Il riposo (carro rosso) di Giovanni Fattori

Il riposo (carro rosso) di Giovanni Fattori è considerato un capolavoro della pittura macchiaiola. Nell’opera sono presenti tutti i soggetti preferiti dal maestro. Gli animali della campagna, i buoi, il contadino e il paesaggio della Maremma Toscana.

Giovanni Fattori, Il riposo (carro rosso), 1887, olio su tela, 88 x 170 cm. Milano, Pinacoteca di Brera

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Indice

Descrizione de Il riposo (carro rosso) di Giovanni Fattori

Due buoi riposano all’ombra del grande carro rosso liberi dal giogo. A destra infatti si intravede una porzione del mezzo appoggiato a terra con la barra rivolta verso l’alto. Una grande ruota raggiata permette di identificare il carro che presta la sua ombra per il riposo degli animali e del contadino. L’uomo è seduto e attende di riprendere le forze. Indossa abiti poveri ma dignitosi, un fazzoletto annodato al collo e un cappello a falde larghe che lo ripara dai forti raggi del sole. In prossimità dell’angolo di destra si intravedono alcune piante alte forse dei millefogli. Quasi tutta l’erba è invece bruciata dal sole e ormai secca. In lontananza profilo del prato confina con il mare calmo della Maremma. In alto il cielo è bianco e segnato dalla foschia marina.

Interpretazioni e simbologia de Il riposo (carro rosso) di Giovanni Fattori

I soggetti dei dipinti di Giovanni Fattori sono contadini e soldati. Contadini in quanto lavoratori delle campagne e naturali abitatori dei luoghi amati dall’artista. Fattori dipinse soldati e scene militari nelle stesse campagne in tempo di guerra. I contadini erano coloro che prestavano servizio militare e combatterono durante le Guerre di Indipendenza.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

Nello stesso anno di realizzazione, il 1897, Il riposo (carro rosso) di Giovanni Fattori fu esposto alla Biennale di Venezia. Fu quindi acquistato dal famoso collezionista Riccardo Gualino di Torino. Nel 1937 il direttore della Pinacoteca di Brera Ettore Modigliani acquistò l’opera per esporla a Milano. Con lo stesso soggetto venne realizzata un’acquaforte che contribuì a farla conoscere.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile del dipinto Il riposo (carro rosso) di Giovanni Fattori

Al caffè Michelangiolo di Firenze Giovanni Fattori e i suoi amici artisti elaborarono lo stile Macchiaiolo. A guidare la formazione del gruppo fu il critico Diegho Martelli amico di Fattori. L’uso della macchia fu assunto dagli artisti per avvicinarsi alla pittura realista francese. Infatti Giovanni Fattori compì diversi viaggi a Parigi dove conobbe gli artisti protagonisti quali Courbet, Millet e Daumier. Dal punto di vista del contenuto Fattori come i compagni rifiutò i temi celebrativi del Neoclassicismo. Fu contrario anche a quelli nazionalisti del Romanticismo italiano rappresentati da artisti come Hayez. In ogni caso i Macchiaioli affermarono sempre di volere dipingere per il proprio piacere di farlo. Questa affermazione li differenzia dalle prese di posizioni sociali del Realismo francese avvicinandoli maggiormente a Millet.

Nel dipinto Il riposo (Carro Rosso), Le figure vengono realizzate attraverso campiture di colore piuttosto uniforme accostate tramite contrasti di luminosità. Nel carro si colgono bene le diverse parti in luce e in ombra colorate con variazioni luminose di rosso. Anche la vegetazione e l’erba è realizzata con grandi pennellate materiche riunite in macchie. Lo stesso contadino è quasi privo di fisionomia e la sua figura è un’unica campitura scura contro il prato illuminato. La composizione è diagonale. La direttrice parte dal carro rosso, si trasferisce ai buoi e raggiunge il contadino assecondata dal profilo dell’ombra sul terreno.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Giovanni Fattori, Il riposo (carro rosso), sul sito della Pinacoteca di Brera di Milano.