Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio di Renato Guttuso

La Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio di Renato Guttuso ricorda il sacrificio compiuto da tutti i popoli oppressi per liberare la loro terra.

Renato Guttuso, Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio, 1951– 1952, olio su tela, 318 x 520 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi

Indice

Descrizione di Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio di Renato Guttuso

Giuseppe Garibaldi guida un drappello di camicie rosse, i soldati volontari che combattono ai suoi ordini. Il generale avanza verso sinistra in sella ad un cavallo nero e veste la tradizionale camicia rossa. Dietro di lui poi sventola il tricolore italiano. Inoltre porta un poncho messicano e alza la spada sguainata incitando i giovani all’attacco.

Nel dipinto in basso a destra si legge: “Guttuso/Roma ’51-‘52”

Interpretazioni e simbologia di Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio di Renato Guttuso

Il dipinto di Guttuso celebra la battaglia che Garibaldi guidò nella piana di Ponte dell’Ammiraglio, in Sicilia, vicino a Palermo. All’alba del 27 maggio del 1860 si scontrarono i volontari in camicia rossa e i soldati dell’esercito Borbonico. Infatti nell’immagine è visibile il Golfo che fa da sfondo alla scena.

L’artista dipinse quest’opera negli anni Cinquanta del Novecento e quindi quasi cento anni dopo la battaglia evocata. Guttuso fu attivamente impegnato nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale. L’artista scelse così questo tema come simbolo per ricordare l’impegno dei popoli oppressi per liberare la loro patria. Il maestro siciliano decise poi di attualizzare l’episodio rappresentando i suoi compagni partigiani nel dipinto. Lo stesso Guttuso si rappresentò nel contadino caduto in basso e nel garibaldino con la spada sguainata a destra.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Le Gallerie degli Uffizi di Firenze acquisirono la prima versione dell’opera nel 2004 per accostarla alla “Battaglia di Cagli“. Il direttore dell’epoca Natali fece questa scelta perchè le due opere si avvicinano nelle dimensioni e nella concezione ideologica.

Guttuso presentò l’opera in occasione della Biennale Internazionale di Venezia del 1952 suscitando molte polemiche. Dipinse poi una seconda versione nel 1955 su commissione dell’Istituto Studi Comunisti Palmiro Togliatti. Il dipinto è ora esposto presso la Galleria Nazionale di Roma.

La storia dell’opera Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio di Renato Guttuso

L’artista narrò nel 1982 che alla Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio partecipò suo nonno come combattente e questo fatto costituisce quindi un legame di storia familiare. Guttuso per preparare l’opera produsse molti disegni e realizzò alcuni bozzetti.

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Lo stile di Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio di Renato Guttuso

Guttuso fu un artista italiano che riscoprì la pittura figurativa con uno stile definito Neorealismo. Inoltre fu protagonista del movimento chiamato Fronte Nuovo delle Arti. L’artista per dipingere questa grande opera utilizzò un linguaggio rinascimentale che si ritrova nella rappresentazione di grandi battaglie del passato. Inoltre la critica indica come riferimenti stilistici la pittura degli artisti francesi Delacroix e Géricault. Nella composizione inoltre si ritrovano accenni a Guernica di Picasso.

Il progetto di Renato Guttuso mette quindi insieme un accenno autobiografico, l’impegno sociale nei fatti della contemporaneità e un tono enfatico. Inoltre il maestro usò un linguaggio realistico e immediato adatto ad ogni tipo di pubblico. Queste caratteristiche lo avvicinano quindi al Realismo Socialista.

La tecnica

La battaglia rappresentata da Guttuso è una tela di 318 x 520 cm dipinta con impasto di colori ad olio.

Il colore e l’illuminazione

La grande opera celebrativa di Renato Guttuso mette in evidenza il colore rosso delle divise dei garibaldini. Anche il suolo presenta intonazioni di colore caldo come l’ocra rosso, il giallo e l’arancio. Fanno da contrappunto poi alle divise rosse quelle blu dell’esercito borbonico. La composizione cromatica è quindi articolata con la distribuzione del rosso delle divise e del blu. Nell’insieme l’atmosfera è scura e l’illuminazione mette in evidenza tutte le figure senza creare un particolare chiaroscuro drammatico.

Lo spazio

La scena della battaglia si svolge in un paesaggio disteso e a sinistra si intravede il parapetto del Ponte dell’ammiraglio. Tutti i personaggi sono in primo piano e la profondità della scena sembra annullarsi grazie alla distribuzione quasi uniforme dei personaggi. Infatti gli uomini più distanti si trovano sul ponte a sinistra. La loro dimensione però non è molto diversa da quelli in primo piano. Contribuiscono quindi alla profondità del paesaggio gli edifici e le palme rappresentati sullo sfondo. Lo stesso tipo di organizzazione spaziale si ritrova nel celebre dipinto di Guttuso intitolato Vucciria sebbene in quest’ultimo sia portato al limite.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto è di forma rettangolare e l’inquadratura è orizzontale al fine di permettere la rappresentazione dei molti personaggi che agitano la scena. Infatti la composizione risulta estremamente animata grazie alle diverse posture assunte dai soldati. Le sciabole dei Garibaldini infine creano un ritmo di forme curve che si ripete su tutta la superficie soprattutto nella fascia alta e centrale.

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Bibliografia

  • Carlo Levi (presentazione), Renato Guttuso, trent’anni, 1939-1969, TERENZI 1969, ASIN: B00FBJG6KI
  • Werner Haftmann, Guttuso, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2018, EAN: 9788809987913
  • Crispino Valenziano, Guttuso credeva di non credere, Libreria Editrice Vaticana Roma, 2013.
  • Crispino Valenziano, Guttuso Pathos dell’uomo Patemi di Dio, De Luca Editore d’arte- Libreria Editrice Vaticana, Roma, 2016. (testi di Fabio Carapezza Guttuso, Michele Canzoneri, Rino La Delfa, Silvano Maggiani, Cettina Militello, Marida Nicolaci).
  • Flaminio Gualdoni, Guttuso, I Maestri dell’Arte Moderna, editore Skira , Milano, 2017.
  • (RI) Leggere Guttuso. Percezione, realismo, impegno civile, a cura di Marco Carapezza, Palermo University Press, 2018 ( testi di Francesca Bacci, Antonino Bondì, Nancy, Cesare Brandi, Franco Lo Piparo, David Melcher, Jean Luc Nancy, Richard Wollheim).

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 2 agosto 2020.

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