La Pala degli Otto o Sacra Conversazione di Filippino Lippi

La Sacra Conversazione che dipinse Filippino Lippi, chiamata Pala degli Otto, fu commissionata, prima che a lui a Leonardo da Vinci

Filippino Lippi, Pala degli Otto (Madonna col Bambino e quattro santi), 1486, tempera su tavola, 355 x 255 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi

Indice

Descrizione del dipinto Sacra Conversazione, La Pala degli Otto di Filippino Lippi

La Madonna è al centro e siede su un trono posto all’interno di una nicchia architettonica. Tiene in braccio Gesù Bambino e insieme sfogliano un libretto. Quattro Santi protettori invece affiancano la Vergine col Bambino. A sinistra si trovano Giovanni Battista e San Vittore. Poi San Bernardo da Chiaravalle quindi San Zenobi. San Giovanni Evangelista indossa una pelle di cammello coperta da un mantello rosso. È molto magro e porta una barba incolta. Sorregge un’asta con la croce astile e indica Maria. San Vittore indossa sul capo una mitra riccamente decorata. Invece San Bernardo mostra un libro aperto sul quale si legge la parola MEDICA. San Zenobi indossa abiti molto preziosi, decorati con ricami dorati e pietre preziose. Sostiene un pastorale al quale è fissato un velo trasparente. Sul petto si nota un giglio rosso. Due angeli, in alto, portano ghirlande di rose e una corona.

Il trono infine è molto alto e decorato sulla base da un fregio. In alto, la piccola cupola è decorata con una valva di capasanta. Inoltre è dipinto lo stemma con la Croce del Popolo, tra nastri svolazzanti appesi al soffitto della stanza. Alla base del trono si trova un pesante volume coperto da due panni rossi.

Interpretazioni e simbologia del dipinto Pala degli Otto di Filippino Lippi

Il tema iconografico della Pala degli Otto è quello della Sacra Conversazione. La Madonna si trova, infatti, assisa su un trono. La presenza di una capasanta nella cupoletta la definisce come nuova Venere.

San Giovanni Battista è vestito con una pelle di cammello. Il Santo inoltre è dimagrito a causa del soggiorno nel deserto. Con la mano sinistra sorregge una croce e indica la Madonna. San Vittore invece indossa una mitra finemente decorata con stile fiammingo. Bernardo di Chiaravalle poi legge un’omelia dedicata alla Vergine, da lui composta. Inoltre il testo fa riferimento alla famiglia dei Medici. Infine, San Zenobi, patrono di Firenze, è riccamente vestito e porta come attributi un importante bastone pastorale e un Giglio rosso appuntato sul petto.

San Giovanni Evangelista è il patrono di Firenze. San Vittore era poi patrono del partito dei guelfi. Il termine MEDICA scritto sul libro di San Bernardo è un omaggio alla famiglia de’ Medici. San Zenobi è protettore della diocesi fiorentina. Il giglio rosso che posta sul petto è un rimando al simbolo di Firenze. Infine sulla spalla di Maria è dipinta una stella. Sopra di lei due angeli reggi corona sostengono ghirlande di rose, fiore a lei dedicato. Il libro che si trova posato in basso fa riferimento alla magistratura degli Otto.

Gli angeli, in alto, tengono delle ghirlande di rose, il fiore dedicato alla Madonna. Le aureole sono immateriali pertanto lontane dalle solidità di quelle del periodo gotico. Comunque sono entità sottoposte alla prospettiva spaziale e, quindi, attributi della fisicità del Santo.

Alla base del trono si trova un libro coperto da un panneggio che ricorda la dedica del dipinto agli Otto, i magistrati fiorentini. Qui infatti si trova scritta la data nella quale è stato terminato il dipinto.

I Committenti, le collezioni e la storia espositiva

Madonna con Bambino e quattro Santi è detta anche Pala degli Otto. Prese tale nome perché destinata alla Sala degli Otto di Pratica di Palazzo Vecchio a Firenze. Si trova ora presso la Galleria degli Uffizi di Firenze dal 1782. La commissione, in origine, era stata affidata a Leonardo, nel 1478, che non aveva terminato il lavoro, passato in seguito al Ghirlandaio.

La storia della Pala degli Otto di Filippino Lippi

La tavola è datata 20 febbraio 1485 rispettando il calendario fiorentino. Corrisponde al 1486 del calendario attualmente in uso.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile della Pala degli Otto di Filippino Lippi

Filippino Lippi, nato nel 1457, si fece protagonista di una evoluzione pittorica che parte dall’elegante linearismo di Botticelli per arrivare alle composizioni inquietanti e fantastiche pre-manieriste. La Pala degli Otto è un’opera religiosa e devozionale destinata ad uno spazio pubblico amministrativo. Il tema è quello della Sacra Conversazione e fu realizzata intorno nel 1486, nel periodo di apprendistato presso la bottega di Sandro Botticelli. Il volto della Vergine, bello e sereno, è stato da qualche critico, avvicinato a quello della Madonna dipinta da Leonardo Da Vinci nell’Adorazione dei Magi.

I personaggi sono dipinti con pose composte e aggraziate. Filippino Lippi, inizialmente, fu molto vicino allo stile estetizzante e lineare di Sandro Botticelli. In seguito maturò uno stile più elaborato e fantastico, che prelude alle invenzioni pittoriche del Manierismo. Nella mitra come in altri dettagli, la sua pittura rivela influenze fiamminghe nella resa attenta delle superfici e della luce. La Vergine ha una fisionomia simile ai personaggi di Leonardo da Vinci.

Di grande l’intensità sono gli sguardi tra il Bambino e San Vittore. Filippino Lippi ha prestato grande attenzione alla resa dei panneggi dipingendo ogni sorta di tessuto. I personaggi indossano infatti teli pesanti e decorati per i religiosi, rosso fuoco per San Giovanni Battista, leggeri veli per gli angeli.

La tecnica

La Pala degli Otto è un’opera di Filippino Lippi realizzata a tempera su tavola. Tale tecnica fu utilizzata per tutto il Quattrocento e sostituita progressivamente con il colore ad olio, prima su tavola e poi su tela. La stesura della tempera prevedeva di intervenire su una preparazione in gesso che copriva il legno. Si procedeva poi per velature dipingendo per ultime le zone più chiare. Filippino Lippi, come tutti gli artisti fiorentini, fece uso del disegno come base della pittura. L’arista utilizzò colori molto preziosi come il violetto, raramente utilizzato.

Il colore e l’illuminazione

Quelli più intensi sono il rosso del mantello di San Giovanni, il blu di quello della Vergine e il viola del piviale di San Zenobi. I colori in generale sono vivaci e saturi. Fra tutti, come forza cromatica, spicca il mantello rosso di San Giovanni Battista che viene richiamato dallo stesso colore della nicchia che accoglie la Madonna. Il piviale viola di San Zenobi, e il resto dei suoi paramenti vescovili hanno una gamma cromatica intensa. I colori dei tessuti sono colorati e creano un forte contrasto tra il risvolto giallo arancio suo complementare violetto. Le ombre dell’incarnato non sono colorate ma tendono al grigio.

La luce che illumina la scena della Pala degli Otto modella i corpi in modo ideale. Inoltre proviene da sinistra e crea delle ombre nette ai piedi dei Santi.

Lo spazio

La scena si svolge all’interno di un ambiente architettonico molto decorato, classicheggiante, e rigorosamente prospettico. Le diagonali geometriche convergono verso la mano della Vergine. I Santi poggiano su di un piano rialzato dal quale parte la base del trono decorata a rilievo con un motivo a capesante. Infatti la Vergine è seduta all’interno di una nicchia coperta da una piccola abside.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto presenta una certa simmetria compositiva determinata dalla posizione dei personaggi e degli angeli. Anche lo stemma e i nastri, in alto, seguono tale schema. I quattro Santi che affiancano la Vergine è il Bambino sono disposti a semicerchio. Le loro figure creano, in basso e in alto, un triangolo visivo che converge sul grembo della Madonna. Al centro di tutta la composizione si trova la mano alzata della Vergine.

Articolo correlato

La Sacra Conversazione di Pietro Perugino

Bibliografia

  • Giulia Cosmo, Filippino Lippi, serie Art dossier, Giunti, Firenze 2001. ISBN 8809020316
  • Stefano Zuffi, Il Quattrocento, Milano, Electa, 2004, ISBN 8837023154
  • Patrizia Zambrano Jonathan Katz Nelson, Filippino Lippi, Milano, Electa, 2004
  • Mauro Zanchi, Filippino Lippi e l’Umanesimo fiorentino, Firenze, Giunti, 2011, ISBN 978-88-09-76483-5.

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 16 ottobre 2020.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Filippino Lippi intitolate:

Leggi La vita e tutte le opere di Filippino Lippi

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippino Lippi, Pala degli Otto (Madonna col Bambino e quattro santi), sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze.

ADP plus

Visto dal vero. Hai visto dal vero l’opera analizzata? Suggerimenti? Commenta sul gruppo Facebook:

ADO+ Segnala un’opera