Lo spazio vissuto delle città di Henri Lefebvre è lo spazio umanizzato dagli abitanti anche attraverso i murales dei grandi idoli del calcio. di Marco Rabino
Akse P19, Murale di Marcus Rashford, novembre 2020, vernici acriliche, 5 x 15 m. Withington (Manchester), parete laterale del Coffee House Café su Copson Street
Siamo turisti in una grande città e improvvisamente ci troviamo di fronte a un imponente murales. Oppure siamo proprio lì per vedere quella monumentale celebrazione del grande calciatore, idolo dei nostri sogni sportivi. La sua immagine è proprio davanti a noi, immensa, gigantesca, ricopre la facciata di un enorme palazzo per uffici, come nel caso de Il Murales di Lionel Messi di Martín Ron a Buenos Aires. Se, invece, abbiamo scelto di visitare Napoli dedichiamo un giorno al tour che ci porta ad ammirare i murales dedicati all’indimenticabile Diego Armando Maradona, come Il Murales di Maradona dei quartieri spagnoli di Mario Filardi o il Murales di Maradona di San Giovanni di Jorit Agoch.
In ogni caso abbiamo una grande occasione per sperimentare una diversa esperienza della città e attivare la visione evocativa dei murales. Probabilmente ci troviamo in zone popolari, quartieri di periferia, dove il degrado è sempre in agguato. Le amministrazioni, infatti, tendono a privilegiare le zone centrali dove si trovano i gioielli del patrimonio culturale. Fortunatamente, i murales sportivi, e soprattutto calcistici, hanno acceso un grande interesse collettivo. Folle di pellegrini del calcio salgono verso piazzetta Maradona di Napoli per vedere il Murale dipinto decenni fa da Mario Filardi. Questo santuario del calcio internazionale è diventato ormai la seconda meta turistica italiana dopo il Colosseo di Roma.
Se vuoi approfondire la visione evocativa di altre opere d’arte vai alla sezione: Visione evocativa
Una teoria della riappropriazione dello spazio urbano
Alcuni, probabilmente, reagiscono scandalizzati a questo primato. Com’è possibile che un murale attiri più gente della Galleria degli Uffizi di Firenze o la Pinacoteca Vaticana? Reazione legittima, se seguiamo un impulso condizionato dalle convenzioni culturali. Se, invece, ampliamo il nostro orizzonte e consideriamo le teorie di noti intellettuali, sociologi e filosofi, la nostra prospettiva cambia. Vi propongo la teoria del sociologo e filosofo francese Henri Lefebvre (1901-1991). Siamo di fronte a una personalità più che autorevole: partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale, Lefebvre è stato anche geografo e urbanista. Ha studiato alla Sorbona di Parigi, allievo di Henri Bergson, introduce per la prima volta nella letteratura filosofica il concetto di esistenzialismo.
Lefebvre ha rielaborato la tesi del materialismo dialettico, mettendo al centro della sua attenzione l’individuo. Le sue idee evidenziano come le convenzioni sociali quotidiane, imposte dal capitalismo, reprimono la fantasia e l’inventiva dell’individuo. Lefebvre, che in gioventù, aveva fatto parte del Surrealismo, è convinto che l’arte è un mezzo per esercitare un’espressione estetica in grado di svelare la convenzionalità della vita di tutti i giorni, i riti mediatici e collettivi, come strumenti di oppressione e controllo.

ASPETTA! Unisciti ai nostri gruppi per altre analisi e visioni evocative
L’arte favorisce la soppressione della quotidianità opprimente
L’arte moderna è quindi una grande risorsa per l’umanità perché favorisce la soppressione della quotidianità opprimente. Questa critica della vita quotidiana avviò le ricerche di artisti e filosofi riuniti nell’Internazionale situazionista, e influenzò le idee del Maggio francese. Il pensiero sulla libertà del cittadino e del potere che ha l’arte di renderci consapevoli sulle dinamiche di oppressione e controllo si trova nella trilogia “Critica della vita quotidiana” (1947, 1961, 1981).
La concezione dello spazio urbano di Henri Lefebvre sottolinea quindi come lo spazio astratto pensato dei progettisti di grandi edifici anonimi e del potere, deve essere bilanciato dallo “spazio vissuto” dagli abitanti, fatto di simboli, passioni e memorie. Lo spazio urbano diventa così prodotto sociale nel quale si manifestano conflitti, desideri e significati.
La Triade Spaziale di Lefebvre applicata ai Murales
Il pensiero di Henri Lefebvre si sviluppa in una triade concettuale che chiamiamo la “triade spaziale“, che spiega come lo spazio urbano viene vissuto dal cittadino. Lo spazio rappresentato della città, (pratica spaziale) è la progettazione dello spazio urbano: la città fisica, l’urbanistica materiale, le strade e i palazzi di cemento nel loro utilizzo quotidiano per muoversi e lavorare (è in questa dimensione che agisce la normalizzazione del sistema capitalistico oppressivo). La superficie di un muro di cemento di un palazzone urbano o di un grande parcheggio che deprime l’ambiente.
Le rappresentazioni dello spazio (Lo spazio concepito): controllato dai tecnocrati, progettato dagli ingegneri, gestito dagli speculatori edilizi e del potere politico. È una visione astratta, burocratica e geometrica della città, che spesso mira solo alla produttività o al controllo. Gli spazi di rappresentazione (spazio vissuto), è il cuore della visione evocativa dello spazio urbano. È lo spazio vissuto dai cittadini attraverso le sue immagini, i suoi simboli e la fantasia degli abitanti. Non obbedisce alle regole speculative e progettuali, ma a quelle del cuore, della memoria e della passione. Il murale sportivo rappresenta la massima espressione del terzo livello perché è frutto della passione e della contrattazione tra abitanti, autore e autorità amministrativa.
Lo spazio vissuto dei murales sportivi
Il murale del calciatore-eroe rappresenta un atto di “insurrezione visiva” di riappropriazione dello spazio da parte degli abitanti. ll murale trasforma una porzione di spazio concepito (il muro grigio e anonimo di un palazzo) in uno spazio vissuto. Il muro smette di essere solo cemento anonimo e opprimente e diventa un simbolo parlante, un aggregatore di anime.1
Un altro importante concetto elaborato da Henri Lefebvre è quello di “Diritto alla Città” (Le Droit à la ville). Gli abitanti di un luogo hanno il diritto di trasformarlo, modellarlo e significarlo secondo i propri bisogni emotivi e culturali, rifiutando le imposizioni funzionali dell’amministrazione. Di sicuro, questo concetto radicale si presta alla manipolazione di comportamenti al limite del puro atto vandalico. Io però voglio rimanere nei limiti del legale e vi segnalo un grande esempio di civiltà calcistica immortalata in un murale: Il Murale di Marcus Rashford di Akse P19 a Withington. Questo murale è diventato uno scudo protettivo, per l’intera comunità inglese di Withington, che ha reagito agli insulti razziali rivolti al calciatore, per rivendicare valori di solidarietà universali.
Il Murale di Marcus Rashford di Akse P19
Pensando alla vicenda che ha portato alla realizzazione del Murale di Marcus Rashford di Akse P19 mi sono chiesto: cosa ha spinto la comunità della zona ad adottare questo monumento al calciatore? Partiamo intanto dalla descrizione del murale di Akse P19. Il fondo nero e profondo che circonda il viso del calciatore ci chiede di non distrarci ma di concentrarci su ciò che è importante nella nostra vita. È un’immagine che comunica dignità e responsabilità, invitando chiunque passi a guardare oltre la superficie della fama per scorgere l’anima di una lotta collettiva contro la povertà. L’odio è stato letteralmente sommerso dalla gentilezza e dalla solidarietà.
Per approfondire la storia del murale leggi l’articolo: Il Murale di Marcus Rashford di Akse P19 a Withington
La missione sociale del Murale di Marcus Rashford di Akse P19
La comunità inglese di Withington è diventata lo scudo del proprio eroe, dimostrando che l’arte urbana è un organismo vivo che reagisce e si protegge. L’opera ha attivato la sua funzione terapeutica più profonda: la resilienza. L’arte ci aiuta a ricucire gli strappi del nostro io e della società. Qui, le cicatrici del razzismo non sono state semplicemente cancellate, ma trasfigurate. L’opera ci insegna che un supporto esistenziale può essere ferito, ma sono proprio quelle ferite, se curate, a raccontare la storia di una guarigione che rende il soggetto ancora più forte e prezioso. La bellezza ci parla e, instancabilmente, ci ricuce l’anima.
La Bellezza che Salva: L’opera come atto continuo di protezione e amore
Vi piace il murale di Rashford? Oppure lo apprezzate per il messaggio che ci dona? Andiamo oltre la soglia estetica dell’opera d’arte e consideriamo che il murale di Withington è la prova definitiva che la bellezza non è qualcosa di statico, ma un atto continuo di protezione e amore. Ricordiamoci sempre che un murale è frutto di un patto tra il suo autore e la comunità che abita il luogo che lo ospita.
Il Murale come Resilienza di una comunità
Pensiamoci bene: in quel momento critico, quando gli attacchi al murale sembravano far vincere l’odio sociale, l’opera ha attivato la sua funzione terapeutica più profonda: la Resilienza. L’arte ci aiuta a ricucire gli strappi del nostro io e della società. Qui, le cicatrici del razzismo non sono state semplicemente cancellate, ma trasfigurate. L’opera ci insegna che un supporto esistenziale può essere ferito, ma sono proprio quelle ferite, se curate, a raccontare la storia di una guarigione che rende il soggetto ancora più forte e prezioso.
Cosa rappresenta il Murale di Marcus Rashford per noi: Il Ponte Esistenziale
Ma cosa dice a noi il Murale di Marcus Rashford, noi che non abitiamo nel suo quartiere e siamo così distanti dalla sua comunità? Guardando questo muro, è impossibile non chiedersi: vi è mai capitato di sentirvi attaccati o di vedere qualcosa di bello, in cui credevate, venire infangato? Rashford e la sua comunità ci insegnano che nessuno è un’isola. La nostra vulnerabilità, quando viene condivisa, diventa una forza. Questo murale è lo specchio di una società che sceglie la cura invece dell’offesa, ricordandoci che, se abbiamo un obiettivo nobile, troveremo sempre qualcuno pronto a fare da scudo insieme a noi. Non siamo soli nelle nostre battaglie quotidiane.
Leggi anche:
- La Geometria nascosta del Murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli
- La Memoria collettiva e il Murales di Maradona dei Quartieri Spagnoli di Napoli
- Il significato nascosto dei Murales sportivi a Napoli
- Maradona di San Giovanni di Jorit Agoch
NOTE
(1) Lo stesso concetto di brutto urbano degradante e senz’anima lo trovi nel pensiero dello psicanalista americano James Hillman nel suo concetto di ecopsicologia.
Se vuoi approfondire la visione evocativa di altre opere d’arte vai alla sezione: Visione evocativa
Bibliografia
- Marcella Danon, Ecopsicologia. Crescita personale e coscienza ambientale, Urra Edizioni, 2020, EAN13 9788855230414
- Alain de Botton, John Armstrong, Art as therapy, 2013; L’arte come terapia. The school of life, Guanda, 2013, ISBN-10:8823506360 ISBN-13:978-8823506367
- James Hillman, a cura di Francesco Donfrancesco, La politica della bellezza, Moretti & Vitali, Bergamo 1999; 2005
- James Hillman, Carlo Truppi, L’anima dei luoghi, Rizzoli, 2004, ISBN-10 881700197X ISBN-13 978-8817001977
- James Hillman, L’anima del mondo. Conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, 2000; 2004 ISBN 8817126063
- Henri Lefebvre, Critique de la vie quotidienne, vol. I, L’Arche, Paris 1947 (ampliata e ripubblicata poi nel 1958); Vincenzo Bonazza (Traduttore), Critica della vita quotidiana, Vol. I, Dedalo, Bari, 1977, ISBN-10 8822001567 ISBN-13 978-8822001566
- Henri Lefebvre, Critique de la vie quotidienne, vol. II, L’Arche, Paris, 1962; Vincenzo Bonazza (Traduttore), Critica della vita quotidiana, Volume 2, Dedalo, Bari, voll. II, 1977, ISBN-10 8822001575 ISBN-13 978-8822001573
- Henri Lefebvre, Critique de la vie quotidienne, III. De la modernité au modernisme (Pour une métaphilosophie du quotidien), 1981, L’Arche; trad. it. Critica della vita quotidiana, Dedalo, Bari, 1977.
- Henri Lefebvre, Le droit à la ville, Anthropos, Paris 1968; G. Morosato (Traduttore), Il diritto alla città, Ombre Corte, Verona, 2014, ISBN-10 8897522947 ISBN-13 978-8897522942
- Henri Lefebvre, La Production de l’espace, 1974, Anthropos; Leonardo Ricci (Prefazione) La produzione dello spazio, Pgreco, 2018, ISBN-10 8868022230 ISBN-13 978-8868022235
ASPETTA! Unisciti ai nostri gruppi per altre analisi e visioni evocative
Grazie per aver consultato ADO
Le immagini pubblicate su ADO sono state prodotte in proprio e quindi sono di proprietà dell’autore.




