Electronic Superhighway di Nam June Paik

Electronic Superhighway di Nam June Paik celebra la neonata rete autostradale degli Stati Uniti d’America degli anni Sessanta del Novecento.

Nam June Paik, Electronic Superhighway, 1995, videoscultura, 4,57 x 12,2 m. Washington, Smithsonian American Art Museum

Indice

Descrizione dell’installazione Electronic Superhighway di Nam June Paik

L’opera di Nam June Paik intitolata Electronic Superhighway è una grande installazione. I monitor trasmettono filmati e immagini colorate. Gli schermi sono disposti su file regolari. Sono raggruppati in numero di 4 o 6 che trasmettono la stessa immagine. I tubi al neon invece formano una mappa degli Stati Uniti d’America. I diversi stati presentano quindi un confine colorato.

Interpretazioni e simbologia di Electronic Superhighway

Nam June Paik nella sua video installazione riproduce la rete di autostrade americane degli anni Sessanta del Novecento. Con i neon colorati e i monitor l’artista richiama luoghi e motel dove i viaggiatori potevano riposare durante il viaggio. Inoltre Paik definì ogni Stato con un proprio colore per richiamare l’identità culturale dei loro cittadini. Nam June Paik utilizzò così un media tecnologico che richiama l’era della comunicazione totale.

Le immagini trasmesse dai monitor sono veloci e lampeggianti. Ricordano infatti i panorami visti dai finestrini delle auto in corsa. Inoltre gli schermi trasmettono brevi filmati di film americani per sottolineare quanto la cultura statunitense sia condizionata dal cinema. L’artista intitolò la sua opera Electronic Superhighway che si può tradurre con “autostrada elettronica”. Oggi questo termine indica la rete informatica.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Nam June Paik donò la sua video-installazione allo Smithsonian American Art Museum di Washington nel 1995.

La storia dell’opera Electronic Superhighway di Nam june Paik

Il giovane artista coreano Nam June Paik si trasferì negli Stati Uniti nel 1964. Nacque a Seul nel 1932 e studiò in Giappone. L’artista trovò un sistema autostradale efficiente e nato da solo nove anni. Come altri americani percorse gli Stati Uniti con la propria automobile e verificò l’estensione della grande nazione americana.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile di Electronic Superhighway di Nam June Paik

Nam June Paik è il padre della video-arte. Inoltre fu il primo ad utilizzare il termine di Electronic Superhighway negli anni Settanta del Novecento. Con le sue opere indicò l’importanza dei media nella cultura universale. L’artista derivò le sue idee anche dalle opere della Pop art. Artisti quali Andy Warhol infatti utilizzarono i mezzi di comunicazione di massa che erano ormai diventati la vera realtà dei cittadini americani.

La tecnica

Electronic Superhighway è una video installazione di 51 canali compreso un feedback televisivo a circuito chiuso. I monitor sono 336. Invece I lettori DVD sono 50. Il cablaggio ha richiesto 1143 metri di cavi elettrici. Inoltre l’artista utilizzò 175 metri di neon colorati. Si tratta quindi di una installazione elettronica che include anche illuminazione a neon. La struttura fisica di sostegno è in legno e acciaio colorati. I suoni diffusi nell’ambiente fanno parte dell’installazione.

La luce sulla scultura

Electronic Superhighway di Nam June Paik è un’opera d’arte che utilizza luce prodotta direttamente dai materiali che la compongono. Infatti i neon colorati creano i contorni geografici con diversi colori accesi. I monitor trasmettono filmati e composizioni colorate. Quindi la luce si diffonde dalla video-installazione e potrebbe non essere necessaria una illuminazione ambientale.

Rapporto con lo spazio

La video installazione di Nam June Paik è molto estesa nello spazio espositivo. Inoltre l’artista la concepì per essere percorsa frontalmente dall’osservatore. Infatti il visitatore può allontanarsi e osservare l’opera nell’insieme. Oppure può avvicinarsi ai vari monitor per guardare il filmato trasmesso.

La struttura

Electronic Superhighway è una video-scultura di forma complessa, sviluppata in orizzontale che rientra in un formato rettangolare. La parte centrale dell’opera è più regolare ed è composta da una sovrapposizione dei monitor su diversi livelli. Nella parte destra invece la forma è più frastagliata. Centralmente poi i monitor sono raccolti in blocchi da 6 o 4. La struttura è sostenuta da una impalcatura in legno e ferro.

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Bibliografia

  • Francesco Bernardelli, Video art, in Francesco Poli (a cura di), Arte contemporanea : le ricerche internazionali dalla fine degli anni ’50 a oggi, Milano, Electa, 2003, pp. 274-320, ISBN 88-370-3706-6, OCLC 69274493, ISBN IT\ICCU\RAV\1154902.
  • Sook-Kyung Lee, Nam June Paik, Tate Publishing, 2010, EAN: 9781854379245
  • S. Ferrari, S. Goldoni, M. Pierini, Nam June Paik in Italia, Silvana Collana: Cataloghi di mostre, 2013, EAN: 9788836626182

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 13 settembre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Nam June Paik intitolate:

  • Electronic Superhighway

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Nam June Paik, Electronic Superhighway, sul sito dello Smithsonian American Art Museum di Washington.