Mosè che difende le figlie di Jetro di Rosso Fiorentino

Nel dipinto del manierista Rosso Fiorentino, Mosè che difende le figlie di Jetro, il profeta difende le giovani figlie del sacerdote importunate da alcuni pastori madianiti. Mosè riceve come ringraziamento in sposa la figlia di Jetro di nome Sefora.

Rosso Fiorentino, Mosè che difende le figlie di Jetro, 1523?, tecnica, misure. Firenze, Galleria degli Uffizi

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Indice

Descrizione di Mosè che difende le figlie di Jetro di Rosso Fiorentino

In primo piano si osservano due corpi nudi di uomini. Uno di essi, quello sulla destra, è esanime e così anche l’altro, sulla sinistra. Dietro, in centro si trova Mosè, nudo anch’esso, solamente coperto da un mantello blu. Il profeta sta costringendo un altro uomo con una presa al braccio destro facendolo inginocchiare. Sulla destra un altro uomo è a terra e sta urlando il proprio dolore. Dietro a questo si intravedono alcuni animali, pecore e cavalli che le ragazze conducono ad abbeverarsi.

Verso l’alto sulla destra, in prossimità dell’angolo, si trovano le giovani nude in atteggiamento difensivo. Le figlie di Jetro sono evidentemente spaventate e solo una di loro, in abito blu, si vede chiaramente nella totalità della sua figura. Nell’angolo opposto, a sinistra un uomo sta correndo verso le donne. È nudo anch’esso, nella corsa i capelli e il mantello sono spinti indietro dal vento. Salendo verso l’alto si intravede una balaustra e dietro di essa le donne che stanno correndo verso le abitazioni. Gli edifici all’estremità in alto del dipinto sono molto piccoli e appena percepibili.

Interpretazioni e simbologia di Mosè che difende le figlie di Jetro di Rosso Fiorentino

Il tema trattato nel dipinto è considerato veterotestamentario. Inoltre permise al Rosso di unire nello stesso dipinto sacro con profano. Vasari sintetizzò il soggetto del dipinto definendolo “storia di Mosè che ammazza l’Egizio“.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Giovanni Bandini commissionò il dipinto a Rosso Fiorentino. Francesco I re della Francia acquistò poi l’opera nel 1530. Il dipinto però compare nel 1588 in un inventario del Casino di San Marco a Firenze. Secondo alcuni storici a Firenze rimase una copia realizzata come testimonianza del dipinto.

L’artista e la società. La storia dell’opera Mosè che difende le figlie di Jetro di Rosso Fiorentino

Rebecca ed Eliezer è un altro dipinto di Rosso Fiorentino considerato quasi un gemello di Mosè che difende le figlie di Jetro. Giovanni Cavalcanti fu il committente dell’opera che Secondo Vasari fu venduta in Inghilterra. Ad oggi, però non si hanno più sue tracce. Entrambe le opere testimoniano la propensione di Rosso Fiorentino a rimanere fedele alla tradizione della città. Così i suoi fedeli committenti. Invece la maggior parte dei protagonisti della vita culturale, politica e commerciale di Firenze si aprivano allo scambio con l’estero, soprattutto la Germania.

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Lo stile di Mosè che difende le figlie di Jetro di Rosso Fiorentino

I riferimenti ai grandi maestri del Rinascimento, come Michelangelo, sono evidenti in questo dipinto.

Il chiaroscuro è particolarmente efficace, non però drammatico. Nelle zone d’ombra infatti, il colore è più scuro, ma non nero o grigio. Solamente l’uomo in alto a sinistra tende ad avere un chiaroscuro più deciso. Nell’insieme la volumetria è ben costruita. Soprattutto, l’abito azzurro della fanciulla a destra, in alto è ben tornito. Il colore chiaro e la superficie brillante di questo tessuto danno la possibilità a Rosso Fiorentino di creare una volumetria molto interessante.

Il colore e l’illuminazione

I due corpi in primo piano e quelli in secondo piano occupano più della metà del dipinto. Infatti il gruppo dei cinque uomini combattenti di carnagione chiara arriva fin quasi al limite superiore del quadro. L’uomo, in alto, a sinistra, possiede una carnagione più intensa virata verso il rosso mattone. Stesso colore si trova sulla balaustra che mette in comunicazione gli uomini con le figure femminili. Solamente il blu e l’azzurro del mantello, delle vesti e della piccola porzione di cielo fanno da contrappunto freddo al resto del cromatismo. Il pavimento sul quale avviene la lotta è grigio, tendente comunque, anch’esso ad un tono caldo.

La luce proviene dall’alto la sinistra. È una luce direzionale e intensa. Infatti, le ombre che crea sono nette e permettono di costruire un chiaroscuro efficace. Le parti illuminate sono distribuite su tutto il piano dell’opera. Soprattutto, nel triangolo compositivo che comprende I tre uomini in primo piano e sul gruppo di donne in alto a destra. Lo spazio che si forma è fortemente contratto, di tipo teatrale. Le figure sembrano infatti, disposte su di un palcoscenico. La profondità è creata dal corpo dipinto di scorcio a destra e dalla sovrapposizione dei corpi. Anche la prospettiva di grandezza dei volti contribuisce a dare la sensazione della  distanza.

Lo spazio

Nel primo piano con la figura dei cinque uomini in lotta si forma una zona di azione circolare. Parte dall’uomo di destra che sta urlando e prosegue in senso orario sul sesso dell’uomo disteso. Passa attraverso la testa dei due uomini di sinistra e sale verso il braccio costretto da Mosè proseguendo sugli sguardi degli animali. Il cerchio si chiude sul volto dell’uomo di destra. La parte superiore del dipinto è una scena a se stante con l’uomo che sta giungendo da sinistra a minacciare le donne di destra. In questo caso il movimento è diretto da sinistra verso destra.

La composizione e l’inquadratura

La base del triangolo compositivo è data dal braccio dell’uomo di destra, disteso in primo piano, parallelamente al bordo del dipinto. I due lati del triangolo salgono fino al vertice, sul braccio alzato dell’uomo in centro. Come spesso avviene nei quadri di Rosso Fiorentino, un vero provocatore, il centro è il sesso dell’uomo in piedi. Un’altra linea orizzontale si forma quasi al centro dell’opera. È assecondata dalla gamba piegata di Mosè e dalle zone di colore contrastante del mantello e delle ombre.

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Bibliografia

  • Elisabetta Marchetti Letta, Pontormo, Rosso Fiorentino, Scala, Firenze 1994. ISBN 88-8117-028-0
  • Antonio Natali, Rosso Fiorentino. Leggiadra maniera e terribilità di cose stravaganti, Silvana Collana: Monografie di grandi artisti, 2007, EAN: 9788836606313, ISBN 88-366-0631-8 C
  • Falciani, A. Natali, Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della «maniera». Catalogo della mostra (Firenze, 8 marzo-20 luglio 2014), C. Falciani, A. Natali Editore: Mandragora, 2014, EAN: 9788874612192
  • Ludovica Sebregondi, Antonio Natali, James Bradburne, Pontormo e Rosso Fiorentino a Firenze e in Toscana, Maschietto Editore, 2014, EAN: 9788863940657
  • Antonio Natali, Carlo Falciani, Rosso Fiorentino. Ediz. illustrata, Giunti Editore Collana: Dossier d’art, 2014, EAN: 9788809995277
  • Flavio Unia, Rosso Fiorentino. L’incanto e lo spavento, Curatore: Luca Stefano Cristini, Soldiershop Collana: Bookmoon art, 2017, EAN: 9788893272902

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 1 luglio 2022.

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Leggi La vita e tutte le opere di Rosso Fiorentino

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