delle opere in pietra o marmo.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Luca della Robbia, Madonna della Mela, sul sito del MiBACT e sul sito del Museo Nazionale del Bargello di Firenze.