Alessandro a cavallo

Alessandro a cavallo è una scultura in bronzo di modeste dimensioni che riproduce un originale probabilmente realizzato dallo scultore greco Lisippo.

Alessandro a cavallo, Copia romana da originale della fine del IV secolo a.C., bronzo, altezza 47,5 cm. Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Indice

Descrizione della statua Alessandro a cavallo

Alessandro Magno è in sella al suo cavallo che si impenna, armato probabilmente di lancia che punta contro il nemico. Alessandro indossa una corazza e una clamide che ricade dietro la schiena, ha i capelli liberi e non porta l’elmo. Il condottiero si volta poi alla sua destra tenendosi saldo in sella con le gambe e la mano sinistra. Il cavallo è impennato e poggia solo sulle gambe posteriori.

Interpretazioni e simbologia della statua Alessandro a cavallo

Lisippo fu lo scultore ufficiale di Alessandro Magno. Lo scultore accompagnò il condottiero per tutta la vita e lo ritrasse fin dall’età dell’adolescenza. Servì poi un altro suo discendente il re Cassandro I. Per il condottiero greco l’artista realizzò infatti un gruppo di statue per celebrare la vittoria nella battaglia del Granico. Le statue in bronzo ad oggi, sono perdute e sopravvivono copie romane. Una di queste è custodita presso il Museo Archeologico di Napoli.

Il viso di Alessandro Magno è quello ricordato dalla tradizione con occhi grandi e capelli lunghi e fluenti.

Lo scontro del Granico si tenne in prossimità del fiume che scorreva nei pressi di Troia.

La posizione che assume Alessandro è molto vicina a quella ritratta nel mosaico di Pompei intitolata Mosaico della battaglia di Alessandro.

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I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Lisippo probabilmente ricevette l’incarico di scolpire un gruppo per commemorare i cavalieri morti in seguito ad un’azione di guerra. Le statue dovevano essere poste nel santuario di Zeus a Dione che era una città sacra della Macedonia e si trovava ai piedi del monte Olimpo. La copia romana è esposta presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

La storia dell’opera Alessandro a cavallo

La statua di Alessandro a cavallo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli è attribuita a Lisippo. Si tratta di una copia del primo secolo avanti Cristo dall’originale in bronzo del 334 avanti Cristo. Il piccolo bronzo fu ritrovato a Ercolano in provincia di Napoli.

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Lo stile di Alessandro a cavallo

Lo stile di Lisippo fu caratterizzato da un maggiore realismo rispetto a quello dell’età classica. Utilizzò sicuramente i canoni del maestro Policleto creando sculture regolate da precisi rapporti matematici ma impostate in modo meno rigoroso. Infatti i fisici dei personaggi sono più snelli e liberi nei movimenti. La sua scultura si trova quindi tra classicità ed ellenismo. I particolari della statua sono molto curati come le decorazioni della corazza, la dentatura del cavallo e la criniera.

La tecnica

La statua equestre di Alessandro è una fusione in bronzo di 50 cm di altezza.

La luce sulla scultura

La superficie della scultura è scura e lucida. Questa particolarità produce quindi ombre molto profonde e riflessi accesi sulle parti rilevate. La luce radente o orientata crea quindi un forte chiaroscuro che mette in risalto la muscolatura del cavallo e la tridimensionalità delle figure. Inoltre si creano chiaroscuri grafici che descrivono le superfici più dettagliate. Si mettono così ben in mostra la criniera del cavallo descritta da sottili incisioni parallele e la sua coda che è composta da ciuffi di peli. I finimenti del cavallo sono descritti da una sottile rilevanza come i calzari di Alessandro. I capelli del condottiero sono riuniti in ciocche mentre gli abiti sono mossi dal chiaroscuro creato dal panneggio della clamide e dalle balze del chitone.

Rapporto con lo spazio

La scultura equestre di Alessandro Magno è di modeste dimensioni e si offre alla vista dell’osservatore alla stessa altezza dello sguardo. Il cavallo si impenna e sembra balzare in avanti mentre il condottiero si volta verso la sua destra. La prospettiva che permette quindi la totale visione dell’opera è quella con il busto di Alessandro in posizione frontale. Da questa posizione il cavallo è laterale e offre la sua migliore prospettiva. Infine la scelta di far ruotare il busto di Alessandro e il suo viso permette così di osservare la figura umana e quella dell’animale dal miglior punto di vista.

La struttura

Il cavallo e Alessandro formano una massa sostenuta dalle sole zampe posteriori. Per rafforzare la statica della scultura è presente un sostegno metallico che unisce il torace dell’animale con la base di forma rettangolare.

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Bibliografia

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  • Antonietta Viacava. L’atleta di Fano, Roma, Edizioni L’Erma di Bretschneider, 1994. ISBN 88-7062-868-X.
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  • Luigi Rocchetti, Le gioie sepolte. Scultura greca del periodo arcaico, Arbor Sapientiae, 01/01/2018, EAN:9788894820850

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 1 dicembre 2020.

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