Ritratto di Francesco Sassetti con il nipotino di Domenico Ghirlandaio

Un dipinto che ritrae un membro della importante famiglia di banchieri Sassetti. Il Ritratto di Francesco Sassetti fu dipinto da Domenico Ghirlandaio a partire da un disegno realizzato alla morte del notabile.

Domenico Ghirlandaio, Ritratto di Francesco Sassetti con il nipotino, 1490, tempera su tela, cm 62 x 46. Parigi, Musée du Louvre

Per realizzare il Ritratto di Francesco Sassetti, Domenico Ghirlandaio elaborò un disegno fatto alla morte del notabile

Domenico Ghirlandaio decorò per la famiglia di banchieri Sassetti una cappella nella Chiesa di Santa Trinita a Firenze. Fu, così, che alla morte di Francesco Sassetti l’artista venne incaricato di realizzare un suo un ritratto. Probabilmente, Domenico Ghirlandaio, utilizzò un disegno che ritrae il notabile ormai defunto. Ora, il disegno si trova al Nationalmuseum di Stoccolma e il Ritratto di Francesco Sassetti di Domenico Ghirlandaio è considerato la reinterpretazione in vita del volto del defunto.

Francesco Sassetti tiene in braccio un bambino, probabilmente un nipote. Il suo volto è chinato verso il piccolo mentre lo sguardo esprime una certa tristezza. Infatti, Sassetti sembra assente. Nonostante gli occhi siano rivolti verso il bambino, l’uomo sembra assorto in altri pensieri. Come per attrarre la sua attenzione, il piccolo tocca la spalla dell’anziano con la mano sinistra e cerca intensamente il suo sguardo. Inoltre il nipotino, con le labbra socchiuse e lo sguardo interrogativo sembra interrogarsi sulla reale presenza dell’uomo. La scena avviene all’interno di una stanza. Il muro di fondo è alleggerito da una finestra oltre la quale si sviluppa un paesaggio marino o lacustre.

Lo stile dell’opera di Domenico Ghirlandaio

Come in altre opere di Domenico Ghirlandaio, anche nel Ritratto di Francesco Sassetti, probabilmente, intervennero alcuni allievi. Il volto di Francesco Sassetti è chiaramente opera del Ghirlandaio. Lo testimonia, infatti, la efficace profondità psicologica con la quale è stato realizzato. Il volto del bambino, invece, risulta poco caratterizzato, quindi, possibile opera di aiuti. Anche il paesaggio che si scorge dalla finestra fu, forse, opera di allievi. L’artista fu autore di opere religiose di grande importanza come l’Adorazione dei Magi Tornabuoni.

Il colore e la luce

La gamma cromatica utilizzata è limitata all’uso di due toni principali. Innanzitutto il rosso, riservato all’abbigliamento dei personaggi. Poi il grigio che colora tutta la muratura. Anche il paesaggio è colorato con vari toni di grigio. Le colline colorate con grigio tendente al verde e, infine, la montagna e le colline all’orizzonte tendenti all’azzurro.

L’illuminazione è diffusa in primo piano e crea ombre poco profonde nelle pieghe degli abiti. Anche i volti risultano modellati con un chiaroscuro delicato. Esternamente, il paesaggio sembra colpito da una luce ideale che descrive le forme separandole dal contesto.

Lo spazio e la composizione

La descrizione dello spazio della stanza si limita alla sovrapposizione dei personaggi al muro di fondo. La profondità risulta così di pochi centimetri. Il paesaggio è descritto, nella successione in profondità, dalla sovrapposizione delle colline e dei monti. Contribuisce, poi, a far progredire lo sguardo in profondità la serpentina della strada. Si aggiunge a ciò la prospettiva aerea.

La composizione riserva la parte sinistra del dipinto alla figura di Francesco Sassetti. A destra, in basso, invece,  si trova il bambino, mentre in alto la finestra con il paesaggio. Lo sguardo è invitato a percorrere una traiettoria a parabola. Dall’incontro degli sguardi dei due personaggi, la curva si dirige all’orizzonte, oltre l’esile albero, rasentano colline e montagne.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Domenico Ghirlandaio, Ritratto di Francesco Sassetti con il nipotino, sul sito del Musée du Louvre di Parigi.