Leopardo di Antonio Ligabue

Leopardo di Antonio Ligabue è l’immagine di un animale della foresta che probabilmente l’artista ebbe modo di osservare nei circhi della zona.

Antonio Ligabue, Leopardo, 1955, ?, ?

Indice

Descrizione di Leopardo di Antonio Ligabue

Un grosso leopardo ruggisce e solleva la zampa sinistra con atteggiamento minaccioso. Il felino poi apre la bocca mostrando le zanne affilate e bianche. Sotto l’animale giace uno scheletro umano, in posizione composta e distesa.

In primo piano il suolo è rappresentato da zolle di terra scura mentre a destra si addensano gli alberi di una foresta lussureggiante. A sinistra invece si intravede un lago circondato da alture sul quale si riflette il blu del cielo.

Interpretazioni e simbologia dell’opera Leopardo di Antonio Ligabue

Ligabue traeva ispirazione per i suoi dipinti dalla memoria. Infatti le bestie feroci e la natura presenti in molti suoi quadri sono frutto di invenzione e ricordo. In gioventù l’artista aveva visitato spesso lo zoo e il giardino botanico di San Gallo in Svizzera. Inoltre il giovane Ligabue per un periodo forse visse al seguito di un circo.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Il mercato dell’arte scoprì Ligabue agli inizi degli anni Cinquanta del Novecento. Molte delle sue opere sono così proprietà di collezioni private.

La storia dell’opera Leopardo di Antonio Ligabue

Questo dipinto di Antonio Ligabue è datato 1955. L’artista al tempo aveva 56 anni e si apprestava ad affrontare gli ultimi dieci anni di vita durante i quali il suo lavoro fu riconosciuto e apprezzato. Con la notorietà venne anche un certo agio. Infatti Ligabue visse in condizioni di vagabondaggio fin dal suo arrivo in Italia nel 1919 a 20 anni. Dopo aver aggredito la madre affidataria le autorità svizzere lo allontanarono dalla nazione. Ligabue giunse così il 9 agosto del 1919 a Gualtieri, un paesino in provincia di Reggio Emilia. L’artista visse prima in un carro in riva al Po. A volte fu anche ospitato nelle fattorie del luogo e subì diversi ricoveri in Ospedali Psichiatrici della zona.

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Lo stile di Leopardo di Antonio Ligabue

Il modo di dipingere di Antonio Ligabue fu in continua evoluzione durante il corso degli anni e continuamente influenzato dalle sue frequentazioni umane. Nel 1928 il pittore Mazzacurati lo scoprì quando viveva senza dimora nelle campagne di Galtieri, in provincia di Reggio Emilia. Durante la guerra fu soccorso dallo Scultore Andrea Mozzali che lo ospitò nel 1941 dopo il primo ricovero in ospedale psichiatrico. Suo amico e protettore fu anche Arnaldo Bartoli un pittore di Guastalla. Ligabue lavorando presso lo studio di Bartoli poteva consultare alcuni libri illustrati con le immagini degli animali che animano i suoi dipinti.

Antonio Ligabue si può considerare un pittore naïf ma vista la complessità del personaggio la definizione risulta stretta.

La tecnica

Ligabue aveva limitate possibilità economiche e per dipingere utilizzava di solito materiali industriali. Infatti molti supporti delle opere sono lastre di faesite. Questo materiale conosciuto anche come masonite è formato da fibre di legno recuperate da lavorazioni industriali pressate e tenute insieme con resine sintetiche.

Il colore e l’illuminazione

Il Leopardo in primo piano e il terreno sono realizzati con colori caldi e terrosi. Lo sfondo invece si stacca decisamente perché presenta verdi e azzurri che descrivono il paesaggio naturale. Primo piano e sfondo sono quindi ben evidenziati da un contrasto di temperatura cromatica.

Lo spazio

Ligabue come fece in molti suoi dipinti realizzò un ambiente naturale ed esotico intorno all’animale. In primo piano il Leopardo poggia su zolle di terra scura. A destra poi si sviluppa una fitta foresta. A sinistra invece il paesaggio si apre su un lago circondato da colline.

Il primo piano occupa quasi interamente il dipinto con la figura del felino. Dietro l’animale si distende quindi la scenografia del secondo piano con le piante che si infittiscono a destra. La profondità dell’immagine poi si sviluppa a sinistra grazie ai piccoli alberi dipinti sulle colline in controluce.

La composizione e l’inquadratura

L’opera è di forma rettangolare e si sviluppa in orizzontale per assecondare la figura dell’animale. La struttura compositiva del dipinto è caratterizzata dallo sviluppo del corpo del Leopardo ancorato alla diagonale che sale da sinistra in basso. Questa strategia compositiva si ritrova spesso in altre opere di Antonio Ligabue come in Tigre con serpente.

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Bibliografia

  • Giuliano Serafini, Ligabue, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art Anno edizione: 2005; 2006, EAN: 9788809040908
  • Marzio Dall’Acqua, Antonio Ligabue, Castelvecchi, Collana: Le Navi, 2015, EAN: 9788869441318
  • S. Parmiggiani, Antonio Ligabue a Roma, Skira, Collana: Arte moderna. Cataloghi, 2016, EAN: 9788857233970
  • Francesca Villanti, Antonio Ligabue. L’uomo, il pittore, Skira, Collana: Arte moderna. Cataloghi, 2018, EAN: 9788857239828
  • Carlo Vulpio, Il genio infelice. Il romanzo della vita di Antonio Ligabue, Chiarelettere Collana: Narrazioni, 2019, EAN: 9788832961805
  • Renato Martinoni, Antonio Ligabue. Gli anni della formazione (1899-1919), Marsilio, Collana: Ricerche, 2019, EAN: 9788829702121
  • Giuseppe Caleffi, Antonio Ligabue e il mondo piccolo, Ed. Lui, 2019, EAN: 9788899339753

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 28 febbraio 2020.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Antonio Ligabue, Leopardo, sul sito della Fondazione Antonio Ligabue e il sito del Museo Antonio Ligabue di Gualtieri.

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