L’edera di Giuseppe Grandi

L’edera di Giuseppe Grandi è una piccola scultura che rappresenta un esempio di nuovo linguaggio plastico, vicino alla pittura scapigliata.

Giuseppe Grandi, L’edera, 1878, bronzo a fusione, 29.5 x 21 x 17 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

Indice

Descrizione della scultura L’edera di Giuseppe Grandi

Nel bronzetto dal titolo Edera, Giuseppe Grandi raffigura due personaggi, un uomo ed una donna. La ragazza è in piedi, avvolta da un lungo abito stretto sul busto. I capelli mossi sono raccolti sulla nuca e ricadono sul collo. L’uomo, invece, è inginocchiato ai suoi piedi e abbraccia l’abito all’altezza dei fianchi. La posa della donna, con il volto coperto dalle mani, esprime ostinazione. Quella dell’uomo, invece, è supplichevole e subalterna.

Interpretazioni e simbologia

Il tema dell’edera come metafora del rapporto amoroso fu affrontata anche da Tranquillo Cremona. Infatti, un dipinto dallo stesso titolo è conservato presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino. Fu anche l’ultimo dipinto di Cremona che morì avvelenato dal piombo contenuto nei colori.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Luigi Luvoni donò la scultura intitolata L’edera alla Galleria d’Arte Moderna di Milano nel 1900.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile

L’edera di Giuseppe Grandi è una statuetta di genere realizzata con le caratteristiche di un’opera scapigliata. L’opera fu realizzata nel periodo di maggior fortuna della Scapigliatura lombarda, nel 1878. Infatti, nella scultura Giuseppe Grandi esemplifica il suo linguaggio scapigliato. I due personaggi assumono posizioni inconsuete, lontane dai toni seri e celebrativi della scultura accademica. Inoltre, l’artista suggerisce una resa luministica della materia, vicina alle opere dei pittori scapigliati. Le forme perdono precisione e il soggetto diventa un vivace bozzetto che restituisce un’impressione della scena. L’edera di Grandi è una piccola scultura che si avvicina alle opere pittoriche di Cremona e Ranzoni. Giuseppe Grandi ebbe il merito di rinnovare il linguaggio accademico e storico della scultura a lui contemporanea. La statuetta presenta un’atmosfera intima e psicologica.

La tecnica

La piccola scultura di Giuseppe Grandi intitolata L’edera è una fusione in bronzo. L’artista utilizzò un linguaggio plastico che restituisce un’impressione pittorica. Infatti la modellazione alleggerisce la materia e dialoga maggiormente con la luce ambientale.

Luce sulla scultura

La scultura è di colore scuro e quindi la luce crea un chiaroscuro poco evidente. I panneggi risultano modellati dai leggeri riflessi luminosi frantumati dalla superficie irregolare.

Approfondisci con le altre opere di Giuseppe Grandi intitolate: Beethoven fanciullo, Il paggio di Lara, Il maresciallo Ney.

Rapporto con lo spazio

I due personaggi sono fermi nelle loro posizioni. La donna inclina il viso verso le braccia incrociate mentre l’uomo è inginocchiato a terra e guarda in alto. I due personaggi inoltre si guardano e risolvono, così, l’azione tra loro.

Struttura

Nel piccolo bronzo intitolato L’edera le due figure sono unite dall’abbraccio dell’uomo. Il suo corpo infatti è aderente alla gonna della figura femminile e crea una grande masse con essa. Verso l’alto poi, la statua si assottiglia in corrispondenza del busto della ragazza. La statua inoltre è compresa all’interno di triangolo compositivo. Infine, la posizione della donna crea una linea sinuosa verso l’alto. Il bronzetto poggia su di una base più ampia di forma circolare. La figura della donna è ancorata pesantemente in basso dall’uomo inginocchiato.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giuseppe Grandi, L’edera, sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Milano e sul sito dei Beni Culturali della Lombardia.