L’occhio cacodilato di Francis Picabia

L’occhio cacodilato (L’oeil cacodylate) di Francis Picabia risale al 1921 quando l’artista era ricoverato a causa di una malattia oculare.

Francis Picabia, L’occhio cacodilato (L’oeil cacodylate), 1921, olio e collage su tela, 148,6 x 117,4 cm. Parigi, Musée National d’Art Moderne, Centre Pompidou

Descrizione de L’occhio cacodilato di Francis Picabia

L’occhio che da il titolo al dipinto si trova in basso verso destra. La superficie della tela è invece interamente ricoperta di scritte, firme e immagini apposte dagli amici in visita a Francis Picabia.

Interpretazioni e simbologia de L’occhio cacodilato di Francis Picabia

Gli storici considerano L’occhio cacodilato (L’oeil cacodylate) di Francis Picabia come la testimonianza di un’epoca felice e spensierata. Il lavoro testimonia infatti la vitalità della cerchia di Picabia all’interno della cultura Parigina degli Venti del Novecento. Con questa operazione nata in modo spontaneo l’artista assume una nuova identità. I componenti del Dada infatti con i loro ready made consacrarono la figura di un artista in grado si tramutare un qualsiasi oggetto in un’opera d’arte semplicemente apponendo la propria firma.

I Committenti e la storia espositiva

Picabia presentò l’opera al Salon d’Autumne del 1921 e in seguito la collocò presso il leggendario cabaret Le Bœuf-sur-le-toit. Il dipinto di Francis Picabia si trova ora presso il Musée National d’Art Moderne, Centre Pompidou dal 1967.

La storia dell’opera

Francis Picabia realizzò L’occhio cacodilato in occasione di una propria esperienza di dolore del marzo 1921. L’artista soffriva di una malattia oculare, uno zoster oftalmico molto doloroso. Picabia esorcizzò quindi la malattia creando una serie di opere con l’occhio come soggetto. Per curarlo i medici gli prescrissero una particolare sostanza che da il nome al titolo. In seguito gli amici che andarono a trovarlo aggiunsero alcune foto, scritte, firme e altre immagini. L’occhio cacodilato diventò quindi un’opera collettiva e si configura come un’operazione concettuale il cui significato non può essere individuato se non si conosce la storia dell’opera. Racconta Man Ray che sul pavimento erano disposti molti contenitori di vernice a disposizione dei visitatori. Il lavoro giunse poi trasferito a casa della cantante Marthe Chanal e ulteriormente completato.

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Lo stile dell’opera L’occhio cacodilato di Francis Picabia

L’opera di Francis Picabia è nota con il titolo L’occhio cacodilato. Si tratta di una operazione dadaista nata dall’esperienza dell’artista che la realizzò con l’uso di collages, grafica e scrittura su tela. Nell’ottica della sperimentazione dadaista la tecnica utilizzata non fu una componente caratterizzante. Infatti Picabia come gli altri componenti del Dada utilizzò il linguaggio più adatto per creare la sua opera collettiva. Il tratto stilistico che avvicina L’occhio cacodilato dalle altre opere Dada è la leggerezza ludica del gesto creativo.

Il colore e l’illuminazione

La superficie assume una dominanza calda anche grazie al colore bruno dell’occhio e delle immagini incollate.

Amplia la ricerca con alcune opere Dada intitolate: Fontana, Regalo, Ferro da stiro con chiodi, e l. h. o. o. q. di Marcel Duchamp.

Lo spazio

La rappresentazione dello spazio virtuale è annullata considerando la natura non illusionistica dell’opera.

La composizione e l’inquadratura

L’occhio è rappresentato in basso a destra. Il resto della superficie diventa una trama di testi e immagini.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Francis Picabia, L’occhio cacodilato, sul sito del Musée National d’Art Moderne, Centre Pompidou di Parigi.

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