Il ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt

Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, dipinto da Klimt per la sua amica e mecenate, è diventato una vera icona dell’arte. Fu al centro di una vicenda legale internazionale nella quale la legittima erede contese il dipinto al governo austriaco.

Gustav Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, 1907, olio su tela, 138 X 138 cm. New York, Neue Galerie

Descrizione

Nel ritratto è raffigurata Adele Bloch-Bauer figlia dell’imprenditore Maurice Bauer. La donna sposò il figlio del Barone Bloch al tempo un importante industriale dello zucchero. La protagonista è in piedi vestita con uno splendente abito dorato e iper decorato. Le campiture sono bidimensionali e ricavate dal fondo dorato ricoperto da decorazioni di vario tipo. La profondità spaziale è inesistente e la figura di Adele Bloch-Bauer si confonde parzialmente con lo sfondo in foglia d’oro. In basso si scorge una parte di decorazione parietale di colore verde.

L’abito di Adele Bloch-Bauer è aderente e lascia scoperte le spalle. Il suo tessuto è decorato con forme che riproducono un occhio frontale di colore arancione nero e bianco. Le mani sono intrecciate in una posizione forzata. Infatti la mano destra forma un angolo quasi a 90 gradi con l’avambraccio. Adele Bloch-Bauer è seduta su di una poltrona anch’essa decorata con fondo d’oro e decorazioni a spirale. La poltrona che avvolge il corpo della protagonista diventa una sorta di cascata dorata. Questa forma morbida e sinuosa si fonde con un’aura dorata e il fondo dallo stesso colore.

Interpretazioni e simbologia

Nel dipinto di Klimt Ritratto di Adele Bloch-Bauer la protagonista diventa una donna gioiello incastonata in materiale prezioso e colori brillanti.

I committenti e la storia espositiva

Klimt fu un grande e instancabile disegnatore. Secondo il maestro il disegno doveva essere la pratica quotidiana di ogni artista. Amava moltissimo il linguaggio lineare e i suoi disegni sono realizzati con una moltitudine di linee morbide e sinuose che creano i contorni. Nel caso del ritratto di Adele Bloch-Bauer I Klimt realizzò quasi cento studi per rappresentare al meglio l’amica mecenate.

La storia dell’opera

Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I è il più noto di due dipinti che Gustav Klimt dedicò alla nobile viennese. Il dipinto conservato presso la Neue Galerie di New York è il primo realizzato dall’artista. L’opera fa parte del “periodo aureo” di Klimt, caratterizzato dall’utilizzo abbondante di oro in foglia nelle decorazione degli abiti e nel fondo quasi uniforme del dipinto. Furono realizzati in questo periodo L’abbraccio o Compimento e Il Bacio. Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer è diventato molto noto in seguito ad una disputa circa la sua proprietà.

Negli anni Trenta del Novecento in seguito all’invasione nazista dell’Austria gli averi della famiglia austriaca Bloch-Bauer furono requisiti. Una legittima erede, Maria Altman, all’epoca fu internata in un campo di concentramento ma riuscì a salvarsi e si rifugiò negli Stati Uniti. Nei primi anni del 2000 in seguito ad una procedura legale molto complessa la donna ottenne la proprietà del dipinto. L’opera fu poi acquistata dal collezionista Ronald Lauder nel 2006 per il prezzo di 135 milioni di dollari.

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Lo stile del ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt

Come altri dipinti di Gustav Klimt anche quest’opera ha una forma vicina all’estetica della Secessione e della grafica liberty dell’epoca. Le piccole decorazioni che ricoprono i tessuti e la poltrona ricordano i mosaici parietali bizantini. Gustav Klimt si ispirò poi alla simbologia dell’occhio di Horus tratta dalla religione egizia. Le parti coperte dall’abito di Adele Bloch-Bauer, mani, spalle e volto sono trattate in modo più tradizionale. Infatti l’incarnato è parzialmente chiaroscurato soprattutto nelle mani e sul viso. I capelli invece sono raccolti in un’acconciatura che assume una forma elegante ma completamente bidimensionale.

Il colore e l’illuminazione

La pelle della donna di colore estremamente chiaro è quasi trasparente. L’oro ricopre gran parte del dipinto e solo una piccola porzione in basso a sinistra è di colore verde.

Lo spazio

La spazialità tridimensionale viene annullata dallo sfondo dorato e dalla rappresentazione del ritratto in primo piano.

La composizione e l’inquadratura

Il formato quadrato del dipinto condiziona l’intero impianto compositivo. Nonostante questo Klimt non fu tentato da una composizione centrale e simmetrica. La protagonista si trova a destra e la parte sinistra è quasi completamente vuota.

Approfondimenti. Dalle mani di Hitler al contenzioso con il governo austriaco

Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer fu dipinto a Vienna. La nobildonna dispose poi che fosse donato con altre opere in suo possesso alla Osterreichische Galerie Belvedere dopo la sua morte. In seguito all’invasione nazista però il marito, ormai vedovo, fuggì dall’Austria e si rifugiò in Svizzera. Tutti i dipinti compresi quelli di Gustav Klimt vennero confiscati. Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale Ferdinand Bloch-Bauer destinò tutto il suo patrimonio ai nipoti tra i quali vi era Maria Altmann.

Quando la donna tentò di tornare in possesso dei dipinti ereditati fu ostacolata dal governo austriaco. La battaglia legale fu lunga e si celebrò in Austria e negli Stati Uniti. Nel 2006 la sentenza finale attribuì il dipinto a Maria Altman insieme ad altre quattro opere di Gustav Klimt. Nel giugno del 2006 le opere furono vendute dalla casa d’aste Christie’s a Ronald Lauder per 300 milioni di dollari. Il mese seguente il Ritratto di Adele Bloch-Bauer fu destinato alla Neue Galerie di New York di Lauder su richiesta di Maria Altmann.

Approfondimenti. Le donne di Gustav Klimt

I ritratti realizzati da Klimt per le nobildonne e le aristocratiche della sua epoca ci tramandano un ideale femminile moderno. Le sue immagini rappresentano l’immagine di bellezza tipico dell’ambiente viennese negli ultimi anni del regno di Francesco Giuseppe. A donare un grande fascino a questi ritratti furono gli abiti, le acconciature e le posizioni assunte dalle protagoniste. Grazie agli sfondi in oro realizzati durante il periodo aureo le protagoniste diventano quasi degli idoli pagani circondati da oro e decorazioni che rimandano all’Egitto e all’antica Grecia.

Lo stile aureo di Gustav Klimt e la donna gioiello

Nel 1907 Klimt dipinse il famosissimo Ritratto di Adele Bloch-Bauer. In quest’opera gli studiosi individuano il risultato migliore dello stile aureo di Klimt. Le decorazioni e le campiture dorate che compongono l’abito e la poltrona di Adele Bloch-Bauer sono perfettamente equilibrate ed esprimono un elegante senso di raffinatezza. La citazione classica si unisce a quella bizantina e si amalgama perfettamente con il disegno stile Jugendstil.

Ogni elemento formale, le decorazioni astratte, le campiture dell’abito e della poltrona e la fisionomia della donna sono organicamente frutto di una stessa morbida sintesi formale. Il volto assume un aspetto perlaceo come anche le mani. Sono infatti gli unici due elementi lontani dall’ambiente metallico e luccicante dell’opera. In questo dipinto Gustav Klimt riesce a trasmettere l’idea di una femminilità decadente e imprigionata nella preziosità dell’abito gioiello. Adele Bloch-Bauer diventa così un idolo senza tempo bloccato nell’eternità dell’oro e delle pietre preziose.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Gustav Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer, sul sito del Neue Galerie di New York.