Pala di Santa Lucia de’ Magnoli di Domenico Veneziano

La Pala di Santa Lucia de’ Magnoli è considerata il lavoro migliore di Domenico Veneziano, il dipinto nel quale l’artista ha saputo interpretare al meglio le innovazioni dell’arte del primo Rinascimento fiorentino.

Domenico Veneziano, Sacra conversazione coi santi Francesco, Giovanni Battista, Zanobi e Lucia ( Pala di Santa Lucia de’ Magnoli ), 1445-1447, tempera su tavola, 209 x 216 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi

Indice

Descrizione della La Pala di Santa Lucia de’ Magnoli di Domenico Veneziano

Maria in Maestà è seduta al centro della tavola con in braccio Gesù Bambino. Ai lati, in piedi, vi sono invece quattro Santi, due a sinistra e due a destra. La Vergine indossa un abito pieghettato di colore rosa stretto in vita e porta un ampio mantello blu. Con la mano destra poi sostiene il Bambino in piedi sulla sua gamba.

A partire da sinistra San Francesco indossa un saio. Osserva in basso e tiene un libretto rosso in mano. San Giovanni Battista alla sua destra invece indica la Vergine al centro. Con la mano sinistra inoltre regge la croce astile che lo contraddistingue. A destra di Maria San Zanobi ha la mano destra alzata in segno di benedizione. Infine Santa Lucia, dipinta di profilo, sorregge un piattino e una penna. L’ambiente nel quale si svolge la scena è una architettura gotica in marmo policromo. Frontalmente tre archetti a sesto acuto incorniciano i personaggi della scena. Sul gradino inferiore infine è presente la scritta: OPVS DOMINICI DE VENETIIS HO[C] MATER DEI MISERERE MEI DATVM EST.

Interpretazioni e simbologia della Pala di Santa Lucia de’ Magnoli di Domenico Veneziano

Si tratta di una Sacra Conversazione con la Maestà della Madonna. I Santi sono, a partire da Sinistra, San Francesco, San Giovanni Battista, San Zanobi e Santa Lucia alla quale è dedicata la chiesa dove si trovava la Pala.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione della La Pala di Santa Lucia de’ Magnoli di Domenico Veneziano

La Sacra Conversazione coi santi Francesco, Giovanni Battista, Zanobi e Lucia fu dipinta per la Chiesa di Santa Lucia de’ Magnoli a Firenze. Attualmente si trova presso la Galleria degli Uffizi della città.

L’artista e la società. La storia dell’opera Pala di Santa Lucia de’ Magnoli di Domenico Veneziano

Domenico Veneziano nacque Venezia nel 1410 e, probabilmente, si avvicinò, durante la sua formazione, alla pittura fiamminga. Dipinse la Sacra Conversazione dopo aver collaborato nel 1439, a circa 30 anni, ad una parte della decorazione della Chiesa di Sant’Egidio, insieme a Piero della Francesca, Andrea del Castagno e Alessio Baldovinetti. L’opera purtroppo è andata perduta.

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Lo stile della La Pala di Santa Lucia de’ Magnoli di Domenico Veneziano

Domenico Veneziano non si limitò ad applicare le regole prospettiche per ottenere una rappresentazione convincente, secondo le tecniche a lui contemporanee. Ne dà infatti una propria interpretazione cogliendo influssi da altri artisti. Così la monumentalità dei personaggi, solidi nel volume e dalle posizioni composte, deriva dalle ricerche del Masaccio. Il San Giovanni Battista poi ricorda lo stile di Andrea del Castagno. Infine le vesti sono modellate morbidamente e senza chiaroscuri profondi, suggerendo uno spazio mentale più che solido.

La tecnica di Pala di Santa Lucia de’ Magnoli di Domenico Veneziano

La Pala di Santa Lucia de’ Magnoli è una tempera su tavola. Tale tecnica fu utilizzata ancora per tutto il Quattrocento dalla maggior parte degli artisti. A partire dagli ultimi decenni del secolo invece Antonello da Messina e pochi pittori introdussero l’olio come legante per superfici più elastiche e resistenti. Inoltre attraverso sottili velature trasparenti fu possibile creare immagini più dettagliate e brillanti.

Il colore e l’illuminazione

I colori, chiari e ben armonizzati tra loro sembrano quelli dei dipinti di Beato Angelico. Colori caldi e colori freddi poi sono distribuiti in modo molto equilibrato e formano un insieme armonico nel quale non prevale un’unica atmosfera cromatica. Inoltre, la luce è naturale e proviene dall’alto, filtrando dallo spazio aperto sopra le architetture. È una luce serena che illumina in modo diffuso personaggi e particolari architettonici senza creare forti chiaroscuri.

Lo spazio

Lo spazio è chiaramente leggibile e geometrico, costruito sapientemente utilizzando la prospettiva. Il punto di vista dell’osservatore si trova all’altezza del piano sul quale poggia il trono della Vergine. Sono però tre i punti di fuga verso i quali corrono le linee di fuga. Tre aranci si affacciano oltre la loggia contro il cielo blu.

La composizione e l’inquadratura

La composizione della Pala di Santa Lucia de’ Magnoli si articola intorno ad un asse centrale che separa le due parti, sinistra e destra che si riflettono in modo simmetrico. Le architetture poi rispettano questa simmetria come anche la disposizione dei personaggi, due per lato.

Gli archetti che chiudono, in alto gli spazi, sono a sesto acuto e in numero di tre, uno centrale che scandisce lo spazio riservato alla Madonna e al Bambino, due laterali che incorniciano i Santi. La Pala presenta un ambiente strutturato su tre volumi. Questo artificio permette quindi di percepire un ambiente unico ma tradizionalmente suddiviso in scomparti. Si tratta così di un espediente per suggerire un nuovo modello. L’opera, infatti, rappresenta un primo esempio di Pala d’altare privo di scomparti e di fondo in oro. Tali caratteristiche appartenevano infatti alla tradizione iconografica medievale.

Infine le curve compositive, superiori ed inferiori, contraggono lo spazio centrale concentrando lo sguardo verso la Vergine al centro.

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Bibliografia

  • Hellmut Wohl, Paintings of Domenico Veneziano, Phaidon Press Ltd, 8 maggio 1980, ISBN-10: 0714820695 ISBN-13: 978-0714820699

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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 18 aprile 2021.

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Consulta la pagina dedicata al dipinto di Domenico Veneziano, Sacra conversazione coi santi Francesco, Giovanni Battista, Zanobi e Lucia ( Pala di Santa Lucia de’ Magnoli ), sul sito della Galleria degli Uffizi di Firenze.

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