I segreti interpretativi nascosti nelle tele di Leonardo da Vinci

I segreti interpretativi nascosti nelle tele di Leonardo da Vinci li svela Maurizio Pecorari in un libro ricco di suggestioni evocative.

di Marco Rabino

Trovo che le interpretazioni esoteriche, o comunque non ordinarie, delle opere d’arte o del lavoro di un artista siano tra le più evocative. E intendo con questo termine ottimi strumenti di quella visione evocativa che da tempo esercito, la quale permette di trasformare l’opera d’arte in un meraviglioso dispositivo di supporto esistenziale.

Un’opportunità in questo senso ce la offre il testo di Maurizio Pecorari intitolato Leonardo. Il primo libro dei segreti. Morte e sepoltura. Pecorari ha individuato un diario cifrato metalinguistico all’interno delle opere di Leonardo, che ci permette di svelare il codice invisibile che proviene dal passato. Secondo l’autore, infatti, il grande artista del Rinascimento ha inserito messaggi segreti legati alla propria vita che non poteva rivelare in modo aperto, veicolandoli attraverso un codice geometrico e linguistico. Leggendo il libro di Pecorari e osservando attentamente i codici rivelati dall’autore sulle immagini che riproducono i lavori di Leonardo, non potrete che essere d’accordo con lui. L’autore ci apre il varco verso una dimensione ulteriore o spirituale: l’opera diventa una “porta regale“, come scriveva Pavel Florenskij.

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Perché non avventurarci nel territorio dell’esoterismo?

Alcuni di voi mi hanno scritto che non sono d’accordo con le letture esoteriche delle opere d’arte. Un lettore, proprio l’altro giorno, mi scriveva di temere che queste letture rischino di farci smarrire il dato storico. Io gli ho risposto che in realtà accade l’opposto. Proprio nella scelta di queste parole sta la forza della visione evocativa. Interpretare un’opera d’arte con strumenti semiotici o storici offre sicuramente un approfondimento culturale valido; lascia però da parte l’anima dell’artista, la vita vissuta di Leonardo e di tutte le persone che ha incontrato durante i suoi viaggi. Inoltre dobbiamo considerare che l’esoterismo nel Rinascimento ha vissuto un’epoca di eccezionale fortuna grazie alle traduzioni e alle ricerche di personaggi come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, tanto per citare solo i due autori più conosciuti.

L’esoterismo — termine che racchiude molti antichi saperi quali l’ermetismo, l’alchimia, la ghematria — è oggi più vivo che mai. Non si tratta di una ricerca magica o irrazionale: è invece il riconoscimento di una diversa dimensione di conoscenza che l’umanità ha sempre utilizzato, e sono sempre di più le facoltà universitarie che dedicano interi corsi alla storia e all’approfondimento delle discipline esoteriche. Lasciamo così da parte la diffidenza e avventuriamoci in un viaggio rituale che farà vibrare il segreto dell’opera nella nostra psiche moderna.

Leonardo. Il primo libro dei segreti. Morte e sepoltura di Maurizio Pecorari

Quindi vi propongo di avvicinarvi con interesse e disinvoltura — lasciando da parte gli schemi irrigiditi dell’Accademia ufficiale — al testo di Maurizio Pecorari, leggendolo con leggerezza per lasciarvi andare a una lettura curiosa e partecipe. Non vi anticipo le conclusioni alle quali è giunto l’autore, ma vi propongo una mappa concettuale con la quale intraprendere il viaggio conoscitivo nelle opere di Leonardo. Mentre sfogliavo le pagine del testo di Pecorari con le immagini sovrapposte alle geometrie astrali, mi sono ritrovato io stesso a trattenere il respiro. Le abbiamo sempre avute dinanzi agli occhi ma non abbiamo mai visto davvero; la capacità di Maurizio Pecorari è proprio quella di essere riuscito a vedere quello che noi abbiamo tralasciato.

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Un linguaggio geometrico nascosto nei dipinti di Leonardo da Vinci

Il metodo dell’autore si basa soprattutto sull’individuazione di un linguaggio nascosto e preciso come le costellazioni, che rappresentano delle mappe stellari celate nei dipinti di Leonardo: vere “formule di pathos“. Si creano quindi delle geometrie compositive attraverso la sovrapposizione di queste costellazioni con le figure delle opere. Pecorari poi ha individuato dei veri e propri rebus visivi che si basano sull’intersezione tra gli elementi importanti dell’opera: in questo caso si generano veri e propri indizi visivi nominali che ci guidano nell’interpretazione personale e segreta di Leonardo. Riuscendo a risolvere i rebus, otteniamo parole e frasi segrete che ci instradano proprio verso il messaggio leonardesco. Le sue teorie aprono varchi metafisici che l’estetica del Rinascimento ha cristallizzato per l’eternità nelle opere dei grandi maestri.

Ma Maurizio Pecorari non si ferma qui: ci svela un altro segreto legato all’ultimo allievo affezionato di Leonardo, Francesco Melzi. Melzi era a conoscenza dei codici geometrici del maestro e li ha usati per nascondere i propri messaggi nei dipinti da lui realizzati. Veniamo quindi al sottotitolo e in particolare all’ultima frase: Morte e sepoltura. Secondo Pecorari i dipinti realizzati da Melzi raccontano l’ultimo anno di vita di Leonardo con lo stesso codice nascosto. Le sorprese però non finiscono qui: l’autore avanza infatti scioccanti ipotesi storiche che rivelano legami di sangue con la famiglia Medici e inedite origini della madre Caterina.

Una prestigiosa tradizione interpretativa dell’opera d’arte

Leggendo l’opera di Pecorari mi viene in mente il lavoro di ricercatori legati all’importante scuola d’interpretazione delle opere d’arte di Vienna e Amburgo, e in particolare un libro intitolato I misteri pagani del Rinascimento dello storico e iconologo Edgar Wind, celebre esponente della scuola di Aby Warburg. Anche secondo Wind gli artisti del Rinascimento non dipingevano semplicemente per appagare le necessità del loro committente, ma utilizzavano un metodo detto di “simulazione poetica“. Facevano parte dei circoli neoplatonici del Rinascimento frequentati anche da Leonardo ed erano convinti che l’opera dovesse rivelare, con un linguaggio segreto, verità filosofiche o biografiche. Per questo i grandi artisti del Rinascimento, a partire da Botticelli, integrarono complesse allegorie per nascondere dei messaggi destinati solamente agli iniziati.

La tesi di Pecorari è che proprio Francesco Melzi, allievo di Leonardo e destinatario dei saperi orali di queste grandi e nascoste pratiche, abbia raccolto i segreti compositivi e linguistici del grande maestro. Pecorari sa bene che nel Rinascimento, come sottolinea Wind, questi autori intendevano il simbolo visivo e il geroglifico come l’unico linguaggio in grado di esprimere la dimensione divina e nasconderla agli occhi dei profani. Pecorari così individua mappe stellari, geometrie compositive e rebus nei dipinti di Leonardo e di Melzi. Possiamo così definire la relazione tra Leonardo e Melzi come una vera e propria trasmissione di misteri: la pittura diventa un testamento cifrato, un dispositivo di memoria nascosto da una crittografia geometrica e astrale.

Andiamo oltre la superficie delle opere di Leonardo da Vinci

Dopo aver consultato il lavoro di Pecorari e averlo messo a confronto con le teorie di Wind e degli altri storici della stessa tradizione, sono sempre più convinto che per avvicinare le grandi opere del passato occorra uno sguardo diverso. Pensate alla Gioconda o all’Annunciazione: quante volte le abbiamo viste su uno schermo o sui libri? Eppure, dietro quei dettagli che credevamo solo decorativi si nascondono segreti da centinaia di anni. Questo sguardo diverso ce lo propone fortunatamente uno studio come quello di Pecorari, che coraggiosamente ha portato avanti la sua ricerca con un vero spirito di ricercatore dell’invisibile.

Ci invita ad abbandonare la fruizione superficiale, a superare la lettura del cartellino museale e a non fermarci alla semplice didascalia dell’opera. Andiamo oltre la lettura del manuale standard di storia dell’arte e creiamo un vuoto intenzionale che possiamo colmare con una lettura empatica dell’opera di Pecorari, necessaria per varcare la soglia del dipinto. Con l’aiuto del testo decodifichiamo il codice linguistico-visivo nascosto di fronte a noi nell’opera e attiviamo la visione evocativa, che ci permette di far vivere l’opera d’arte e avvicinarci con più autenticità alla personalità dell’artista. Le opere di Leonardo non sono semplicemente dei manuali di virtuosismo pittorico: in questo modo diventano strumenti di risonanza psicologica ed esistenziale, oltre che terapia visiva per i mali della società contemporanea.

Maurizio Pecorari, Leonardo. Il primo libro dei segreti. Morte e sepoltura, EBS Print, 2025, ISBN-13 979-1257101367

Bibliografia

  • Maurizio Calvesi (Autore), Mino Gabriele (Autore), Arte e alchimia, Giunti Editore, 1998, ISBN-10 8809762649 ISBN-13  978-8809762640
  • Pavel Aleksandrovic Florenskij, Ikonostas, 1922; Leonardo Marcello Pignataro (Traduttore), Le porte regali. Saggio sull’icona, Adelphi, 2021, ISBN-10 8845936007 ISBN-13 978-8845936005
  • Pavel Florenskij, Analiz prostranstvennosti i vremeni v proizvedenijach izobrazitel’nych iskusstv, 1924; N. Misler (a cura di), Lo spazio e il tempo nell’arte, Adelphi, 1995, ISBN-10 8845911160 ISBN-1 978-8845911163
  • Aby Warburg, Bilderatlas Mnemosyne (Atlante delle immagini Mnemosyne – 1924–1929
  • Edgar Wind, Pagan Mysteries of the Renaissance (Londra, Faber & Faber, 1958, P. Bertolucci (Traduttore), Misteri pagani nel Rinascimento, Adelphi, 2012, ISBN-10 8845926761 ISBN-13 978-8845926761

I riferimenti ad autori e alle teorie che utilizzo nella visione evocativa di un’opera d’arte sono molti e sono attribuiti con gratitudine nella copiosa bibliografia che trovi su questa pagina: la visione evocativa dell’opera d’arte.

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