Natura morta con fiori e bottiglia di Filippo De Pisis

Un anno prima di tornare a stabilirsi in Italia, Filippo de Pisis dipinse Natura morta con fiori e bottiglia. La compattezza della composizione si disintegra e gli oggetti vengono isolati sul pavimento.

Filippo De Pisis, Natura morta con fiori e bottiglia, 1938, olio su tela, cm 62 x 75. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione. Gli oggetti della quotidianità sparsi e isolati sul parquet

Su di un parquet, un pavimento in assi di legno, sono disposti alcuni oggetti. A partire dal primo piano si scorge una scatoletta di cibo industriale aperta e svuotata e un vaso basso in terracotta dentro il quale sono disposti dei fiori di campo. Al centro si vede una bottiglia trasparente, poi, un libro e, sul fondo a sinistra una tavolozza con macchie di colore.

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Lo stile della Natura morta con fiori e bottiglia di Filippo de Pisis

In Natura morta con fiori e bottiglia sono presenti ancora gli amati fiori recisi affiancati ad oggetti sui quali l’artista può sperimentare vivaci effetti di luce come il vetro della bottiglia. Compare un libro, simbolo del suo eterno amore verso la letteratura e la scrittura. Le superfici vengono disintegrate in tanti piccoli segni calligrafici di colore. Il suo amico Eugenio Montale definì questa pittura a zampa di mosca.

L’effetto è quello di un’atmosfera cromatica che restituisce il brillare della superficie pittorica. Le forme tendono a perdere la consistenza formale per lasciare il posto a costellazioni di rosso, giallo, bianco e verde nel mazzetto di fiori. Il vetro della bottiglia riflette gli azzurri ambientali e i verdi e il vetro brilla riflettendo la luce. Sul vaso e sulle assi del pavimento grigie sono sparse chiazze di colore come sulla tavolozza usata poggiata in alto a sinistra.

Il pavimento obliquo, e gli oggetti visti dall’alto creano una spazialità che fuga verso il fondo grazie, anche alla convergenza delle assi del parquet. La composizione è sparsa e gli oggetti sembrano vagare senza possibilità di comunicazione tra loro. Infatti, tutte le figure sono dipinte isolatamente e posizionate in modo da non sovrapporsi tra loro. Questo aspetto rende la composizione inquietante, crea dei vuoti spaziali tra gli oggetti che sembrano respingersi e fuggire dal centro della composizione. Si crea quindi un movimento centrifugo verso l’esterno del dipinto che pare disintegrarsi nello spazio dipinto.

Approfondimenti

La natura morta fu un tema ricorrente nella ricerca artistica di Filippo de Pisis. I pesci sacri, del 1924 testimonia della sua adesione alle idee metafisiche di de Chirico, Savinio e Carrà. Natura morta con le uova del 1924 fu dipinta a Roma e concepita mediante una solidità formale ispirata al ritorno all’ordine. In seguito, giunto a Parigi, dal 1925, de Pisis portò avanti una ricerca legata al colore grazie alle esperienze impressioniste e fauves. Il suo amore per i fiori recisi si manifesta in opere come Grandi Fiori del 1930 e Le Peonie del 1936. Dopo un lungo periodo di ben quattordici anni, de Pisis tornò in Italia nel 1939 dove rimase fino alla morte nel 1956.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippo De Pisis, Natura morta con fiori e bottiglia, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.