Castelfusano di Alfredo d’Andrade

Castelfusano è un dipinto poco noto dell’architetto Alfredo d’Andrade noto per aver restaurato importanti edifici del passato. In particolare a Torino progettò il famoso Borgo Medioevale adiacente al castello del Valentino.

Alfredo d’Andrade, Castelfusano (Temporale sulla palude di Castelfusano), 1867, olio su tela, cm 118,5 x 78,5. Torino, Galleria d’Arte Moderna

Descrizione

Il cielo occupa tutta la parte superiore del dipinto ed è separato dalla palude da una linea scura di terra molto sottile. Tra le nuvole traspare la luminosità del sole nascosto. Sull’acqua del lago invece la luce crea riflessi verticali in prossimità della riva opposta. In primo piano invece è occupato dalle nuvole riflesse.

I Committenti e la storia espositiva

Il dipinto intitolato Le paludi di Castelfusano fu presentato nel 1871 alla Promotrice di Torino. Il dipinto di Alfredo d’Andrade si trova dal 1931 alla galleria d’arte di Torino grazie alla donazione di Ruy d’Andrade.

La storia dell’opera

L’opera intitolata Castelfusano di Alfredo d’Andrade fu datata 1867 da Rui d’Andrade. Fu anche riprodotta in seguito e intitolata Trovada sopre o paul de Caste Fusano (Temporale sulla palude di Castelfusano). Alfredo d’Andrade dipinse più vedute di Castelfusano. Alcune di esse sono conservate presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino. Le radici di questa serie di opere sono da rintracciarsi nei viaggi che d’Andrade compì a Roma nel 1862 e tra il 1866 e il 1867. L’artista visitò le campagne della zona ripercorrendo i tragitti di Vittorio Avondo.

Consulta anche l’opera di Leonardo Bistolfi intitolata: Paesaggio con corso d’acqua

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Lo stile del dipinto Castelfusano di Alfredo d’Andrade

In Castelfusano vi sono Infatti alcune vicinanze stilistiche tra d’Andrate e Avondo. Stesse somiglianze di stile avvicinano poi la poetica di d’Andrade a quella di Fontanesi. Nonostante questi punti di contatto i critici segnalano una maggiore essenzialità nella composizione di Castelfusano che rende l’opera del tutto moderna. Come lo specchio d’acqua della palude anche il cielo è ingombro di chiaroscuri e movimenti di pennellate. Le nubi vorticano nel cielo soprattutto nella parte centrale e a destra grazie a contrasti di colore nero, grigio e azzurro chiaro. Sull’acqua della palude, invece, le pennellate sono verticali e allungate, riflettono la linea di terra lontana e il chiarore del cielo.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto che raffigura il paesaggio lacustre è illuminato da una luce bianca e argentata. I colori utilizzati da Alfredo d’Andrade sono terrei e caldi. La terraferma è colorata in ocra e marrone mentre il cielo e il lago con grigio e bagliori di giallo chiaro.

Lo spazio

La spazialità che si crea nel piccolo dipinto è al limite del percepibile. Infatti solo la sottile linea del terreno in profondità crea un chiaro riferimento spaziale. Considerata l’assenza di altre forme interpretabili la linea di orizzonte una volta interpretata permette di decodificare le altre zone dell’immagine come cielo e lago.

La Composizione e l’inquadratura

La linea del paesaggio lontano divide il quadro in due metà orizzontali. La metà superiore comprende il cielo ed è maggiore rispetto a quella inferiore del lago. Le colline in lontananza si abbassano verso il centro creando una certa simmetria speculare che rende centrale la composizione.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Alfredo d’Andrade, Castelfusano (Temporale sulla palude di Castelfusano), sul sito della Galleria d’Arte Moderna di Torino.