L’Arte Medianica è frutto della creatività sollecitata o ispirata dalle presenze incontrate dall’artista medianico durante o in seguito alle sue visioni. di Marco Rabino
La mia ricerca di artisti che hanno realizzato le loro opere, guidati da una autentica spinta esoterica, mi ha condotto all’arte medianica. Sono convinto che questo argomento farà storcere il naso a molti amanti dell’arte tradizionale. Chi, però, ha voglia, di addentrarsi su territori sconosciuti e controversi avrà sicuramente delle sorprese. L’arte medianica è una sfida aperta alla nostra comprensione della realtà e pone un importante credito di fiducia.
Per alcuni, infatti, è un vero messaggio dall’aldilà, per altri rimane l’esplosione di un potenziale umano latente. Per coloro che rimangono ancora dubbiosi, il consiglio è quello di considerarla la testimonianza di una sensibilità straordinaria. Immaginiamo che risieda nella capacità dello spirito, o della psiche dell’artista. Il canale medianico è forse in grado di creare mondi di una bellezza e di una complessità, che trascende la nostra ordinaria esperienza quotidiana. Quindi, se pensiamo che ogni artista autentico è in grado di vedere ciò che è nascosto ai più, cosa caratterizza l’artista-medium?

Fenomenologia dell’arte medianica, tra estetica, neuroscienze e spiritualismo
Per indagare il fenomeno dell’arte medianica faccio appello a diverse discipline: la storia dell’arte, la psicologia del profondo, le neuroscienze e l’antropologia. Sono convinto che la risposta ai fenomeni di creazione medianica si trovi nell’incontro di queste ricerche. La prima definizione che trovo di Arte medianica è quella di una forma di automatismo creativo che si manifesta in individui spesso privi di formazione tecnica.
L’automatismo creativo ci spinge a interrogare le ricerche degli esperti, sulla natura della creatività e sull’autorialità dell’opera d’arte, nel caso di guida medianica del gesto creativo. Le neuroscienze si sono poste inoltre la domanda sulla capacità della mente umana di accedere a stati modificati di coscienza, per produrre opere che si potessero definire artistiche. L’arte medianica, o psicopittografia, per alcuni ricercatori contemporanei, non è una semplice curiosità storica legata alle sedute spiritiche dell’Ottocento. Questa pratica è diventata oggetto di un campo di indagine accademico. I ricercatori cercano di comprendere come l’impulso creativo possa scaturire da dinamiche inconsce, o meglio non coscienti (per non scomodare il concetto psicanalitico, ormai controverso).

Le caratteristiche dell’arte medianica
L’artista medianico è un tramite o un canale produce involontariamente le opere d’arte, sotto la guida di spiriti di defunti, guide spirituali o energie trascendenti. L’artista quindi opera in stato di trance, sonnambulismo o assorbimento dissociativo. Forse ricordate la scena di qualche film, altrimenti potete vedere i video presenti in rete che documentano queste attività. Gli studiosi che si sono occupati di produzione artistica medianica, hanno sistematizzato il fenomeno e hanno indicato le caratteristiche che definiscono un evento di creatività medianica.
Il tratto determinante di questi eventi è la totale assenza di progettualità. L’artista non ha progettato l’opera e non prevede cosa sta realizzando fino al termine della seduta. Inoltre l’atto creativo si conclude in un tempo limitato, a volte dura pochi minuti. le condizioni ambientali poi sono estreme, l’artista medianico opera anche al buio, utilizzando a volte mani e piedi contemporaneamente. L’opera è totalmente sconosciuta all’autore che si rende conto di ciò che ha creato solo alla fine della trance. Generalmente, le opere di arte medianica sono estremamente dense di decorazioni, rivelano la tendenza all’horror vacui. Sono poi caratterizzate da precise simmetrie ossessive, piene di simboli esoterici rappresentati con una proliferazione barocca.

Interpretazioni scientifiche e neuropsicologiche dell’arte medianica
Con l’avvento delle neuroscienze, intorno agli anni Settanta del Novecento, diversi campi dell’attività umana sono rientrati nell’interesse dei neuro ricercatori. Recentemente è nata la neuroestetica che indaga i meccanismi cerebrali del piacere estetico, in chiave riduzionista. Così, la ricerca scientifica contemporanea, spiega, e studia, la creatività medianica indagando il funzionamento del cervello in stati di dissociazione.
Quindi, il fenomeno parapsicologico. secondo gli studi di Reed, del 1989, è stato spiegato con il concetto d Criptomnesia, cioè di accesso a memorie estetiche inconsce accumulate passivamente durante la vita. Insomma, l’artista medianico, fin da piccolo, ha immagazzinato immagini di opere d’arte alle quali attinge senza controllo cosciente. Giacomo Rizzolatti e Vittorio Gallese, neuroscienziati italiani hanno guidato il team di ricerca dell’ Università di Parma che ha scoperto i neuroni specchio nei primi anni Novanta del Novecento.

Neuroni specchio e creatività medianica
Questa scoperta è stata utilizzata in vari ambiti di studi per spiegare le varie attività umane in termini neuroscientifici, comprese l’arte e le attività medianiche. Nel 2016, ricercatori nel campo delle Neuroscienze, hanno ipotizzato che i neuroni specchio contribuiscano ad attivare i circuiti motori e visivi che simulano stili altrui senza controllo cosciente. Insomma, quando Luiz Antônio Gasparetto dipinge in trance con lo stile di Renoir è guidato dai suoi neuroni specchio.
Se vuoi approfondire la visione evocativa di altre opere d’arte vai alla sezione: Visione evocativa
Inoltre l’iper-connettività, che le ricerche elettroencefalografiche rivelano durante la trance creativa medianica, confermano uno stato di profonda alterazione neurobiochimica. La mancanza di controllo vigile permetterebbe, quindi, l’integrazione di dati estetici, motori e simbolici che agiscono al di fuori della coscienza dell’artista medianico. Questa è, in termini fortemente sintetici, la spiegazione razionale della creatività in stato di trance.

Tipologia delle opere medianiche
Per cercare di orientarmi nel terreno scivoloso dell’arte medianica consulto il lavoro di esperti accademici. Massimo Introvigne, noto sociologo e saggista italiano è uno dei massimi esperti internazionali di nuovi movimenti religiosi. Introvigne ha elaborato una tipologia delle opere prodotte durante la trance creativa. Inoltre le ha raggruppate in vari stili per facilitare l’approccio a coloro che non frequentano gli ambienti medianici. Di seguito le principali categorie di opere medianiche:
Le Opere “Precipitate“ sono lavori che appaiono improvvisamente senza l’apparente uso di mani umane. Si tratta però di un fenomeno raro e molto controverso, più simile alle apparizioni.
I Ritratti di Spiriti sono raffigurazioni di entità che il medium afferma di vedere durante le sedute di trance creativa.
Le Opere Guidate sono le produzioni più diffusamente considerate arte medianica. In questo caso l’intervento umano è determinante, il medium agisce sotto il controllo diretto o della guida ispiratrice di una forza trascendente, come nel caso della famosa astrattista, del primo Novecento, Hilma af Klint.
La spiegazione riduzionista che le neuroscienze utilizzano per spiegare la creatività medianica è un punto di vista. Mi pare interessante conoscerlo ma non basta ad avvicinare un fenomeno così complesso. Sicuramente, più evocative e interessanti sono le descrizioni di stampo umanistico, cognitivo e psicanalitico. A partire dagli inizi del Novecento la psicanalisi, attraverso Jung (Psicologia e patologia dei cosiddetti fenomeni occulti, 1902), ha recuperato la dimensione spirituale e metafisica distrutta dal positivismo e dalla cultura tecnocratica.
Bibliografia
- Hippolyte Léon Denizard Rivail, Il libro degli spiriti, 1857
- Hippolyte Léon Denizard Rivail, Il libro dei medium, 1861
- Marcel Réja (pseudonimo di Paul Meunier), L’art chez les fous, 1907
- Walter Morgenthaler, Adolf Wölfli: Ein Geisteskranker als Künstler, 1921
- Jean Dubuffet, Art Brut, 1945
- Carl Gustav Jung, Zur Psychologie und Pathologie sogenannter okkulter Phänomene, 1902; Guido Bistolfi (Traduttore), Psicologia e patologia dei cosiddetti fenomeni occulti, Bollati Boringhieri, 2016, ISBN-10 8833928187 ISBN-13 978-8833928180
- Carl Gustav Jung, Erinnerungen, Träume, Gedanken von C. G. Jung, 1961; A. Jaffé (a cura di), G. Russo (Traduttore), Ricordi, sogni, riflessioni, Rizzoli, 1998, ISBN-10 881706033X ISBN-13 978-8817060332
- Roger Cardinal, Outsider Art, 1972
- Paola Giovetti, Arte Medianica, 1982
- Simon Grant, Georgiana Houghton: Spirit Drawings, 2016
- Sophie Dutton (a cura di), Madge Gill by Myrninerest, 2019
- Gallery of Everything, The Medium’s Medium: Spiritualist Art Practices from The Turn-Of-The-Century and Beyond, 2019. Un catalogo che offre una panoramica ampia su numerosi artisti meno noti, dalle visioni architettoniche di Nüsslein ai lavori di Jan Švankmajer.
- Simon Grant, Susan L. Aberth, Lars Bang Larsen, Brian Cass, Not Without My Ghosts: The Artist As Medium, Hayward Gallery, 2021, ISBN-10 185332373X ISBN-13 978-1853323737
- Kurt Almqvist e Louise Belfrage (a cura di), Hilma af Klint: Visionary, 2020
Neuroscienze
- Vittorio Gallese, Action recognition in the premotor cortex (1996, Brain)
- Vittorio Gallese, Michele Guerra, Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze, Raffaello Cortina Editore, 2015, ISBN-10 8860307767 ISBN-13 978-8860307767
- D. Freedberg, V. Gallese, Motion, emotion and empathy in aesthetic experience («Trends in Cognitive Sciences», 11, 2007)
- Vittorio Gallese, Massimo Ammaniti, La nascita della intersoggettività. Psicodinamica, neurobiologia e il Sé, Raffaello Cortina Editore, 2014, ISBN-10 8860306566 ISBN-13 978-8860306562
- Semir Zeki, Inner Vision. An Exploration of Art and the Brain, 1999; (Trad. it. a cura di Paolo Pagli e Giovanna De Vivo, La visione dall’interno. Arte e cervello. 2003. Torino, Bollati Boringhieri, 2003 ISBN 88-339-1471-2)
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