La Pala di Castelfranco di Giorgione

La Pala di Castelfranco di Giorgione ricorda la morte in giovane età del figlio del committente avvenuta in guerra combattendo a Ravenna per la Serenissima.

Giorgione, Pala di Castelfranco, Giorgione, Madonna col bambino tra i santi liberale e Francesco (Pala di castelfranco), 1500 – 1504, olio su tavola di pioppo, 200 X 152 cm. Castelfranco Veneto, Duomo

Indice

Descrizione della Pala di Castelfranco di Giorgione

Maria è seduta in alto al centro del dipinto e sorregge con la mano destra Gesù Bambino addormentato. Il trono sul quale siede poggia su un sarcofago di porfido che riporta lo stemma della famiglia Costanzo. La Vergine osserva in basso verso la tomba con uno sguardo triste e assente.

Due Santi poi sono in piedi ai lati di Maria. A sinistra si trova San Nicasio mentre a destra San Francesco. Entrambi i Santi guardano in direzione del fedele verso il fronte del dipinto. San Nicasio indossa un’armatura di metallo lucente e sorregge un vessillo con l’ordine di Malta. San Francesco invece porta la mano destra contro il petto e sembra invitare l’sservatore con un gesto della mano sinistra.

I personaggi sacri poggiano su un pavimento decorato con piastrelle che formano un motivo a scacchiera. Dietro di loro poi è presente un parapetto che pare un telo srotolato e teso. Sullo sfondo infine è visibile un ampio paesaggio collinare. Si riconoscono campagne, due piccole figure di soldati a destra e alcune rovine di un villaggio con fortezza a sinistra.

Interpretazioni e simbologia della Pala di Castelfranco

Il sarcofago sul quale poggia il trono è probabilmente quello del figlio del committente. Per questo la Vergine guarda verso il basso partecipando al dolore della famiglia.

I due Santi rappresentati ai lati della Vergine sono riconoscibili grazie agli attributi iconografici che indossano. Il Santo di sinistra è San Nicasio che si identifica grazie all’insegna dei Cavalieri di Malta. A destra si trova invece San Francesco che indossa il tipico saio francescano. In tempi passati gli storici interpretarono la figura del Santo di sinistra come San Giorgio o San Liberale patrono della città di Treviso. Altri invece identificarono il Santo come Nicasio perché venerato con Francesco in alcune città come a Messina. Tuzio infatti, il committente, era proprio della città siciliana. Suo fratello ed un figlio erano inoltre Cavalieri appartenenti all’ordine dei Cavalieri di Malta. Gli storici però non sono ancora concordi con questa lettura storica dei personaggi.

Come in altri dipinti i due Santi rivolti verso il devoto creano un tramite con il mondo divino rappresentato dalla Madonna e il Bambino. Anche l’architettura in primo piano e il paesaggio di sfondo sono le rappresentazioni del mondo umano e del mondo Celeste.

Giorgione non seguì la tradizione iconografica veneziana della Sacra Conversazione. Infatti dietro la figura dei Santi e della Vergine vi era solitamente uno sfondo con architetture. I personaggi della Pala di Castelfranco poggiano su un pavimento piastrellato ma oltre il parapetto l’artista dipinse un paesaggio ampio e disteso. Il tramonto che domina la scena è probabilmente simbolo di avvicinamento alla fine della vita. Invece le rovine ed i soldati che riposano nei campi alludono alla morte in guerra del figlio del committente.

I Committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Giorgione fu protagonista di una committenza esclusivamente privata. Invece la maggior parte degli artisti realizzava opere religiose su richiesta di autorità e ordini ecclesiastici.

Tuzio Costanzo, un condottiero della Repubblica Veneta, commissionò il dipinto a Giorgione per destinarlo alla cappella di famiglia nel duomo di Santa Maria Assunta e Liberale a Castelfranco Veneto. Il condottiero ordinò la realizzazione dell’opera in occasione della morte del figlio Matteo avvenuta in battaglia a Ravenna. Il ragazzo infatti morì tra la primavera del 1504 e l’estate del 1505 impegnato in una campagna militare ordinata dalla Repubblica di Venezia.

La Pala di Castelfranco di Giorgione si trova nel Duomo della città. L’effigie scolpita del figlio del committente si può vedere ancora oggi. Si trova su di una lapide tombale ai piedi dell’altare. In origine invece si trovava murata in un lato della Cappella di famiglia.

La storia della Pala di Castelfranco di Giorgione

La Pala di Castelfranco è l’unica Pala d’altare realizzata da Giorgione. L’opera ebbe una grande influenza sugli artisti veneti.

Ignoti ladri rubarono la pala dal Duomo di Castelfranco Veneto il 10 dicembre 1972. Le autorità la ritrovarono poi dopo circa tre settimane in un Casolare abbandonato. Il motivo del ritrovamento non fu accertato ma probabilmente avvenne in seguito al pagamento di un riscatto.

Il dipinto restaurato nel 2006 si trova nuovamente nel Duomo. Il volto del cavaliere in armatura non è quello originale. Un artista sconosciuto infatti lo ridipinse completamente. Inoltre una tavoletta che riproduce la stessa figura si trova presso la National Gallery di Londra.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile della Pala di Castelfranco di Giorgione

Giorgione fu un artista rinascimentale che gli storici considerano un maestro del tonalismo. Il termine definisce la pratica pittorica degli artisti veneti che si scostava da quella dei fiorentini più attenti al disegno. Giorgione utilizzò invece le differenze tonali per caratterizzare le varie parti dell’opera e le figure.

La figura di San Francesco infine riprende quella del Santo dipinta da Giovanni Bellini nella Pala di San Giobbe.

La tecnica

Giorgione dipinse la Pala di Castelfranco con colori a tempera su una tavola di pioppo di 200 X 152 cm. L’artista inoltre realizzò l’immagine attraverso sottili e luminose velature sovrapposte di colore trasparente.

Il colore e l’illuminazione

Nella Pala di Castelfranco il colore ha un importanza fondamentale nel costruire lo spazio. Infatti sono i diversi passaggi tonali che permettono di organizzare il primo piano rappresentato dal pavimento chiaro, dal secondo piano più scuro e ombreggiato e infine dallo sfondo brillante più sfumato e tendente al grigio. L’illuminazione dell’opera suggerisce che la scena si svolga al tramonto.

Lo spazio

I personaggi dipinti nella Pala di Castelfranco sono disposti su un pavimento piastrellato. Dietro di loro poi un telo disteso forma un parapetto che limita l’ambiente. Domina su tutta la scena l’alto trono che poggia sul sarcofago e su un alto basamento in marmo bianco. Lo sfondo invece è occupato da un paesaggio collinare aperto e disteso in lontananza.

Lo spazio è quindi organizzato attraverso la prospettiva geometrica del pavimento che descrive la distanza tra l’osservatore e i personaggi. La profondità della scena occupata dalla Vergine e dei Santi è identificabile poi grazie fughe del trono e del sarcofago. Infine dietro il parapetto, il paesaggio si distende e si definisce grazie alla prospettiva di grandezza delle figure dipinte come gli alberi, i due soldati e il paese in rovina.

La composizione e l’inquadratura

La Pala di Castelfranco è un grande dipinto di forma rettangolare, sviluppato in verticale. La struttura compositiva è centrale e disegna un triangolo nel quale sono compresi i personaggi. Agli angoli inferiori del triangolo infatti sono posti i due Santi mentre il vertice è rappresentato dal viso della Madonna.

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Bibliografia

  • G. Nepi Scirè, S. Rossi, Giorgione. «Le maraviglie dell’arte». Catalogo della mostra (Venezia, novembre 2003-febbraio 2004), Marsilio, 2003, EAN: 9788831783446
  • Augusto Gentili, Giorgione, Giunti Editore, Collana: Dossier d’art, 2017, EAN: 9788809992016
  • André Chastel, Abscondita, Collana: Miniature, 2018, EAN: 9788884166982
  • Sergio Alcamo, La verità celata. Giorgione, la «Tempesta» e la salvezza, Donzelli Collana: Saggi. Arti e lettere, 2019, EAN: 9788868438920

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 20 settembre 2019.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Giorgione intitolate:

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giorgione, Pala di Castelfranco, sul sito del Museo Casa Giorgone di Castelfranco Veneto.