Ofelia o Tomba di Giovinetta di Arturo Martini

Ofelia o Tomba di Giovinetta è una scultura di Arturo Martini che fu dimenticata per molto tempo. Quando venne esposta alla prima mostra in ricordo del maestro fu considerata un moderno esempio di scultura funeraria.

Arturo Martini, Ofelia o Tomba di Giovinetta, 1934, Terracotta, cm 72 x 179.5 x 23. Milano, Pinacoteca di Brera

Descrizione. Il corpo annegato di ofelia esposto come una giovinetta

Il doppio titolo evoca il personaggio di Ofelia che annegò pazza cantando versi amorosi. La giovane ferita dall’abbandono di Amleto e dall’omicidio del padre Polonio si immerge nelle acque di un lago e annega. Nella scultura il corpo di Ofelia è già stato recuperato dalle acque e giace all’interno di un sarcofago. Il viso è voltato verso il buio della parete posteriore mentre il corpo è disteso. La giovane indossa un abito aderente che pare ancora intriso d’acqua. Anche i capelli paiono bagnati. Sopra la cassa è poggiato un telo che ricade in avanti ma lascia libera la vista del corpo.

Interpretazioni e simbologia

L’opera venne rivalutata dalla critica in seguito all’esposizione durante la prima mostra postuma del maestro. In quell’occasione Ofelia o Tomba di Giovinetta di Arturo Martini venne definita un rinnovato esempio di scultura funeraria.

I Committenti e la storia espositiva

Ofelia o Tomba di Giovinetta fu esposta alla seconda Quadriennale di Roma. Venne poi custodita molti anni presso la Galleria Milano, trasformata poi in Galleria Barbaroux. Nel 1946 venne ritrovata ed esposta nel 1947 alla prima mostra celebrativa di Arturo Martini a Treviso. La statua fu donata alla Pinacoteca di Brera dai collezionisti Maria e Emilio Jesi.

La storia dell’opera

La scultura ospite della Pinacoteca di Brera intitolata Ofelia è anche detta Ofelia o Tomba di Giovinetta. Presso la Pinacoteca è ospitata una seconda e più celebre scultura intitolata anch’essa Ofelia. 

Lo stile della scultura Ofelia o Tomba di Giovinetta di Arturo Martini

La scultura in terracotta di Arturo Martini intitolata Ofelia o Tomba di Giovinetta è formalmente simile a molte opere del maestro. Il corpo è modellato con forme sintetiche ed essenziali. Il volto è simile ad un ovale, il collo si avvicina ad un cilindro. Il corpo, avvolto nell’abito stretto che pare un sudario, assume un aspetto allungato.

La luce sulla scultura

L’illuminazione colpendo la scultura dall’alto illumina la parte superiore del sarcofago. Viene così evidenziato il telo poggiato sulla parte in alto che crea una cortina verso il basso. Il corpo disteso di Ofelia viene quindi illuminato ulteriormente nella sua posizione distesa. Lo spazio vuoto tra il telo e il corpo sottostante risulta così in totale ombra. Il viso della giovane è rivolto proprio questo spazio buio che rappresenta l’aldilà.

Approfondisci con le altre opere di Arturo Martini intitolate: Annunciazione, La Convalescente, Bevitore.

Interazione con lo spazio

La scultura è inserita all’interno di una forma regolare. Il parallelepipedo che comprende le forme è cavo all’interno in corrispondenza del vuoto sopra il corpo di Ofelia. Questa zona scura si comporta come una porta verso l’oscurità. Lo spazio sembra risucchiato attraverso il varco nero che introduce all’oltretomba.

La struttura della statua

La forma che comprende tutta la scultura è quella di un parallelepipedo. In alto il telo con le pieghe oblique ammorbidisce la rigidità della cassa. In basso il corpo è disposto in orizzontale e la sua massa rispecchia la massa superiore del sarcofago.

Consulta la pagina dedicata alla statua di Arturo Martini, Ofelia o Tomba di Giovinetta, sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.