Busto di Merenptah

Il Busto di Merenptah ritrae un faraone della diciannovesima dinastia, figlio di Ramses II e della grande sposa reale Isinofret.

Busto di Merenptah, 1273-1203 avanti Cristo circa, scultura in pietra, misure?. Il Cairo, Museo egizio

Indice

Descrizione del Busto di Merenptah

Il faraone Merenptah, anche conosciuto come Merneptah, nacque nell’aprile del 1273 avanti Cristo circa e morì il 2 maggio 1203 avanti Cristo circa. Fu un sovrano della diciannovesima dinastia. Il faraone successe a Ramses II e dopo di lui regnarono Seti II e Amenmesse. La madre era la grande sposa reale Isinofret. Ebbe quattro figli Seti II, il suo successore, Khaemwaset, Merenptah e Isinofret. Il faraone fu il tredicesimo figlio di Ramses II. Il faraone ricoprì molti incarichi importanti nell’esercito egizio e nel cerimoniale. Divenne poi faraone in età avanzata. Secondo l’ipotesi di alcuni storici regnò insieme al padre per una durata di 12 anni. Una volta preso il potere regnò 9 anni e sposò Isinofret una regina dallo stesso nome della madre dalla quale ebbe il figlio Seti Merenptah.

Quando il re assiro Tukulti-Ninurta I attaccò Il regno Ittita Merenptah non intervenne. Si creò una instabilità politica nell’area mediorientale e quindi l’influenza dell’Egitto fu minacciata.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La sepoltura del faraone si trovava nella tomba KV8 nella valle dei re. Una statua che ritrae Merenptah è esposta anche nei giardini del museo di Luxor.

Il dottor G. Elliott Smith, il 7 luglio 1907, esaminò la mummia del faraone. Lo studioso verificò che i resti erano quelli di un uomo anziano di circa 70 anni. Merenptah secondo le stime degli studiosi doveva essere alto un metro e 74 cm. Inoltre probabilmente soffriva di artrite e arteriosclerosi. La mummia mostra anche tracce di antichi interventi chirurgici infatti probabilmente soffrì di idrocele poiché nella salma mancano i testicoli e la cicatrice risulta suturata con della resina.

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Lo stile del Busto di Merenptah

La statuaria egizia presenta una certa staticità a causa della struttura simmetrica delle figure. Inoltre la somiglianza con il personaggio ritratto non era una condizione necessaria per attribuire l’opera ad un determinato faraone. Infatti era spesso una scritta incisa o il contesto espositivo che suggerivano l’identità della scultura.

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Bibliografia

  • La statua di Ramesse II, Museo Egizio di Torino
  • Natale Barca, Sovrani predinastici egizi, Ananke, Collana: Seshat, 2005, 9788873251330
  • Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell’antico Egitto, Novara, De Agostini, 2005, ISBN 8841820055
  • Alice Cartocci, Gloria Rosati, L’arte egizia, Firenze, Giunti Editrice S.p.A., 2008, ISBN 9788809061804
  • Giovanna Magi, Luxor, Karnak, la valle dei Re, Bonechi Collana: Arte e storia, 2014, EAN: 9788847605015

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