Atleta di Fano di Lisippo

L’Atleta di Fano di Lisippo fu ripescato in mare al largo di Fano, in Italia perché imprigionato nelle reti di un peschereccio.

Lisippo, Atleta di Fano, IV sec. a.C., fusione in bronzo, 151,5 x 70 x 28 cm. Malibu, Villa Getty

Indice

Descrizione dell’Atleta di Fano di Lisippo

La scultura attribuita a Lisippo rappresenta un atleta in posizione stante. Il giovane solleva il braccio destro e poggia alcune dita contro il capo. Il braccio sinistro invece è abbandonato in basso in posizione leggermente arcuata. Il volto è quello di un giovane uomo privo di barba con i capelli corti raccolti in ciocche. Lo sguardo è poi deciso e fiero e rivolto frontalmente consapevole e orgoglioso del proprio successo. Il peso del corpo è sorretto quindi dalla gamba destra mentre la sinistra avanza leggermente.

Interpretazioni e simbologia dell’Atleta di Fano di Lisippo

La scultura attribuita a Lisippo è anche conosciuta con i titoli di Atleta vittorioso, Atleta che si incorona, Lisippo di Fano e Victorious Youth negli Stati Uniti. Come solito nelle sculture della classicità la nudità del soggetto è da interpretare come simbolo di eroismo. Inoltre la posizione del braccio destro e quella delle dita indicano che probabilmente il giovane è colto nell’atto di porsi una corona sul capo. Questo attributo quindi lo indica come vittorioso in una competizione sportiva premiata con una corona di ulivo.

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I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

L’Atleta di Fano appartiene alla collezione della Villa Getty di Malibu.

La storia dell’opera Atleta di Fano di Lisippo

Il bronzo è datato tra il IV e il II sec. A. C. Gli storici inoltre hanno attribuito l’atleta a Lisippo su base stilistica poiché non vi sono sicure fonti storiche che ne documentino la paternità.

I marinai di un peschereccio italiano trovarono la statua bronzea di un atleta al largo di Fano il 14 agosto del 1964. In seguito al ritrovamento il Getty Museum si interessò all’opera e la acquistò nel 1977. Il Museo si occupò quindi di condurre delle ricerche sulla scultura per attribuirne la paternità. Jiri Frel, nel 1978 pubblicò uno studio nel quale l’atleta veniva attribuito a Lisippo. Frédéric Louis Bastet invece nel 1983 lo considerò un lavoro di scuola come anche Luigi Todisco scrisse nel 1993. La statua al momento del ritrovamento era priva di piedi e base come attualmente. Inoltre era totalmente ricoperta da incrostazioni che ne lasciavano intravedere solo la sagoma.

La rogatoria del governo italiano per la restituzione dell’opera

La statua entrò in possesso ad una famiglia di imprenditori di Gubbio. Nel 1977 fu venduta per quasi 4 milioni di dollari alla famiglia Getty. Il mercante d’arte tedesco Herman Heinz Herzer lo vendette al museo guadagnando quasi 800 volte rispetto ai 5.600 dollari pagati ai pescatori nel 1964 dal mercante italiano.

Negli anni sono stati intentati alcuni processi per imporre la restituzione della importante scultura all’Italia. Nell’estate del 2021 lo stato italiano nell’ambito della lotta al traffico internazionale di opere d’arte ha varato una rogatoria contro il Getty Museum.

Il 15 luglio 2021 è stata data notizia che la commissione cultura del Senato ha approvato la risoluzione sulla restituzione dei beni culturali illecitamente esportati dall’Italia. In questa cornice si colloca quindi la richiesta di restituzione dell’Atleta di Fano e quindi la sua requisizione diventa esecutiva.

Negli anni diversi governi italiani e la Regione Marche chiesero al Getty Museum la restituzione dell’atleta. Il museo però si è sempre opposto con la motivazione che non è possibile stabilire con precisione il luogo di ritrovamento. Il motivo della forte opposizione del museo è la grande importanza che la statua riveste per il Getty. Infatti l’atleta negli Stati Uniti è conosciuto come Getty Bronze, il simbolo del museo.

Le prime condanne

Nel novembre 2005 il governo italiano accusò l’ex conservatrice del Getty Museum, Marion True di associazione per delinquere e di traffico illegale internazionale di opere d’arte. Le autorità accusarono Marion True di aver acquisito opere d’arte illegalmente che erano conservate nel deposito del mercante d’arte Giacomo Medici. Medici quindi fu condannato nel marzo del 2005 a dieci anni di prigione e a 10 milioni di euro di risarcimento per danni allo Stato Italiano. Secondo la condanna infatti il mercante trafugò oggetti da cinquanta tombe etrusche. Anche Robert Emmanuel Hecht, mercante di Ginevra, fu coinvolto insieme ai due inquisiti. Marion True acquistò alcune opere da Hecht per conto dei proprietari del Getty Museum.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile dell’Atleta di Fano di Lisippo

Lisippo fu un artista attivo nel periodo della tarda classicità greca. Fu un profondo innovatore perché concepì la fruizione della scultura in ogni sua parte e non limitata al piano frontale.

La tecnica

La statua dell’atleta che si incorona è una fusione in bronzo di 151,5 x 70 x 28 cm. Il bronzo fu integrato con altri materiali come il rame che costruisce i capezzoli. Anche gli occhi erano in pasta vitrea o pietre dure.

La luce sulla scultura

La superficie della scultura è scura e l’illuminazione viene condizionata anche dalla lucidità del materiale. Sul corpo le parti più rilevate sono messe in evidenza da punti di luce molto intensi.

Rapporto con lo spazio

Le misure della statua rivelano che lo scultore tenne presente le proporzioni reali di un corpo umano per modellare l’opera.

La struttura

L’opera è mutila dei piedi quindi non è possibile valutare perfettamente la struttura nel suo insieme. In ogni caso l’atleta è rappresentato in piedi e composto nella verticale centrale del corpo. Infatti la sua posizione ricorda la frontalità delle sculture classiche. La statica della figura è quindi affidata al piede destro che anche se assente si intuisce essere il sostegno del corpo. La struttura compositiva del corpo dell’atleta segue un andamento a forma di “S” che è tipico delle sculture stanti di Lisippo. Infatti osservando frontalmente la statua si può notare il capo leggermente rivolto a destra e invece il busto con il collo rivolti a sinistra dell’osservatore.

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Bibliografia

  • Ranuccio Bianchi Bandinelli ed Enrico Paribeni, L’arte dell’antichità classica. Grecia, Torino, UTET Libreria, 1986, ISBN 88-7750-183-9
  • Antonietta Viacava. L’atleta di Fano, Roma, Edizioni L’Erma di Bretschneider, 1994. ISBN 88-7062-868-X.
  • George M. A. Hanfmann, Dizionario delle antichità classiche, Cinisello Balsamo, Paoline, 1995, p. 849
  • Paolo Moreno (a cura di), Lisippo : l’arte e la fortuna, Catalogo della mostra tenuta a Roma, Milano, Fabbri, 1995, ISBN 88-450-5738-0.
  • Giuliano A., Storia dell’arte greca, Carocci, Roma, 1998. ISBN 88-430-1096-4
  • Photini N. Zaphiropoulou, Capolavori della scultura greca antica, Ist. Poligrafico dello Stato Collana: Archeologia, 2007, EAN: 9788824011358
  • Giorgio Bejor, Marina Castoldi, Claudia Lambrugo, Arte greca, Mondadori Università; Nuova Edizione edizione (1 ottobre 2013), ISBN-10: 8861842968 ISBN-13: 978-8861842960
  • Luigi Rocchetti, Le gioie sepolte. Scultura greca del periodo arcaico, Arbor Sapientiae, 01/01/2018, EAN:9788894820850

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 18 luglio 2021.

Approfondisci la lettura consultando le schede di altre sculture greche intitolate:

Consulta la pagina dedicata alla scultura di Lisippo, Atleta di Fano, sul sito della Villa Getty di Malibu.

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