La processione di Giuseppe Pellizza da Volpedo

La processione di Giuseppe Pellizza da Volpedo è considerata dagli storici la prima opera divisionista del giovane artista, al tempo di 25 anni.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, La processione, 1893-1895, olio su tela, 156 x 85 cm. Milano, Museo Nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci

Indice

Descrizione de La processione di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Un corteo religioso procede verso il fronte del dipinto su di una strada di campagna sterrata. Ai lati due giovani che indossano una tunica e un velo bianco sul capo si avvicinano con un cero in mano. Le fedeli seguono quindi le due fanciulle creando due file ordinate. Sul terreno della strada inoltre si proiettano le ombre lunghe dei pioppi che costeggiano la via. Sulla destra, la strada è affiancata da una roggia che scorre lentamente. Infine in lontananza all’orizzonte si poggia una linea di colline coperte dalle chiome di alberi lontani.

Interpretazioni e simbologia de La processione di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Pellizza ritrasse un angolo si paesaggio nei pressi della sua abitazione, lungo il viale che portava al cimitero del paese. L’artista dipinse opere dal soggetto sociale e morale come il celebre Quarto Stato. Inoltre ritrasse momenti di vita contadina e popolare, come in questo caso ambientata nella pianura della Lomellina. Pellizza da Volpedo come altri suoi compagni divisionisti si allontanò dalle atmosfere delle città rivolgendosi con malinconia al rapporto tra uomo e natura.

Il modello era quello dei contadini della zona. I riferimenti dell’opera secondo gli storici sono da ricercare nelle opere del Beato Angelico che l’artista amava molto. Infatti alle pareti del suo studio erano affisse molte riproduzioni di dipinti del maestro del Quattrocento. Nell’opera è quindi presente un’aspirazione spirituale che si manifesta nella rappresentazione poetica di una scena di religiosità spontanea e popolare.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La processione di Giuseppe Pellizza da Volpedo si trova a Milano al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci.

L’artista e la società. La storia dell’opera La processione di Giuseppe Pellizza da Volpedo

L’opera risale al 1893-1894. Gli storici considerano questo dipinto la prima sperimentazione divisionista dell’artista allora di 25 anni. Pellizza da Volpedo scrisse di aver iniziato a dipingere l’opera nel 1892 e riuscì a terminarla in tempo per esporla presso la prima mostra Internazionale d’Arte di Venezia del 1895. Inoltre confessò nel testo del 1897 di essersi applicato alla sua realizzazione solo pochi mesi l’anno.

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Lo stile de La processione di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Il dipinto è realizzato come la tecnica della pennellata separata divisionista. Gli artisti divisionisti affrontarono tale tecnica a partire dalla metà degli anni Ottanta dell’800. Partirono dal principio scientifico della scomposizione dei colori proponendo un’alternativa alla rigidità della pittura accademica e alla dissoluzione della forma della pittura impressionista. Il divisionismo si può così affiancare al puntinismo francese.

La composizione ordinata, il tono umile ma dignitoso dei fedeli insieme all’ampia superficie modulata con grigi contribuisce a creare il senso di una spiritualità della scena. Le caratteristiche della scena divisionista furono un paesaggio incantato, l’evocazione sentimentale delle memorie e le atmosfere melodiose che sottolineano i misteri della natura e il suo rapporto con l’umanità.

La tecnica

La processione di Giuseppe Pellizza da Volpedo è un dipinto ad olio realizzato con tecnica divisionista su una tela di 156 x 85 cm.

Il colore e l’illuminazione

La composizione cromatica è dominata dal grigio chiaro della strada e dal grigio leggermente più scuro del muretto di destra. Inoltre un grigio ancora più chiaro si ritrova sulle vesti delle donne che guidano la processione. Le ombre dei pioppi poi creano ulteriori sfumature sul terreno. Queste zone se osservate attentamente sono frutto di accostamenti di colore puri stesi con piccolissime pennellate che creano una trama uniforme. Nella parte alta dell’opera invece si ritrovano colori più brillanti nel paesaggio come verdi e blu. L’illuminazione infine proviene da destra e crea lunghe ombre sul terreno.

Lo spazio

La profondità della scena è suggerita dalle fughe laterali delle strade sulle quali si dispongono i fedeli in corteo. Anche la grandezza che diminuisce progressivamente verso il fondo aiuta a creare il senso di spazialità.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è di forma rettangolare con il bordo superiore centinato e quindi sostituito da un arco appena accennato. La metà inferiore del dipinto è interamente occupata dalla strada. La metà superiore è invece riservata al paesaggio e al corteo religioso. Infine la struttura compositiva è centrale, condizionata anche dalla disposizione simmetrica dei fedeli.

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Bibliografia

  • Aurora Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano 1986
  • Anna Maria Damigella, Pellizza da Volpedo, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2001, EAN: 9788809013704
  • Il Quarto Stato. Pellizza da Volpedo. Catalogo della mostra (Milano, 3 luglio-16 settembre 2007), (a cura di M. Fratelli) Editore: 24 Ore Cultura, 2007, EAN: 9788871795546
  • Ambasciatori del lavoro. Quarto e Quinto Stato nel sessantesimo anniversario della Costituzione repubblicana, (a cura di R. Miracco) Editore: 24 Ore Cultura, Collana: Cataloghi di mostra, 2007, EAN: 9788871795638
  • Pellizza da Volpedo, Mondadori Electa, Collana: Cataloghi di mostre. Arte, 2013, EAN: 9788837098643

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 15 gennaio 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, La processione, sul sito del Museo Nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci di Milano e sul sito dei Beni Culturali della Lombardia.

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