Storie di Virginia di Filippino Lippi

Storie di Virginia di Filippino Lippi è una tavola dipinta nella quale sono raffigurati tre momenti decisivi della tragica vicenda.

Filippino Lippi, Storie di Virginia, 1478-1480, tempera su tavola, 45 x 126 cm. Parigi, museo del Louvre

Indice

Descrizione del dipinto Storie di Virginia di Filippino Lippi

Nel dipinto la tragica vicenda di Virginia viene raccontata nello stesso spazio pittorico con tre momenti diversi della narrazione. Al centro si svolge il processo alla presenza dei protagonisti. Ai lati invece, due momenti importanti tra i quali l’omicidio di Virginia.

Interpretazioni e simbologia del dipinto Storie di Virginia di Filippino Lippi

Il dipinto di Filippino Lippi si ispira alla vicenda raccontata dallo storico romano Tito Livio. Appio Claudio, un decemviro, si innamora di Virginia figlia del plebeo Lucio Verginio. La ragazza è però promessa al tribuno della plebe Lucio Icilio. Virginia resiste e va incontro alla morte.

Appio Claudio non riesce a convincere Virginia con il denaro e la fa rapire dal suo cliente Marco Claudio facendola dichiarare sua schiava. Il popolo, però, nel foro, mette in salvo la ragazza. Marco Claudio, così, porta la causa in tribunale sostenuto da Appio Claudio. Durante il processo guidato da Appio Claudio i Decemviri, la dichiarano schiava di Appio Claudio. Il padre e il marito di Virginia chiedono clemenza e la liberazione della congiunta.

In seguito però per preservare l’onore di Virginia la uccidono. La sua morte scatena così la rivolta del popolo romano. La scena rimanda alla virtù di una giovane donna, preservata dal padre e dal marito. Come nel caso di Morte di Lucrezia, la sua rappresentazione veniva usata come modello di comportamento per le giovani spose.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Storie di Virginia si trova al museo del Louvre di Parigi mentre la tavola simile, intitolata Morte di Lucrezia si trova, invece, presso la Galleria Palatina di Firenze. Fu acquisito dal museo francese, nel 1863, attraverso la collezione Campana.

La storia dell’opera intitolata Storie di Virginia

Il giovane Filippino Lippi iniziò a operare accanto al padre, l’ex frate Filippo Lippi. Nacque nel 1457 e, morendo nel 1504 fu un protagonista della pittura del secondo Quattrocento fiorentino.

La funzione della tavola era, probabilmente, quella di decorare il lato di un cassone matrimoniale. L’uso di far decorare tali manufatti da artisti di fama era, infatti, comune nella Firenze del Quattrocento.

Di Filippino Lippi si ricordano altre opere dalla stessa funzione quali Ester scelta da Assuero al Museo Condé di Chantilly. Anche Sandro Botticelli, maestro di Filippino, dipinse Storie di Lucrezia all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston e le Storie di Virginia che si trova all’Accademia Carrara di Bergamo. In passato la tavola è stata attribuita anche a Sandro Botticelli o alla collaborazione tra i due. Attualmente gli storici concordano sull’attribuzione a Filippino Lippi.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile della tavola con le Storie di Virginia

Storie di Virginia è un’opera del 1478-1480 circa, di contenuto storico realizzata nel periodo di apprendistato di Filippino Lippi presso la bottega di Sandro Botticelli nella quale entrò nel 1472.

I personaggi sono dipinti con uno stile ispirato alle opere del maestro. Prevalgono, infatti, i contorni sinuosi e le pose eleganti. I panneggi svolazzanti e le posture composte sono tipiche dell’opera di Botticelli. I personaggi sono particolarmente disomogenei e animati, ma l’unità narrativa è garantita dal raccordo dello sfondo architettonico.

La tecnica

Il dipinto è una tempera su tavola, una tecnica molto comune fino alla fine del Quattrocento nel territorio italico.

Il colore e l’illuminazione

Nel primo piano e sull’edificio a sinistra predominano i colori caldi. Nel paesaggio di fondo e nelle architetture classiche invece i colori sono freddi e grigi.

Lo spazio

I tre momenti della narrazione sono ambientati nello spazio aperto antistante un colonnato chiuso al centro per ospitare il tribunale. Oltre le arcate si intravede un paesaggio lacustre a destra e l’ingresso di una città fortificata a sinistra.

La composizione e l’inquadratura

Storie di Virginia è un pannello rettangolare molto sviluppato in orizzontale. Tale formato permette infatti di ambientare nello stesso spazio i tre momenti del racconto.

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Bibliografia

  • Giulia Cosmo, Filippino Lippi, serie Art dossier, Giunti, Firenze 28809020316001. ISBN
  • Stefano Zuffi, Il Quattrocento, Milano, Electa, 2004, ISBN 8837023154
  • Patrizia Zambrano Jonathan Katz Nelson, Filippino Lippi, Milano, Electa, 2004
  • Mauro Zanchi, Filippino Lippi e l’Umanesimo fiorentino, Firenze, Giunti, 2011, ISBN 978-88-09-76483-5.

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 18 marzo 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Filippino Lippi, Storie di Virginia, sul sito del museo del Louvre di Parigi.

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