Gauguin e Van Gogh

Gauguin e Van Gogh

Pagina aggiornata il: 25 marzo 2022. Torna a visitarci e troverai nuovi contenuti.

Dai Paesi Bassi alla Francia

Vincent van Gogh ebbe una vita molto difficile e piena di incontri. L’artista olandese, infatti, fu continuamente alla ricerca di conoscenze con persone comuni o colleghi pittori per motivare la propria attività di pittore. Vincent si recò, inizialmente, presso i minatori del Belgio dove esercitò l’attività di predicatore per la povera gente del posto. Soggiornò poi a Nuenen e quindi a Parigi dove conobbe i protagonisti dell’arte di fine Ottocento. L’artista decise poi di lasciare la caotica vita metropolitana per raggiungere il sole del sud della Francia. Van Gogh si stabilì così a Arles con l’intenzione di fondare una comunità di artisti interessati a creare opere a diretto contatto con la natura. Per accogliere altri compagni, allestì la Casa gialla dove tutti avrebbero condiviso fraternamente la sperimentazione.

Un artista inquieto

Paul Gauguin fu un artista molto inquieto quindi difficilmente compatibile con la vita isolata di una piccola cittadina di provincia. Van Gogh credeva fermamente al suo progetto e chiese aiuto al Fratello Théo per convincere Gauguin ad aderire alla sua idea. Gauguin apprezzava la pittura di Vincent ma non condivideva le sue scelte di vita. Tuttavia cedette alla richiesta di Théo per via della necessità di raccogliere del denaro per finanziare i suoi viaggi. Il fratello di Vincent infatti strinse un contratto con il pittore che consisteva in uno stipendio di centocinquanta franchi in cambio di un quadro ogni mese e il pagamento di ogni spesa relativa al soggiorno presso Arles. Gauguin così, il 29 ottobre 1888, arrivo ad Arles.

La Casa Gialla di Arles

Vincent e Gauguin non ebbero una gran sintonia per via delle differenti visioni dell’arte e della vita. Van Gogh amava la solitudine e la tranquilla vita provinciale mentre Gauguin cercava il successo e la notorietà. Anche la differenza caratteriale contribuì a rendere conflittuale la convivenza. Gauguin ad Arles si sentiva a disagio perché aveva la sensazione di essere un estraneo non accettato dalla ristretta comunità del posto. Inoltre i gusti artistici dei due artisti erano molto diversi. Vincent, come scriveva Gauguin nelle sue lettere, ammirava Daudet, Daubigny, Ziem e il grande Rousseau, tutti nomi che Gauguin non sopportava. Invece lui ammirava Ingres, Raffaello, Degas che, al contrario, Van Gogh disprezzava. Lo stesso Gauguin sottolineava la differenza di temperamento artistico, lui amante del primitivismo, Vincent romantico. Vincent utilizzava paste colorate alla Monticelli, Gauguin considerava questa tecnica un intruglio.

La partenza di Gauguin

Col passare dei giorni le incomprensioni aumentarono e Gauguin comunicò a Théo l’intenzione di tornare a Parigi. La sera del 21 dicembre 1888 Gauguin, spinto da una lite avuta nel pomeriggio con Vincent, decise di trasferirsi in albergo. Van Gogh prese molto male la scelta del pittore e lo seguì con un rasoio. Fortunatamente non ci fu alcuna aggressione e Vincent tornò a casa dove si mutilò l’orecchio sinistro, lo avvolse in un giornale e lo offrì come dono ad una prostituta. In seguito a questo gesto il pittore subì un ricovero presso l’ospedale psichiatrico. Gauguin intanto tornò a Parigi.

Le opere

In preparazione

Bibliografia

John Rewald, Gli anni di van Gogh e Gauguin. Una storia del postimpressionismo, Johan & Levi, 2021, ISBN-10 ‏ : ‎ 8860102634 ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8860102638

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