La Crocifissione gialla di Marc Chagall

La Crocifissione gialla di Marc Chagall ritrae Cristo sulla croce circondato dalla devastazione della persecuzione come già nella Crocifissione bianca del 1938.

Marc Chagall, La Crocifissione gialla, 1942, olio su tela, 140 x 101 cm. Parigi, Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou

Indice

Descrizione de La Crocifissione gialla di Marc Chagall

Cristo è rappresentato in alto a destra con il corpo crocifisso e circondato da scene drammatiche. Si nota a destra uno shtetl in fiamme e alcune figure umane che di disperano. In basso, un ebreo vestito con abiti tradizionali ebraici regge un cartello mentre una donna fugge dalla distruzione con il figlio stretto in braccio. Una nave affonda tra le acque. Si vede inoltre un pesce che salta fuori dall’acqua del mare e una capra.

Interpretazioni e simbologia de La Crocifissione gialla di Marc Chagall

Chagall nella Crocifissione gialla riprese alcuni temi già proposti nella Crocifissione bianca del 1938. La sofferenza delle vittime dell’olocausto ebraico è rappresentata dalla sofferenza del Cristo Crocifisso.

Nel dipinto, Chagall interpreta la figura di Cristo come un martire ebraico. La figura di Gesù è marginale mentre un’ampia zona del dipinto in alto a destra è occupata da un grande rotolo di Torah di colore verde retto un angelo. Inoltre Gesù indossa intorno ai fianchi un tallit azzurro, uno scialle usato per le preghiere mattutine. Le immagini sparse sulla superficie dell’opera rimandano alle persecuzioni contro il popolo ebraico che si applicavano in quegli anni in Europa. L’uomo vestito di nero e la donna con il bambino ricordano la Sacra Famiglia in fuga verso Egitto, un tema tradizionale della pittura cristiano-cattolica.

Nell’opera è presente la figura di una imbarcazione che affonda. Probabilmente Chagall fece un riferimento al disastro di Struma avvenuto nel 1942. L’angelo sostiene i rotoli della Torah e soffia in uno shofar.

Il Cristo che Chagall ha raffigurato nelle due Crocifissioni della shoah è quindi diverso da quelli tradizionali che compaiono in altri suoi dipinti. Altre figure di Gesù sono infatti presenti ne la Resistenza del 1937-1938, Resurrezione del 1937-1938 e nel Martirio del 1940, alla Kunsthaus di Zurigo. Invece li accomuna tutti l’iscrizione di preghiere dipinta intorno ai fianchi.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La Crocifissione gialla di Marc Chagall è esposta a Parigi al Musée National d’Art Moderne ospitato il presso il Centre Georges Pompidou.

L’artista e la società. La storia de La Crocifissione gialla di Marc Chagall

L’opera di Marc Chagall dai toni drammatici risale al 1942. Chagall dipinse La crocifissione gialla a New York, qualche tempo dopo aver dipinto la crocifissione bianca del 1938. Nel dipinto compaiono figure di ebrei che corrono terrorizzate a causa delle fiamme che distruggono i loro villaggi.

Jürgen Moltmann, teologo riformato, si ispirò alla Crocifissione gialla di Marc Chagall mentre scriveva il testo per il libro intitolato Il Dio crocifisso. Moltmann descrisse la scena come un Cristo crocifisso che appare in una scena apocalittica con persone che annegano, altre in fuga dalle proprie case in fiamme e il fuoco che avvampa sullo sfondo.

Lo scrittore Chaim Potok si ispirò alle crocifissioni di Chagall nel romanzo popolare intitolato My Name is Asher Lev del 1972. Il protagonista del romanzo è un giovane artista ebreo che si confronta con l’immaginario cristiano che pervade la tradizione artistica occidentale. Inoltre prende coscienza di quanto l’immagine della Crocifissione sia un simbolo molto efficace nel rappresentare la sofferenza popoli perseguitati.

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Lo stile La Crocifissione gialla di Marc Chagall

Il dipinto di Chagall noto come Crocifissione gialla presenta molte delle caratteristiche dello stile maturo dell’artista. Le figure sembrano librarsi nell’aria e assumono posizioni instabili come fossero marionette di uno spettacolo. L’atmosfera della scena poi è onirica e possiede alcuni tratti in comune con le opere del Surrealismo. I colori infine sono accesi e irreali e usati per colpire la sensibilità dell’osservatore e ricordano i dipinti fauves.

La tecnica

La Crocifissione gialla è un dipinto ad olio su tela di 140 cm di altezza e 101 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto di Chagall non presenta una illuminazione verosimile e coerente con una fonte luminosa naturale o artificiale. Le figure sono rivelate infatti dalle campiture di colori che permettono di costruire le loro forme. I personaggi non sono poi definiti dal chiaroscuro prodotto da luce ma dai contrasti tra colori forti.

Lo spazio

La scena rappresentata nella Crocifissione gialla non è composta secondo le regole della prospettiva geometrica. Infatti la figura di Cristo è molto più grande delle altre. Si tratta forse di una sorta di prospettiva gerarchica che era applicata nei primi dipinti cristiani. Comunque la parte bassa del dipinto è riservata allo spazio umano mentre quella superiore è occupata dalle figure divine.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto di Chagall è di forma rettangolare e sviluppo verticale. Nell’inquadratura le figure si muovono apparentemente in modo casuale distribuendosi su tutta la superficie dell’opera. La figura inclinata di Cristo sulla croce è instabile e contribuisce a determinare il senso di precarietà e di dramma della scena.

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Bibliografia

  • Marc Chagall, La mia vita, SE, Collana: Saggi e documenti del Novecento, 2012, EAN: 9788877109446

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 13 febbraio 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Marc Chagall, La Crocifissione gialla, sul sito del Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou di Parigi.

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