Ercole Farnese di Glicone di Atene

L’Ercole Farnese di Glicone di Atene è una statua in marmo che è stata realizzata copiando l’originale in bronzo di Lisippo.

Glicone di Atene, Ercole Farnese, III secolo d.C. dall’originale in bronzo di Lisippo del IV secolo a.C., marmo, 317 cm. Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Descrizione dell’Ercole Farnese di Glicone di Atene

Ercole dal corpo massiccio e maturo si riposa appoggiato alla sua clava coperta dalla pelle del leone Nemeo. L’eroe ha appena terminato le dodici leggendarie prove e nella mano destra nascosta posteriormente stringe alcune sfere.

Ercole o Eracle fu sottoposto dagli dei ad una serie di dodici terribili prove. L’eroe umano però riuscì a vincerle brillantemente battendo gli dei gelosi. Il figlio di Zeus diventò così il simbolo del riscatto dell’umanità sulle prove volute dalle divinità capricciose. L’Ercole di Lisippo è un eroe umano e quindi portatore anche di difetti e mancanze. La sua interpretazione ebbe molto seguito e fu presa a modello da future generazioni di artisti. Infine gli oggetti sferici che il protagonista stringe nella mano destra sono i pomi sottratti nel giardino delle Esperidi.

La scultura che ritrae Ercole è esposta al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. In seguito al suo ritrovamento, nel 1546 la statua diventò proprietà del cardinale Alessandro Farnese ed entrò a far parte della sua collezione. Trovò quindi posto nella sala d’Ercole di Palazzo Farnese. Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, entrò così in possesso della collezione ereditandola dalla madre. Nel 1787 tutte le opere di arte antica vennero trasferite presso la Reggia di Capodimonte e quindi presso il Palazzo del Real Museo. Una copia della scultura è custodita presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.

Ercole Farnese degli Uffizi di Firenze
Ercole Farnese degli Uffizi di Firenze

Ercole Farnese, II secolo d.C. dall’originale in bronzo di Lisippo del IV secolo a.C., marmo di carrara, 151 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi

Analisi

Glicone di Atene fu l’autore di questa copia datata III secolo d.C. della scultura in bronzo di Lisippo del IV sec a. C. Il nome dell’artista si trova infatti inciso sulla base. Gli archeologi ritrovarono la statua nell’area delle terme di Caracalla nel 1546. Durante la civiltà romana si produsse un gran numero di copie che testimoniano la fama raggiunta da questa interpretazione di Ercole. La figura dell’eroe compare anche su monete e sotto forma di piccole statuette. La scultura al momento del suo ritrovamento era priva dei polpacci. Così Guglielmo della Porta, un allievo di Michelangelo ricostruì le parti. In seguito alla scoperta dei pezzi mancanti venne però deciso di non sostituirli. Fu solo a fine Settecento che i restauratori decisero di intervenire e rimettere insieme le parti mancanti. Tuttavia oggi i polpacci di Guglielmo della Porta sono esposti accanto all’Ercole.

Lisippo di Sicione fu autore di una grande rivoluzione nella scultura del suo tempo. Lo scultore scolpì opere che possono essere apprezzate 360 gradi infrangendo la regola della rigida frontalità. Infatti i pomi che Ercole tiene in mano sono visibili sono se si osserva la statua dalla parte posteriore. Inoltre rese più dinamica la posizione dei personaggi ritratti facendo assumere agli atleti e agli eroi pose asimmetriche. La postura assunta dall’eroe in riposo esprime invece una grande potenza controllata nel momento della stasi. Infine inserì una decisa componente psicologica per caratterizzare il personaggio. Ercole non è raffigurato nel momento del combattimento. L’eroe è invece in riposo, quindi stanco, e dimostra tutta la sua umanità prima di assumere lo status di divinità.

La scultura è in marmo e misura 317 cm di altezza.

© ADO – analisidellopera.it – Tutti i diritti riservati. Approfondisci

Bibliografia

  • Ranuccio Bianchi Bandinelli ed Enrico Paribeni, L’arte dell’antichità classica. Grecia, Torino, UTET Libreria, 1986, ISBN 88-7750-183-9
  • Antonietta Viacava. L’atleta di Fano, Roma, Edizioni L’Erma di Bretschneider, 1994. ISBN 88-7062-868-X.
  • George M. A. Hanfmann, Dizionario delle antichità classiche, Cinisello Balsamo, Paoline, 1995, p. 849
  • Paolo Moreno (a cura di), Lisippo : l’arte e la fortuna, Catalogo della mostra tenuta a Roma, Milano, Fabbri, 1995, ISBN 88-450-5738-0.
  • Giuliano A., Storia dell’arte greca, Carocci, Roma, 1998. ISBN 88-430-1096-4
  • Photini N. Zaphiropoulou, Capolavori della scultura greca antica, Ist. Poligrafico dello Stato Collana: Archeologia, 2007, EAN: 9788824011358
  • Giorgio Bejor, Marina Castoldi, Claudia Lambrugo, Arte greca, Mondadori Università; Nuova Edizione edizione (1 ottobre 2013), ISBN-10: 8861842968 ISBN-13: 978-8861842960
  • Luigi Rocchetti, Le gioie sepolte. Scultura greca del periodo arcaico, Arbor Sapientiae, 01/01/2018, EAN:9788894820850

La scheda è quasi completa. Ancora qualche giorno di pazienza, grazie per la tua visita!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 23 dicembre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede di altre sculture greche intitolate:

Consulta la pagina dedicata alla scultura di Glicone di Atene, Ercole Farnese, sul sito del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.