Le tre Grazie di Antonio Canova. Felicità e bellezza per l’umanità

Antonio Canova scolpì Le Tre Grazie per Giuseppina di Beauharnais, la prima moglie di Napoleone. Una copia fu realizzata per John Russell, VI duca di Bedford.

Antonio Canova, Le tre Grazie, 1813-1816, marmo, h 182 cm, San Pietroburgo, Museo dell’Hermitage

Le Tre Grazie rappresentate nella scultura sono le tre figlie di Zeus: Eufrosine, Talia, Aglaia.

Le tre divinità, secondo la mitologia, donavano felicità e bellezza al mondo e al genere umano. Un precedente artistico importante è il dipinto di Raffaello Sanzio, dallo stesso titolo, e conservato presso il Musée Condé. Questo gruppo scultoreo è considerato dagli storici uno dei più importanti di Canova che fu uno più importanti esponenti del Neoclassicismo.

Nude come le statue della Grecia antica Le tre Grazie non esprimono erotismo,ma bellezza ideale

Le sorelle si abbracciano in atteggiamento amorosamente familiare. La sorella centrale si trova più in alto e viene abbracciata dalle altre due ai lati. La Grazia di sinistra è addossata ad un pilastro decorato con un festone di fiori. L’unico panneggio presente è avvolto morbidamente intorno al braccio della fanciulla di destra. Passa, poi, al centro e, quindi ricade sulla gamba della grazia di destra come per legare idealmente le tre figure. I capelli sono scolpiti da Canova con grande abilità tecnica. Infatti sembrano cadere in ciocche molto realistiche. La composizione è triangolare con il vertice nella capigliatura della grazia centrale. Le braccia si intrecciano creando una serie di linee curve che avvolgono le ragazze. Al fine di dare alla superficie delle statue un aspetto più realistico, Canova ricopri il marmo con una patina di colore rosa.

Il gruppo scultoreo delle Tre Grazie è stato progettato per essere visto frontalmente.

La sorella centrale è scolpita frontalmente rispetto allo spettatore. Quella di sinistra di spalle, con il volto leggermente inclinato e quella di destra, sempre di spalle con il volto di profilo. Canova ne Le tre Grazie è stato capace di rappresentare, attraverso gli sguardi e le carezze un simbolo di affetto familiare. La nudità delle fanciulle non ha un valore erotico ma esprime il concetto di bello ideale attraverso la perfezione fisica dei soggetti. La luce scivola morbidamente sui corpi delle Grazie senza creare ombre profonde. Il modellato è privo di asperità muscolari e tensioni. Canova, infatti, ha creato dei corpi femminili morbidi e armoniosi. I glutei, ad esempio, sembrano subire naturalmente l’attrazione dal basso.

Le posizioni dei corpi de Le Tre Grazie sono estremamente misurate ed eleganti

Non si tratta di una scultura priva di espressione emotiva. Il Neoclassicismo preveda una lettura più razionale, ispirata alla bellezza calcolata sulle proporzioni. Nonostante questo vincolo estetico il volto del Le tre Grazie esprime una resa affettiva che chiarisce il rapporto tra le giovano donne. Canova fu artefice di ritratti idealizzanti e classici come quello di Paolina Bonaparte.

Una versione de Le tre Grazie realizzata successivamente da Canova si trova esposta al Victoria and Albert Museum di Londra.
A commissionare l’opera, inizialmente, fu Giuseppina di Beauharnais, la prima moglie di Napoleone che, però, morì nel 1814 e non vide mai la statua. Ugo Foscolo, ammiratore dell’opera di Canova, dedicò un sonetto all’artista.

Consulta la pagina dedicata alla scultura di Antonio Canova, Le Tre Grazie, sul sito del Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo.