Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga di Andrea Mantegna

Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga è un affresco che fa parte della decorazione della Camera degli Sposi realizzata da Andrea Mantegna.

Andrea Mantegna, Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga, cm 300 x 800, 1465-1474, affresco. Mantova, Castello di San Giorgio, Camera degli Sposi

Descrizione di Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga di Andrea Mantegna

Nel dipinto realizzato sulla parete della corte della Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova è ritratta la famiglia e la corte di Ludovico Gonzaga. Tutti i membri della famiglia sono rappresentati a sinistra del marchese. Si notano servitori, ospiti e gli animali di casa. Infatti sotto al trono di Ludovico viene rappresentato Rubino il suo cane preferito. Negli affreschi della stanza trovano posto anche i cavalli che i Gonzaga allevavano con grande passione. L’affresco Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga è articolato in due settori.

Quello di destra raffigura una tenda chiusa che viene interrotta da una ampia finestra che si affaccia sul fiume Mincio e quindi sottrarre spazio alla scena. La tenda è appesa ad una asta dietro alla quale si intravede un paesaggio alberato. Sopra al camino si trova la scena che raffigura la famiglia Gonzaga al cospetto del marchese Ludovico. Dietro ai membri della famiglia fa da sfondo una transenna marmorea decorata con medaglioni. Sopra di essa un esile albero invade lo spazio della lunetta. Nella terza parte, a destra, la tenda è nuovamente chiusa ma sul davanti sono raffigurati alcuni personaggi.

Interpretazione di Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga di Andrea Mantegna

La famiglia Gonzaga al cospetto del Marchese Ludovico III

Ludovico Gonzaga si trova a sinistra seduto su di un trono. Veste un abito informale. Il marchese è rivolto a sinistra verso un servitore e con la mano destra tiene una lettera. Il personaggio che parla con Ludovico non è stato identificato con certezza. Si tratta forse del fratello del marchese, Alessandro. potrebbe essere invece il segretario Marsilio Andreasi o Raimondo Lupi di Soragna. sono poi rappresentati Gianfrancesco, il terzogenito che tiene le mani sul piccolo Ludovichino.

Segue il precettore di famiglia, Vittorino da Feltre. Barbara di Brandeburgo, la moglie di Ludovico, è invece seduta al centro. La nobile, dal volto dignitoso, è in posizione centrale e tiene appoggiata una bambina sulle ginocchia. Si tratta forse dell’ultima nata in casa Gonzaga, la piccola Paola. si notano quindi Rodolfo e Barbarina Gonzaga. L’identificazione degli altri personaggi raffigurati si basa su ipotesi degli studiosi. L’artista Leon Battista Alberti è stato identificato nel profilo in secondo piano. La donna anziana potrebbe essere la nutrice dei neonati della famiglia o la madre di Ludovico III. Nella scena è presente anche una nana.

La corte di Ludovico III Gonzaga

Nella parte di sinistra dell’affresco Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga si notano sette cortigiani che si apprestano a visitare i Gonzaga. Alcuni di loro si sono già avvicinati alla zona centrale, altri stanno giungendo da sinistra scostando la tenda. Nel cortile rappresentato in esterno si intravedono poi alcuni operai al lavoro. Secondo una interpretazione il gruppo di cortigiani potrebbero essere i membri della potente famiglia Sforza tra i quali anche il noto Ludovico il Moro.

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I committenti e la storia espositiva

Andrea Mantegna fu incaricato di affrescare le pareti della stanza ricavata all’interno del torrione di nord-est. Il tema dell’intera operazione fu quello della celebrazione politica e dinastica della famiglia Gonzaga. Secondo alcune ipotesi storiche Ludovico III Gonzaga commissionò gli affreschi nel 1460 in occasione nomina di Francesco Gonzaga a cardinale. Il figlio di Ludovico III fu infatti eletto il primo gennaio 1462.

La scena dell’affresco Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga rappresenta forse la riunione in occasione della notizia dell’elezione. L’immagine matura di Francesco Gonzaga non corrisponde però all’età di circa 17 anni che doveva avere nel 1461. Nella scena quindi potrebbe essere rappresentata la visita del cardinale avvenuta nell’agosto del 1472. In questa data Francesco ricevette la nomina di abate commendatario di Sant’Andrea. Le interpretazioni degli storici non sono concordi.

La storia dell’opera

Andrea Mantegna fu impegnato per oltre 40 anni alla corte dei Gonzaga di Mantova. All’interno del Palazzo Ducale l’artista fu incaricato di affrescare la “camera picta” detta anche “Camera degli Sposi”. Fu un ambiente destinato ad accogliere gli ospiti del palazzo. Le opere che Mantegna progettò per la Camera degli Sposi avevano come scopo quello di celebrare il prestigio della famiglia. Andrea Mantegna progettò la sua opera con l’intenzione di occupare tutte le pareti. Inoltre decorò anche le volte adeguando le decorazioni alle caratteristiche architettoniche dell’ambiente. L’effetto doveva essere quello di uno sfondamento prospettico della stanza divenuta “camera picta”.

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Lo stile dell’affresco Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga di Andrea Mantegna

Negli affreschi della Camera degli sposi Mantegna recupera le forme della classicità. Infatti gli storici sono concordi nel considerare il maestro come il primo classicista della storia dell’arte. Il classicismo di Andrea Mantegna viene definito “classicismo archeologico”. Questa definizione è motivata dal fatto che Mantegna era un grande appassionato di antichità classiche e i suoi lavori contengono spesso riferimenti alle figure del mondo greco-romano. I corpi sono modellati con un deciso chiaroscuro che crea il volume degli abiti. I panneggi sono lineari, come sulle vesti delle figure in piedi, e costruiti con linee spigolose.

Il colore e l’illuminazione

L’impianto cromatico dell’affresco è caldo e i colori che ricorrono maggiormente sulle vesti sono i rossi e gli ocra dorati. In particolare si notano i copricapi di colore rosso che creano richiami distribuiti su tutto il piano dell’opera. Ludovico indossa una veste da camera rosa mentre la moglie un abito ampio e con elaborati panneggi di colore ocra. Il paesaggio oltre la balaustra marmorea invece è colorato con verdi e blu. Si crea quindi un deciso contrasto di temperatura cromatica che mette ben in evidenza le figure in primo piano.

Lo spazio

La scena che ritrae la corte Gonzaga è collocata in alto su di una piattaforma raggiungibile da alcuni gradini a destra. Questo espediente architettonico illusionistico permette di integrare lo spazio fisico della stanza con quello virtuale dell’affresco. Mantegna intatti oltre al caminetto fu costretto a considerare anche una imponente finestra a sinistra che integrò disegnando una tenda sul muro intorno al vano. Nella terza parte a destra poi fece transitare alcuni personaggi di fronte ad un pilastro dipinto per confondere i limiti tra i due spazi.

La composizione e l’inquadratura

La composizione della scena che rappresenta la famiglia Gonzaga fu subordinata allo spazio architettonico che la ospita. Mantegna concepì il ciclo di decorazioni come una serie di scene raccordate da un finto zoccolo decorato. Nella stanza però è presente un camino che spezza la continuità della narrazione. Per questo Mantegna rappresentò la famiglia Gonzaga su di uno spazio rialzato. Nel gruppo dei personaggi la figura del marchese Ludovico Gonzaga è singolare e diversa da quelle statiche degli altri personaggi. Questo accorgimento permette di attirare l’occhio dell’osservatore nonostante la figura del marchese sia dipinta di posizione marginale. Il gruppo di figure intorno al quale si articola la composizione è quello della moglie e del marchese. In particolare è la figura di Barbara di Brandeburgo, posta in posizione centrale, a creare un centro compositivo intorno al quale si dispongono i familiari.

Approfondimenti. Le corti del Quattrocento diventano centri artistici

Sul territorio Italico nella seconda metà del Quattrocento le corti diventarono dei veri centri artistici. Furono le disponibilità finanziarie dei Signori del Rinascimento che permisero di riunire presso di loro intellettuali, artisti e famosi pensatori. I cantieri architettonici si moltiplicarono e diventarono simbolo della potenza del Signore locale. Le opere d’arte rappresentavano il potere della città e di chi la governava. Le famiglie più importanti promossero la costruzione di edifici e commissionarono opere d’arte a grandi artisti. I soggetti richiesti da questi ricchi committenti non furono esclusivamente religiosi.

Per tramandare ai posteri la propria immagine i notabili si fecero ritrarre da famosi artisti. All’interno delle ricche dimore trovarono posto in soffitti e pareti raffigurazioni di episodi storici collegati alla tradizione familiare. Furono anche utilizzati temi mitologici sotto forma di allegorie. All’interno delle diverse corti inoltre si diffusero idee di nuove teorie filosofiche come quella Neoplatonica. Gli artisti crearono così opere in grado di rappresentare i concetti espressi nelle opere filosofiche dei loro contemporanei.

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Bibliografia

  • Anonimo (Marcantonio Michiel), Notizia d’opere di disegno, a cura di Jacopo Morelli, Bassano, 1800
  • Alberta De Nicolò Salmazo, Mantegna, Electa, Milano, 1997
  • Tatjana Pauli, Mantegna, serie Art Book, Leonardo Arte, Milano 2001, ISBN 978-88-8310-187-8
  • Maria Bellonci, Mantegna, Skira, Milano 2003
  • Francesca Marini, Mantegna, Milano, Rizzoli, 200
  • Ettore Camesasca, Mantegna, in AA.VV., Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007, ISBN 88-8117-099-X
  • Sergio Momesso, La collezione di Antonio Scarpa, 1752-1832, Bertoncello, Cittadella (Padova), 2007, ISBN 9788886868242

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 1 marzo 2020.

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