Ingresso dei crociati a Costantinopoli di Eugène Delacroix

Ingresso dei crociati a Costantinopoli di Eugène Delacroix è un dipinto di grandi dimensioni che illustra un evento della IV Crociata combattuta tra il 1202 e il 1204 d.C.

Eugène Delacroix, Ingresso dei crociati a Costantinopoli (L’entrée des croisés à Constantinople), 1840, olio su tela, 410 x 498 cm. Parigi, Musée du Louvre

Indice

Descrizione di Ingresso dei crociati a Costantinopoli di Eugène Delacroix

I crociati avanzano vittoriosi tra le mura di Costantinopoli. Baldovino delle Fiandre giunge al palazzo imperiale alla guida dei cavalieri cristiani armati di armature preziose. A sinistra si intravedono altri soldati a piedi che uccidono donne e bambini. Invece un altro soldato che accompagna i cavalieri trascina un soldato bizantino catturato. A sinistra poi un anziano reale che indossa un mantello rosso accoglie Baldovino e chiede pietà per i figli. Infine sul fondo si dispiegano le abitazioni del popolo e nella strade si consumano massacri. Ai lati si aprono le acque del Corno d’Oro e del Bosforo.

Interpretazioni e simbologia di Ingresso dei crociati a Costantinopoli di Eugène Delacroix

All’interno del dipinto si legge una scritta: INGRESSO DEI CROCIATI A COSTANTINOPOLI (PRESA DI COSTANTINOPOLI DA PARTE DEI CROCIATI).

L’episodio riguarda la IV Crociata combattuta tra il 1202 e il 1204 d.C. e sollecitata da Papa Innocenzo III. La campagna di conquista fu organizzata da feudatari francesi, italiani e tedeschi guidati da Baldovino delle Fiandre, il Doge di Venezia, Enrico Dandolo e Bonifacio del Monferrato. I crociati partirono da Venezia in direzione di Gerusalemme. A Zara, saccheggiata dai crociati, incontrarono una delegazione del figlio dell’imperatore Isacco II appena deposto dal fratello Alessio III. Il principe bizantino Alessio IV Angelo riuscì a fuggire nel 1202 rifugiandosi in Germania dalla sorella. La sua proposta era di ottenere l’appoggio dei crociati in cambio di uomini, scambi commerciali e beni materiali. Inoltre propose di riunire le due chiese, latina ed ortodossa.

Il 25 aprile 1203 il principe Alessio IV giunse a Zara per partire con i crociati poi alla volta di Costantinopoli. La città fu conquistata il 17 luglio e l’Imperatore Isacco II fu liberato. In seguito ad un periodo di pacifica convivenza iniziarono le incomprensioni. Infatti Alessio IV non riuscì a convincere il Clero e il popolo a tenere fede ai patti da lui sottoscritti. Inoltre l’usurpatore Alessio IV Angelo era fuggito in Grecia con la maggior parte del tesoro imperiale.

I crociati così nell’aprile del 1204 riuscirono a conquistare nuovamente la città con la forza proclamando la nascita dell’Impero Latino d’Oriente con a capo il conte Baldovino di Fiandre. La seconda presa di Costantinopoli fu un massacro della popolazione perpetrato dai crociati con estrema crudeltà che durò 14 giorni. Bonifacio del Monferrato, il capo dei crociati, guidò i soldati nel saccheggio del il palazzo imperiale del Boukoleon.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Ingresso dei crociati a Costantinopoli di Eugène Delacroix si trova al Musée du Louvre di Parigi. Re Luigi Filippo di Francia commissionò l’opera a Delacroix nell’aprile 1838 per 10.000 franchi. La sua destinazione era la reggia di Versailles.

L’opera di Delacroix comparve al Salon del 1841 e sollevò pareri contrastanti. I detrattori infatti contestarono all’artista forti carenze nel disegno. Gli ammiratori invece apprezzarono la composizione e la dinamicità della scena.

L’artista e la società. La storia dell’opera Ingresso dei crociati a Costantinopoli di Eugène Delacroix

Delacroix terminò il dipinto nel 1840 anno nel quale l’artista aveva 42 anni. Eugène Delacroix era nato nel 1798 a Saint-Maurice in Francia.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Ingresso dei crociati a Costantinopoli di Eugène Delacroix

Secondo gli storici dell’arte Delacroix prese a modello i pittori veneziani del Rinascimento. L’artista al quale si ispirò maggiormente fu Paolo Veronese autore de Le Nozze di Cana.

La tecnica

Ingresso dei crociati a Costantinopoli di Delacroix è un dipinto realizzato con colori ad olio su un tela di 410 x 498 cm.

Il colore e l’illuminazione

La composizione cromatica dell’opera è movimentata dai colori saturi e brillanti che colorano le figure al centro e in primo piano. Il gruppo dei cavalieri crociati indossa armature metalliche dal colore grigio, ravvivate da mantelli rosso-arancio. Lo stesso colore si ritrova poi sul mantello dell’anziano bizantino e in altri dettagli dell’abbigliamento. Inoltre gran parte dell’ambiente è reso con grigi molto chiari come le abitazioni che riempiono lo sfondo.

La luce naturale prodotta dal cielo nuvoloso crea forti chiaroscuri che mettono in evidenza le figure in primo piano. L’anziano con le figlie e il gruppo a destra delle due donne bizantine sono infatti in piena luce come il cavallo del crociato. Invece Baldovino delle Fiandre e i suoi ufficiali rimangono in penombra come i personaggi che animano la scena lateralmente.

Lo spazio

La scena dell’entrata dei crociati è rappresentata attraverso i comandanti latini che giungono su un’altura sopra Costantinopoli. I cavalieri in primo piano sono incombenti e osservati da un punto di vista basso che li rende minacciosi e monumentali. La loro grandezza quindi confrontata con quella dei personaggi che si muovono lateralmente chiarisce le distanze della scena.

Soprattutto a destra si nota una progressiva riduzione delle figure dei soldati che guida lo sguardo dell’osservatore verso il basso. Infine il colonnato di sinistra crea una quinta architettonica che permette di immaginare la presenza di una grande costruzione. Inoltre la presenza dei gradini offre la possibilità di allestire uno spazio scenico che raccoglie l’intera rappresentazione. In questo modo la cornice architettonica più scura mette in evidenza le figure dei conquistatori.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto di Delacroix è di forma rettangolare ed è sviluppato in orizzontale. L’inquadratura quindi ha la possibilità di incorniciare un’ampia scena con gruppi di personaggi al centro e ai lati.

Al centro del dipinto i cavalieri costituiscono una gran massa compositiva che condiziona la composizione dell’opera. Questa zona è poi posta in risalto dai gruppi di personaggi disposti da sinistra a destra in semicerchio. La struttura compositiva si articola sulle due diagonali del dipinto. Quella che sale da destra in basso nasce dal gruppo delle due donne e passa attraverso il muso del cavallo. Si porta poi verso il soldato che aggredisce un anziano bizantino incrociando il braccio teso del nobile chinato. Sulla diagonale che sale da sinistra in basso invece si trova il corpo della giovane distesa sui gradini. Sale poi con il profilo del vecchio e arriva alla figura di Baldovino delle Fiandre.

Da notare al centro un movimento circolare che si crea dal braccio teso dell’anziano e si trasferisce al collo curvo del cavallo.

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Bibliografia

  • Gérard-Georges Lemaire, Delacroix, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 1992 ; 1998, EAN: 9788809761704

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 4 novembre 2020.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Eugène Delacroix intitolate:

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Eugène Delacroix, Ingresso dei crociati a Costantinopoli, sul sito del Musée du Louvre di Parigi.

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