Lachrymae di Lord Frederic Leighton

Il dipinto Lachrymae di Lord Frederic Leighton testimonia la raffinatezza della sua pittura accademica distintiva del celebrato artista vittoriano.

Lord Frederic Leighton, Lachrymae, 1894–95, olio su tela, 157,5 x 62,9 cm. New York, The Metropolitan Museum of Art

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Indice

Descrizione di Lachrymae di Lord Frederic Leighton

Una giovane donna è appoggiata in atteggiamento di abbandono ad una colonna dorica. Il profilo della giovane è classico come l’acconciatura dei lunghi capelli scuri. Indossa poi un ampio mantello nero dal quale traspare una veste verde. Il capo è rappresentato di profilo ed è reclinato sul braccio destro che si appoggia al capitello della colonna. La mano, sinistra rivolta verso il basso, emerge invece dalle pieghe del mantello. Sui gradini di marmo sono sparse alcune foglie morte e una corona mentre ai piedi della colonna compaiono due manufatti greci.  Un altro vaso dipinto è poggiato poi sul capitello e intorno ad esso è disposta una corona di foglie verdi. Oltre il muretto chiaro si sviluppa un fitto bosco. In basso sono dipinti alcuni arbusti mentre contro l’ombra profonda si stagliano possenti tronchi di cipressi. Infine dietro a quello centrale si espande l’aura del sole al tramonto.

Interpretazioni e simbologia di Lachrymae di Lord Frederic Leighton

Lachrymae è il termine latino traducibile in italiano come “lacrime”. La corona appassita a terra simboleggia infatti la tristezza di una perdita. Così la posizione della protagonista insieme al sole che tramonta e ai cipressi, emblemi del lutto. Inoltre, il primo piano in marmo chiaro e classico rappresenta probabilmente l’esistenza in vita. Invece, nella selva scura che si trova oltre il muretto la vita tramonta come la luce del sole.

Lord Frederic Leighton seguì un’educazione tradizionale che gli permise di conoscere a fondo la cultura dell’antichità classica. Il maestro vittoriano usò così, nei suoi dipinti riferimenti al mondo delle immagini antiche. Secondo Jenkins (1983) Lord Frederic Leighton si ispirò a scene disegnate su vasi antichi. In Lachrymae è infatti presente una hydria posta su di una stele dorica. Ai suoi piedi si nota poi una kylix a figure rosse e un kalpis.

L’hydria riprodotta da Lord Frederic Leighton, sempre secondo Jenkins, si ispira ad un esemplare conservato presso il British Museum. L’immagine dipinta su di essa raffigura alcune donne che attingono l’acqua da una fontana. Dietrich von Bothmer (1973) del Metropolitan Museum identificò inoltre la fonte del kylix decorato con una figura di Hermes come una una coppa in maniera del Euaion. Forse, l’intera composizione del dipinto Lachrymae potrebbe essere ispirata da una scena di lutto presente su di un lekythos di terra bianca attica.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il dipinto fu esposto alla mostra della Royal Academy del 1895 a Londra.

L’artista e la società. La storia dell’opera

Lachrymae fu dipinto un anno prima della morte di Lord Frederic Leighton avvenuta nel 1896. Presso il Leighton House Museum di Londra sono conservati alcuni bozzetti compositivi uno dei quali riguarda il volto del personaggio. Si trova anche il disegno di un albero di cipresso realizzato da Leighton a Firenze nel 1854 e usato nel dipinto. Esiste poi uno schizzo disegnato presso la London Royal Academy di Londra. Il disegno per il drappeggio della figura in lutto era di proprietà dell’artista al momento della pubblicazione nel 1895 (Spielmann 1895). Il disegno non si trova però tra le più di seicento opere della Leighton House e ad oggi non è stato ritrovato.

La modella che posò per il dipinto Lachrymae di Lord Frederic Leighton fu in passato individuata come “Miss Lloyd”. Nel 1996 Martin Postle trovò un articolo del London Sunday Express del 22 ottobre 1933 che fornì alcuni indizi sulla possibile identità della donna. L’autore individuò così la figlia di un certo Shropshire, un uomo in bancarotta, la quale posò per Millais, Alma-Tadema e Burne-Jones.

Postle ritenne di conseguenza che Miss Lloyd non posò solo per Lachrymae di Lord Frederic Leighton ma anche per altri suoi dipinti. Fra questi Twixt Hope and Fear, in collezione privata, e Avvampante giugno (Flaming June) conservato presso il Museo de Arte de Ponce, Fundación Luis A. Ferré, l’opera più conosciuta di Leighton. Le tre opere furono esposte alla mostra 1895 della Royal Academy, e compaiono in una fotografia dello studio di Leighton scattata subito dopo-la sua morte.

Lord Frederic Leighton nacque a Scarborough nel 1830 e fu soprannominato “Jupiter Olympus“, a causa della sua passione per l’antichità classica. L’artista inoltre era considerato un grande protagonista dell’arte britannica di epoca vittoriana. Da bambino, Frederic Leighton viaggiò molto con la sua famiglia in Europa. Di conseguenza studiò pittura in diverse città. Si stabilì poi a Londra nel 1859. Infine fu eletto presidente della Royal Academy nel 1878 con un gran numero di consensi. Divenne così il portavoce dell’arte in epoca vittoriana grazie al suo stile elegante, nostalgico e accademico. Fu nominato Lord Leighton di Stretton nel 1896 nell’anno della sua morte. La sua scomparsa segnò la fine di un’epoca anche a causa del fatto che non ebbe allievi o seguaci.

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Lo stile del dipinto Lachrymae di Lord Frederic Leighton

I riferimenti classici utilizzati da Leighton in Lachrymae sono visibili nella  colonna dorica, nella figura drappeggiata come una statua classica, nei vasi ornati e infine nella cornice, che evoca la porta di un tempio.

La superficie del dipinto è levigata e le forme sono modellate in modo raffinato e con chiaroscuri delicati.

Il colore e l’illuminazione

L’atmosfera cromatica di Lachrymae di Lord Frederic Leighton è austera e melanconica. I colori sono tendenzialmente caldi ma non saturi. La figura femminile è ricoperta interamente da un mantello nero mentre intorno alla colonna è stretta una sciarpa similmente scura. A terra è abbandonata un’altra sciarpa viola, dal colore simbolicamente luttuoso. In basso la parte architettonica è colorata in ocra chiaro mentre in alto prevalgono toni molto scuri di verde e bruno. Dietro al busto della giovane si intravede infine il bagliore dorato del sole che tramonta. Il contrasto di luminosità è intenso e oppone le parti in marmo della parte inferiore con la natura scura della parte alta del dipinto. L’illuminazione crepuscolare diffonde morbidamente luci ed ombre.

Lo spazio

La base in marmo sulla quale è disposta la scena contribuisce con la rigorosa prospettiva geometrica a creare lo spazio in primo piano. Oltre il muretto è invece la prospettiva di sovrapposizione che permette di apprezzare la disposizione dei cipressi.

La composizione e l’inquadratura

La cornice dorata in stile classicheggiante che accompagna Lachrymae di Lord Frederic Leighton è quella originale. Fu infatti richiesta direttamente dall’artista ad imitazione dell’ingresso di un tempio.

Il formato dell’opera è rettangolare e fortemente verticale con una inquadratura che permette di valorizzare la figura slanciata della giovane in lutto. La composizione segue le regole canoniche dell’accademia ponendo il soggetto perfettamente al centro, sulla verticale centrale. L’incrocio delle diagonali del dipinto infatti coincide con il ventre della fanciulla. La sua figura occupa circa un quarto dell’intero dipinto e si colloca in primo piano. Il secondo piano è rappresentato dal muretto che divide la parte chiara delle architetture dal bosco oscuro.

La simmetria del dipinto si evidenzia sullo sfondo del bosco e viene creata dal tronco centrale e dai due posti lateralmente. Anche gli equilibri tra i volumi e le masse cromatiche sono attentamente progettati. La zona psicologicamente attiva è il triangolo compositivo che comprende il braccio posto in orizzontale, il viso di profilo e la corona di foglie sul vaso classico. L’impianto compositivo si basa su incroci ortogonali di linee orizzontali quali i blocchi della base, il muretto e i cespugli. Le linee di forza verticali sono invece presenti nella colonna, nel corpo della fanciulla e nei tronchi dei cipressi. La suddivisione dello spazio compositivo crea un primo piano, un elemento di separazione rappresentato dal muretto e un terzo piano con il bosco.

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