Autoritratto con dita aperte di Egon Schiele

Autoritratto con dita aperte è uno dei tanti che Egon Schiele, amico di Gustav Klimt, dipinse nella sua breve ma intensa carriera artistica.

Egon Schiele, Autoritratto con dita aperte – Autoritratto con vaso nero (Selbstporträt mit schwarzem Tongefäß), 1911, olio su tavola, cm 27,5 x 34. Vienna, Historisches Museum der Stadt

Descrizione

Egon Schiele, dall’aspetto molto giovane, si raffigura a sinistra del piano pittorico. L’artista infatti al momento della realizzazione di Autoritratto con dita aperte aveva ventun anni. La sua posizione è artificiosa e contorta. Il busto è frontale mentre il viso è girato verso sinistra e lo sguardo è ambiguamente puntato in centro e a destra. Dai capelli corti spunta un orecchio mentre la fronte è segnata da rughe parallele. L’espressione del viso pare contratta e mostra una tensione sottolineata anche dalla mano in primo piano. Le dita infatti sono separate nel tipico gesto che compare in molti suoi dipinti. La disposizione della mano sottolinea inoltre la magrezza e la nodosità delle dita. Dietro al capo dell’artista infine si intravede un vaso di terracotta nero che dà il nome al dipinto.

Interpretazioni e simbologia

La posizione artificiosa e sgraziata assunta da Egon Schiele nel suo autoritratto sottolinea la volontà dell’artista di creare un’opera fortemente espressiva. Per questo le forme del corpo sono deformate e spigolose. I colori lividi e violentemente saturi.

Consulta anche le opere di Gustav Klimt intitolate: Il Bacio, Abbraccio, Ritratto di Adele Bloch-Bauer.

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Lo stile di Autoritratto con dita aperte di Egon Schiele

Egon Schiele in Autoritratto con dita aperte si ritrasse con una posa volutamente priva di grazia. L’articolazione tra corpo e testa crea infatti una torsione innaturale come la disposizione delle dita della mano.

Le forme risultano spigolose e rigide e anche la fisionomia appare deformata come si nota nello sguardo e nei particolari del volto.

Le figure sono segnate inoltre da una linea di contorno che limita zone di colore uniforme. Non compare infatti il chiaroscuro e i particolari anatomici sono suggeriti da pennellate veloci più scure. Il colore è steso velocemente con segni spessi che disegnano direttamente le forme interne e le rughe.

Il colore e l’illuminazione

Autoritratto con le dita aperte è realizzato con colori prossimi al grigio e freddo per la maggior parte della superficie. L’incarnato di Egon Schiele è in ocra gialla mentre maglia e capelli sono neri. Spiccano le parti dipinte con colori più saturi in prossimità della spalla sinistra e in alto, a sinistra del dipinto.

I contrasti fra i toni rendono particolarmente attive le due zone colorate con tasselli di colori puri. Invece il contrasto di luminosità è forte sulla figura di Schiele grazie alla maglia nera che indossa e che mette in evidenza la mano in primo piano. Nell’insieme la composizione cromatica risulta stridente e sottolinea il carattere espressionista dell’opera.

Amplia la ricerca con alcune opere dell’Espressionismo intitolate: Entrata in Gerusalemme di Emil Nolde, Invalidi di guerra giocano a carte di Otto Dix, Grandi Cavalli Azzurri, La Tigre, di Franz Marc, L’Urlo di Edvard Munch.

Lo spazio

Lo sfondo in Autoritratto con dita aperte di Egon Schiele è occupato dalle figure poco comprensibili in alto a sinistra, al centro e in basso. Inoltre Schiele non usò alcuna prospettiva, lineare, di sovrapposizione o di grandezza. L’Autoritratto è evidentemente ambientato in un interno ma la sua spazialità si può solamente immaginare.

La composizione e l’inquadratura

Autoritratto con dita aperte dipinto da Egon Schiele ha un formato rettangolare e orizzontale. Tale inquadratura non è tradizionalmente utilizzata per la figura umana in quanto favorisce invece uno sguardo panoramico. Nel caso del ritratto infatti gli artisti scelsero abitualmente lo sviluppo verticale. Questa scelta di Schiele rientra nel suo scarto stilistico dalla tradizione volutamente anti classico. L’impianto compositivo è quindi laterale e la sua immagine è collocata nella metà sinistra del piano pittorico.

La superficie del dipinto è così occupata per la metà destra dal fondo sul quale vengono rappresentati indizi figurativi di incerta identificazione. l’Autoritratto di Egon Schiele è posto in primissimo piano e la figura è limitata al busto dell’artista. In secondo piano è visibile, sulla destra la superficie regolare forse di un tavolo sul quale è posto il vaso nero. Il dipinto è fortemente asimmetrico e gli equilibri di masse volumetriche e cromatiche sono spostati verso sinistra.

Uno sguardo in diagonale

Lo sguardo di Egon Schiele, con i suoi grandi occhi scuri e la mano con le dita aperte crea una forte attrazione visiva. L’incrocio delle diagonali corrisponde poi al vertice dell’oggetto piramidale posto sul piano. La dinamica così creata dallo sguardo punta verso l’osservatore, in centro e all’esterno del piano pittorico. La figura dell’artista è racchiusa all’interno di una composizione triangolare. La stessa figura compositiva si ritrova nell’oggetto disposto sul piano e nel suo angolo che si intravede in alto a destra. Infine, la diagonale del dipinto di maggior interesse è quella che sale da destra in basso. Infatti su di essa si trovano il piano con gli oggetti, il volto, la mano e la composizione colorata del fondo. Anche l’orientamento delle dita è parallelo alla stessa diagonale.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Egon Schiele, Autoritratto con dita aperte (Selbstporträt mit schwarzem Tongefäß), sul sito dell’Historisches Museum der Stadt di Vienna.