La tempesta di Fausto Pirandello

La tempesta di Fausto Pirandello è un dipinto del quale si sono perse le tracce per diversi anni e appartiene ora ad una collezione privata.

Fausto Pirandello, La tempesta, 1938, olio su compensato, 150 x 225 cm. Collezione privata

Indice

Descrizione de La tempesta di Fausto Pirandello

Un gruppo di persone, donne e bambini, sono in balia di un forte vento. I ragazzi nudi e le donne coperte da ampi abiti corrono quindi verso il fondo dello spazio dipinto dove si trovano alte pietre. Nell’aria infatti volano le foglie e sta per scatenarsi un violento temporale.

Interpretazioni e simbologia de La tempesta di Fausto Pirandello

Il dipinto rappresenta forse un momento osservato dall’artista durante un soggiorno nella località di Anticoli Corrado. La scena inoltre si può considerare come la metafora di un dramma collettivo. Infatti l’opera risale al 1938 e precede di poco la promulgazione delle leggi razziali e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. I personaggi sembrano fuggire da uno scenario bellico e assumono un aspetto spettrale. Il realismo della scena è rappresentato dalle figure in fuga che assumono posizioni naturali. Le stesse posizioni però sono attentamente elaborate per creare un preciso ritmo compositivo. Inoltre la loro disposizione le blocca in una atmosfera visionaria che la avvicina ad una natura morta.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La storia espositiva e di proprietà de La tempesta di Fausto Pirandello è in gran parte sconosciuta. L’artista espose il dipinto in occasione della Quadriennale di Roma del 1939. Il dipinto comparve poi al Carnegie Institute di Pittsburgh. Da quel momento però la ricostruzione è frutto di ipotesi. Gli storici ipotizzano così che Telesio Interlandi, un giornalista siciliano amico e collezionista di Pirandello, abbia acquistato la tela. In suo possesso infatti si trovavano molte opere dell’artista realizzate negli anni Venti e Trenta del Novecento come Ranocchi.

Interlandi (1894-1965), era legato al regime fascista, fondò e diresse dal 1924 del quotidiano Il Tevere. Dal 1933 diresse il settimanale letterario Quadrivio e dal 1938 il quindicinale La difesa della razza. I partigiani e poi le truppe di occupazione britanniche si installarono nel suo villino e lo arrestarono. I soldati utilizzarono così molti dipinti per chiudere i vani delle finestre dai vetri rotti. Il dipinto, diversamente da altri rimase integro. Ranocchi invece, diviso in due, fu utilizzato per sostituire dei vetri alle finestre Nel 1946 un collezionista inglese lo acquistò in occasione della confisca dei beni del giornalista.

L’opera ritrovata presso una collezione privata italiana ha preso parte alla mostra organizzata nel 2010 a Roma presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Nell’occasione si celebrava la partecipazione di Fausto Pirandello alla II e alla III edizione della Quadriennale di Roma, del 1935 e del 1939.

L’artista e la società. La storia dell’opera La tempesta di Fausto Pirandello

Il dipinto è firmato in basso a sinistra e datato con la scritta “Pirandello 1938”. L’artista, nato nel 1899 realizzò la tavola quindi all’età di 39 anni nel momento del suo riconoscimento politico e di critica. La tempesta fu il dipinto più grande realizzato da Fausto Pirandello. La scena dipinta si ispira forse ad un evento metereologico osservato da Pirandello ad Anticoli Corrado. L’artista infatti, risiedeva nella piccola località in prossimità della valle dell’Aniene, con altri artisti per dipingere. L’artista incontrava nuovamente Emanuele Cavalli e Giuseppe Capogrossi, suoi compagni nell’esperienza della Scuola romana.

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Lo stile de La tempesta di Fausto Pirandello

Nel dipinto si possono individuare alcune caratteristiche della pittura di Fausto Pirandello. La scena ritrae infatti personaggi del popolo impegnati in una situazione quotidiana e banale. La rappresentazione inoltre è scarna e priva di dettagli ambientali ma accentuata da un clima drammatico e surreale. L’umanità dipinta da Fausto Pirandello esprime poi una sofferenza inevitabile e i corpi sono costruiti senza idealizzazione o compassione. Altra caratteristica della pittura di Piandello negli anni Venti e Trenta è l’uso del tonalismo elaborato all’interno della Scuola romana. I colori contribuiscono quindi a creare le forme e le figure. L’esperienza dei tonalisti romani fu poi acquisita da altri giovani artisti e diventò lo stile di riferimento negli anni Trenta in Italia.

Le figure infine sono realizzate con decise spatolate che conferiscono consistenza materica ai personaggi.

La tecnica

La tempesta è un olio su compensato di 150 x 225 cm.

Il colore e l’illuminazione

Il colore del dipinto è caldo e terroso. Sono poi molto evidenti gli abiti delle donne che creano dei forti contrasti di luminosità.

Lo spazio

La scena è ambientata in esterno in un paesaggio indefinito e privo di dettagli naturali. I personaggi poi sono distribuiti in primo piano e la profondità è limitata alle loro figure.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è di forma rettangolare e l’inquadratura orizzontale incornicia la scena limitata ai corpi dei protagonisti. L’artista inoltre ha disposto le figure dei personaggi in modo attento strutturando la composizione come una natura morta. Come in altri dipinti di Pirandello la struttura compositiva è organizzata su linee oblique che generano una impressione di instabilità. Da questa scelta nasce un certo dinamismo ma anche un senso di inquietudine esistenziale.

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Paesaggio di Ottone Rosai

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Bibliografia

  • F. D’Amico, M. Goldin, Pirandello. Le nature morte. Catalogo della mostra (Brescia, 20 gennaio-25 marzo 2007), Silvana, Collana: Linea d’ombra libri, 2007, EAN: 9788836607648
  • Fausto Pirandello, C. Gian Ferrari, F. Matitti (a cura di), Riflessioni sull’arte, Abscondita, Collana: Miniature, 2008, EAN: 9788884161819
  • Flavia Matitti, Fausto Pirandello. Gli anni di Parigi (1928-1931), Artemide, Collana: Sirio, 2009, EAN: 9788875750626
  • Claudia Gian Ferrari, Fausto Pirandello. Catalogo generale, Mondadori Electa, 2009 EAN: 9788837070731
  • Claudia Gian Ferrari, Fausto Pirandello. Gnam, Mondadori Electa, 2010, EAN: 9788837075910
  • Vittorio Sgarbi (a cura di), Fausto Pirandello. I nudi. Catalogo della mostra (Venezia, 3 luglio- 27 novembre 2011), Silvana, Collana: Cataloghi di mostre, 2011, EAN: 9788836621231
  • F. D’Amico, P. Bonani (a cura di), Fausto Pirandello. Il tempo della guerra (1939-1945). Catalogo della mostra (Agrigento, 24 novembre 2013-25 febbraio 2014), Silvana, Collana: Cataloghi di mostre, 2013, EAN: 9788836627639
  • Fabio Benzi, Francesco Leone,Flavia Mattiti, Fausto Pirandello. Opere dal 1923 al 1973, Editore: Manfredi Edizioni, 2016, EAN: 9788899519315
  • Manuel Carrera (a cura di), Fausto Pirandello e il cenacolo di Anticoli Corrado, De Luca Editori d’Arte, 2018, EAN: 9788865574010

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 18 settembre 2020.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Fausto Pirandello intitolate:

Leggi La vita e tutte le opere di Fausto Pirandello

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