Elia nutrito dai corvi del Guercino

In Elia nutrito dai corvi del Guercino il profeta stanco e magro viene soccorso dai volatili che trasportano il cibo col becco.

Guercino, Elia nutrito dai corvi, 1620, olio su tela, 195 x 156,5 cm. Londra, National Gallery

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Indice

Descrizione di Elia nutrito dai corvi del Guercino

Il profeta Elia è seduto contro il tronco di un albero. L’anziano indossa un abito logoro e un ampio mantello che lo ricopre interamente. I piedi, nudi, posano sulla dura roccia che gli fa da sedile e da tavolo. Le gambe sono a sinistra mentre il busto, in seguito ad una rotazione è orientato a destra. Le braccia sono sollevate verso destra e le mani afferrano saldamente due lembi del mantello per formare un’ansa con il tessuto. Infatti, dall’alto, un corvo sta’ porgendo a Elia un ramo con dei frutti. A sinistra un altro corvo giunge con del cibo nel becco.

Il volto del profeta è sollevato verso il volatile. Una barba foltissima e bianca incornicia il viso e i lunghi, ma radi, capelli bianchi, si muovono al vento. Il viso del profeta è molto affaticato e profondamente segnato. Intorno agli occhi e sulle guance scavate si osservano i segni di una estrema magrezza.

A sinistra, dietro ad Elia, si apre un paesaggio naturale fertile e verde, in basso, si intravede uno specchio d’acqua. Una rupe si innalza verso l’alto con alcuni alberi ancorati che crescono sulle sue pendici. Due contadini, poi, sono impegnati nelle loro incombenze ai piedi delle rocce. In profondità, infine, si sviluppano le colline e il cielo, verso l’alto, è denso di nubi scure tra le quali si intravede qualche bagliore di luce solare.

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Lo stile del dipinto Elia nutrito dai corvi del Guercino

Il profeta Elia è illuminato da una luce che crea contrasti decisi e un potente chiaroscuro. Infatti, la sua gamba destra e il panneggio del mantello sono volumetrici e modellati in modo deciso. I colori sono, tendenzialmente, freddi, grigi, azzurri, verdi, tranne l’ocra della lastra con l’iscrizione e gli incarnati. La figura, quasi statuaria, crea una evidente spazialità che corre in profondità a sinistra. Infatti, lo sguardo è invitato a dirigersi verso la zona dipinta con un azzurro molto brillante che contrasta con le colline scure all’orizzonte. La composizione si avvale di una direttrice obliqua che coincide con la diagonale che sale da sinistra a destra, in alto, del dipinto.

Guercino nacque a Cento nel 1591 e fu, inizialmente, influenzato da Ludovico Carracci. Nei primi lavori utilizzò il chiaroscuro tipico di Caravaggio accanto, però, a forme eleganti e ariose.

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