Apparizione della Vergine a San Bernardo di Filippino Lippi

Apparizione della Vergine a San Bernardo di Filippino Lippi è un dipinto nel quale le forme allungate ricordano la pittura di Sandro Botticelli.

Filippino Lippi, Apparizione della Vergine a San Bernardo, 1482 ca., olio su tavola, 210 x 195 cm. Firenze, Badia Fiorentina

Descrizione del dipinto Apparizione della Vergine a San Bernardo di Filippino Lippi

La Madonna è accompagnata da quattro angeli. Due di loro si trovano a sinistra, dietro la Vergine, uno invece osserva San Bernardo all’ombra del leggio. Maria indossa una veste dal colore rosso mentre l’ampio mantello è blu scuro decorato in oro. Il Santo, a destra, indossa un ampio saio chiaro con cappuccio e maniche molto larghe. È seduto su di un sedile improvvisato e scrive appoggiato ad un leggio di legno costruito su un tronco secco. Accanto a lui sono impilati alcuni voluminosi manoscritti vergati in caratteri gotici. Sopra di essi è fissato un cartiglio con il motto “sustine et abstine”.

In basso a destra, inoltre, si trova il committente dell’opera. Indossa un abito scuro con colletto rosso. Guarda verso la Madonna e prega con le mani giunte sollevate in alto. All’interno della grotta che si trova alle spalle di San Bernardo, nell’ombra si scorgono un gufo e un diavolo che addenta una catena. In alto, di fronte al monastero, i compagni di San Bernardo osservano con timore un bagliore dorato nell’angolo in alto a sinistra del cielo. Ancora più in alto due monaci trasportano un loro compagno anziano verso il monastero. Infine, la scena è ambientata all’aperto in un paesaggio roccioso al sommo del quale si scorgono alcune abitazioni di campagna.

Interpretazioni e simbologia dell’Apparizione della Vergine a San Bernardo di Filippino Lippi

Il religioso al quale appare la Vergine è san Bernardo da Chiaravalle. Il monaco è seduto al suo scrittoio e compone le lodi in onore della Madonna. La scritta latina “Sustine et abstine” si può tradurre in italiano come “sopporta il dolore e astieniti dai beni apparenti”. Il motto è attribuito al filosofo stoico greco Epittèto (50 – 138 d.C.). La scritta riassume l’etica della filosofia stoica che impone di astenersi dalle situazioni che non si possono controllare sopportando gli eventi del fato poiché sono provvidenziali e necessari.

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I committenti, le collezioni e la storia espositiva

Il committente del dipinto è rappresentato in basso a destra.

L’artista e la società. La storia dell’opera Apparizione della Vergine a San Bernardo di Filippino Lippi

L’opera risale a circa il 1482.

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Lo stile del dipinto Apparizione della Vergine a San Bernardo di Filippino Lippi

Filippino Lippi fu un artista del primo Rinascimento, nato nel 1457 e morto nel 1504. L’artista segnò un importante momento di passaggio dalla cultura pittorica di fine Quattrocento al periodo successivo del Rinascimento. Le prime opere sono caratterizzate dall’esasperazione della linearità delle forme di Botticelli. Nel corso della sua carriera pittorica giunse poi a creare torsioni dei corpi, scene fantastiche e atmosfere inquiete che anticiparono il Manierismo. Nel dipinto intitolato Apparizione della Vergine a San Bernardo i tronchi quasi antropomorfi creano un’atmosfera irreale e inquietante. I dettagli particolareggiati poi richiamano lo stile dei pittori fiamminghi. Invece, la grazia e la bellezza ideale dei volti sembrano ispirarsi alle figure di Sandro Botticelli. Nell’insieme, però, le forme e i personaggi risultano allungati verso l’alto. Infine, le posture e i gesti dei personaggi determinano un certo movimento della scena.

La tecnica

L’opera fu dipinta con la tecnica ad olio su tavola, la stessa utilizzata da Antonello da Messina per i suoi celebri ritratti. Altri artisti del Quattrocento in Italia come Mantegna, negli stessi anni sperimentavano già la tela come supporto.

Il colore e l’illuminazione

Nell’insieme il dipinto di Filippino Lippi presenta una tonalità calda su tutto il paesaggio. Solamente una piccola porzione di cielo è colorata di azzurro brillante. Nell’immagine vi sono forti contrasti chiaroscurali che creano volumi molto accentuati. La luce esterna che illumina la scena in modo radente rivela gli spigoli delle rocce, i monaci e, le figure in primo piano.

Lo spazio

La scena si svolge all’esterno in un paesaggio collinare. Filippino Lippi utilizzò in modo corretto la prospettiva geometrica per descrivere l’architettura del monastero. Il resto della scena è descritta, invece, con indicatori spaziali che chiariscono i rapporti tra le figure.

La sovrapposizione dei corpi è utilizzata nel gruppo in primo piano per suggerire la profondità. La prospettiva di grandezza, invece, chiarisce la distanza tra le varie parti della scena. A sinistra, il paesaggio lontano invita lo sguardo dell’osservatore verso l’orizzonte. Il punto di vista del fedele che osserva il dipinto si trova alla stessa altezza della scena in primo piano. In secondo piano sono disposti i monaci di fronte all’edificio e in terzo piano, in alto, i tre monaci che si avvicinano.

La composizione e l’inquadratura

L’opera è di forma rettangolare con inquadratura verticale che permette di rappresentare anche le scene lontane e in alto. San Bernardo si trova leggermente a destra del leggio che è posto al centro del dipinto. A destra è raffigurato inoltre il committente in posizione molto ribassata. Gli angeli e la Vergine sono raggruppati a sinistra.

Meno della metà superiore è riservata al paesaggio. Inoltre, la metà destra è dedicata alle figure umane mentre a sinistra compaiono le componenti divine. La struttura compositiva inoltre è suddivisa ortogonalmente. A partire dall’alto a sinistra si trova il paesaggio, poi il monastero con i monaci, quindi il committente e San Bernardo, infine, la Vergine e gli angeli.

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Bibliografia

  • Giulia Cosmo, Filippino Lippi, serie Art dossier, Giunti, Firenze 28809020316001. ISBN
  • Stefano Zuffi, Il Quattrocento, Milano, Electa, 2004, ISBN 8837023154
  • Patrizia Zambrano Jonathan Katz Nelson, Filippino Lippi, Milano, Electa, 2004
  • Mauro Zanchi, Filippino Lippi e l’Umanesimo fiorentino, Firenze, Giunti, 2011, ISBN 978-88-09-76483-5.

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 22 marzo 2021.

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