Crocifissione di Gerardo Dottori

La Crocifissione di Gerardo Dottori è un dipinto di arte sacra realizzato dall’artista italiano durante la stagione del secondo futurismo.

Gerardo Dottori, Crocifissione, 1927, olio su tela, 170 x 133 cm. Città del Vaticano, Musei vaticani, Collezione d’Arte Contemporanea

Indice

Descrizione della Crocifissione di Gerardo Dottori

Ai piedi della croce le pie donne piangono la morte di Cristo raffigurato con gli occhi chiusi e il capo inclinato verso sinistra. Maria e la Maddalena, venerano il corpo di Gesù crocifisso. La figura di sinistra accarezza i piedi di Cristo trafitti da un grosso chiodo mentre la figura di destra abbraccia le sue gambe e alza il viso verso l’alto. Le figure dei personaggi sono ospitate da un triangolo azzurro che sale dal terreno. Inoltre due triangoli scendono dall’alto e racchiudono la parte superiore del corpo di Cristo

Il paesaggio è descritto da linee curve e figure di alberi piegati verso il basso, semplificate e privi di fogliame. Il cielo inoltre è ingombro di nubi dalle quali si proiettano a terra lame di luce.

Interpretazioni e simbologia della Crocifissione di Gerardo Dottori

La crocifissione di Cristo è un tema religioso della tradizione cristiano-cattolica molto rappresentato. Gli artisti del passato e del Novecento si cimentarono così con la rappresentazione più simbolica del cristianesimo. Il tema offre infatti diverse possibilità di interpretazione emotiva e poetica dell’evento dipinto con le caratteristiche stilistiche del momento.

Gerardo Dottori scelse di rappresentare solo le due figure di donna più vicine a Cristo, Maria e la Maddalena. Le donne sono liberamente interpretate e non presentano i soliti attributi iconografici che le identificano. La Maddalena è riconoscibile grazie ai lunghi capelli fluenti che scivolano sulla schiena. Invece Maria è avvolta completamente da un abito e dal velo che copre la sua testa. Inoltre Maria abbraccia le gambe di Cristo e osserva il suo viso, alzando misticamente gli occhi verso l’alto. La Maddalena accarezza i piedi di Cristo gesto che rimanda alla sfera terrena e sensoriale.

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Tancredi Loreti donò l’opera ai Musei Vaticani nel 1980.

L’artista e la società. La storia della Crocifissione di Gerardo Dottori

Gerardo Dottori dipinse l’opera nel 1927 all’età di 43 anni durante la seconda stagione del Futurismo italiano della quale fu esponente l’artista. Dottori nacque a Perugia e iniziò a dipingere opere sacre dai primi anni del Novecento. Infatti a partire da questa data l’artista ottenne alcune commissioni per decorare le pareti di edifici religiosi. Nel 1932 Gerardo Dottori firmò con Martinetti il Manifesto dell’Arte Sacra Futurista.

L’artista nel 1928 realizzò una seconda versione del dipinto che fu esposto alla Biennale d’Arte Sacra, nell’Anno Santo 1950. Secondo gli storici, la Crocifissione che appartiene ai Musei vaticani come una delle opere religiose di Dottori tra le più conosciute. Inizialmente i commentatori più rigorosi considerarono però la rappresentazione come indecente.

Filippo Tommaso Marinetti apprezzò molto il dipinto. Il fondatore del Futurismo descrisse con sintesi la qualità rappresentativa della poetica futurista incarnata dal dipinto di Dottori. “La Crocefissione è caratterizzata dall’affascinante fluidità dei corpi delle donne piangenti ai piedi della croce. Queste sembrano i dolorosi prolungamenti del corpo stesso di Cristo tutti imbevuti di una luce extra-terrestre che costituisce il personaggio dominante del quadro”.

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Lo stile della Crocifissione di Gerardo Dottori

Le donne piangenti presentano corpi dal morbido e fluido modellato anatomico. Invece la figura di Cristo presenta anatomie scolpite e spigolose. Questo dialogo tra morbidezza e spigolosità formale caratterizza psicologicamente i personaggi e movimenta il paesaggio. Infatti la stessa morbidezza si ritrova nelle curve del suolo e nella costruzione degli alberi. Tra le nuvole, invece le lame di luce che frammentano la superficie dipinta risultano più dure e lineari. Le linee morbide predominano quindi in basso mentre in alto le linee sono rette e rigide.

Il linguaggio formale utilizzato da Gerardo Dottori semplifica le forme al limite della rappresentazione. Cristo risulta dettagliato da spigoli duri e piani levigati sul viso e sul torace. Invece il modellato delle due donne è estremamente sintetico e smaterializza le loro figure che si integrano con le curve del paesaggio.

La tecnica

La Crocifissione di Gerardo Dottori è un dipinto realizzato con impasto di colori ad olio su una tela di 170 centimetri di altezza e 133 cm di larghezza.

Il colore e l’illuminazione

Il piano cromatico del dipinto è articolato essenzialmente dalla contrapposizione dei complementari arancione e blu. Infatti le figure sono contenute all’interno dei due triangoli opposti che creano due zone nette di toni blu e azzurri. Il paesaggio circostante invece è risolto con toni di rosso-arancione chiaroscurati nettamente da toni di blu scuro. Tra le due donne compaiono poi due campiture di giallo-verde.

L’illuminazione surreale e sintetica deriva dai contrasti tra le zone chiare e quelle scure che creano campiture nette e frammentano la superficie dipinta. Le lame di luce più chiare si trovano a destra in alto, a sinistra e nella parte centrale. Inoltre il triangolo azzurro che sale verso l’alto crea una fascia di luminosità sulla verticale centrale che illumina le tre figure. I due visi più illuminati sono quelli della Vergine e di Cristo.

Lo spazio

La scena della crocifissione è risolta sul primo piano e il punto di vista si trova poco più in basso del viso di Maria. La figura di Cristo sulla croce assume così una certa monumentalità drammatica e spirituale. Il paesaggio si approfondisce verso il centro grazie alle quinte naturali delle colline e delle nuvole che si sovrappongono. Come nei grandi affreschi manieristi, le quinte di nuvole curve si succedono verso l’infinito. Questa successione crea uno sfondamento prospettico che porta l’occhio dell’osservatore in profondità.

La composizione e l’inquadratura

Il dipinto di Dottori è di forma rettangolare e presenta una inquadratura verticale che ospita interamente l’alta croce che continua oltre il bordo superiore.

La struttura compositiva della crocifissione è simmetrica e centrale. Inoltre ogni aspetto del gruppo di figure e del paesaggio contribuisce a determinare tale organizzazione. Le lame di luce dai lati si dirigono verso il centro come le grandi nubi che si addensano in prossimità degli angoli superiori. Infine, gli elementi formali più fortemente centralizzanti sono i due triangoli azzurri che avvolgono le figure.

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Bibliografia

  • Gerardo Dottori. Aeropittore futurista umbro, Tozzuolo, Collana: Le anastatiche, 2017, EAN: 9788895229409

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 6 novembre 2021.

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