Visione evocativa de La Notte stellata di Van Gogh, un rituale percettivo

Visione evocativa de La Notte stellata di Van Gogh, un rituale percettivo ispirato alle ricerche del noto antropologo Carlos Castaneda. di Marco Rabino

In copertina: Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73,7 x 92 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMa)

Ho elaborato il termine di Visione evocativa per indicare l’esperienza che dobbiamo sperimentare osservando un’opera d’arte. Per raggiungere la visione evocativa dell’opera d’arte faccio riferimento a diverse teorie che appartengono alla scienza della visione, teorie cognitive, psicologia e dell’ambito psicoanalitico. Un grande aiuto viene anche dalla tradizione millenaria degli antichi saperi, esoterismo, alchimia, tradizioni etniche e sciamaniche dell’oriente e dell’occidente. Dalla fine dell’Ottocento, sono nate poi correnti spirituali che hanno utilizzato queste tradizioni millenarie per elaborare le proprie dottrine come La Società teosofica di Helena Petrovna Blavatsky e l’Antroposofia di Rudolf Steiner. Per ogni opera, e per ognuno di noi è più adatto un certo tipo di pensiero che permette di attivare la visione.

La visione evocativa dell’opera d’arte concepisce quindi un dipinto, una scultura o un altro manufatto artistico autentico come una porta che si apre sulla via della conoscenza interiore e trascendente. Per questo è necessario porsi di fronte all’opera con la mente libera dalle nozioni storiche o aneddotiche e fare silenzio. La materia dell’opera, l’immagine è quindi una soglia che divide il mondo visibile da quello invisibile della nostra psiche. Quindi, se sperimentiamo la visione evocativa, attiviamo l’opera, che si manifesta così come un magnifico dispositivo di risonanza psicologica ed esistenziale, un canale sapienziale.

Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73,7 x 92 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMa)
Vincent van Gogh, Notte stellata, particolare con i vortici.

La visione evocativa nella letteratura

La letteratura ha raccontato già questa realtà quando, lo scrittore Bergotte si trova di fronte alla Veduta di Delft di Vermeer, che diventa la porta verso la conoscenza interiore. Un “piccolo lembo di muro giallo” rompe l’automatismo predittivo della sua mente. Quel dettaglio, funziona come una soglia e rivela (la rivelazione improvvisa), la superficialità dell’intera opera letteraria di Bergotte. La rivelazione così, si attiva improvvisamente e “si scarica” nella mente dello scrittore, cambiandolo per sempre.

La sindrome della Notte stellata di Van Gogh

La notte stellata di Vincent Van Gogh, è uno dei dipinti più amati da giovani e adulti. Sulla rete è in vetta alle ricerche. Sono convinto che il motivo di questa ammirazione risieda nella sua grande energia accumulata nel tempo (Jung direbbe depositata nell’inconscio collettivo). Secondo Aby Warburg, autore della teoria della Pathosformel (formula del pathos), l’opera d’arte funziona come un accumulatore di energia emotiva e psichica. Quando ci troviamo di fronte a essa, e utilizziamo la visione evocativa, la carica energetica trattenuta nel dipinto si scarica direttamente sul corpo vissuto (Leib) dell’osservatore. Questo è quello che accade di fronte a un dipinto molto amato dalla collettività, come La Notte stellata di Vincent Van Gogh.

Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73,7 x 92 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMa)
Vincent van Gogh, Notte stellata, particolare con la chiesetta e il campanile.

La Notte stellata di Van Gogh è un’immagine iconica

È sicuro, che la potente immagine creata da Van Gogh stimola la nostra immaginazione e cattura il nostro sguardo. Diversamente da altre opere, appena compare sullo schermo di un dispositivo richiama la nostra attenzione e non passa inosservata come un’immagine qualsiasi. Gli esperti la definiscono un’immagine iconica, cioè un’immagine che possiede un potere simbolico universale. Per attivare la visione evocativa del dipinto di Van Gogh utilizzo la tecnica “sciamanica tolteca“, che Carlos Castaneda ha appreso nel corso della sua iniziazione, raccontata nei suoi libri.

Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73,7 x 92 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMa)
Vincent van Gogh, Notte stellata, particolare della falce di luna.

Stiamo in silenzio di fronte al dipinto di Van Gogh

Ebbene, abbiamo realizzato che la Notte stellata è un’opera che sa parlare a tutti noi, risveglia nostre sensazioni profonde e qualche ricordo adolescenziale. Ma per andare oltre la superficie dipinta e permettere all’energia del dipinto di permeare la nostra mente occorre fare silenzio. Allontana lo smartphone, spegni le notifiche e chiudi gli occhi per trenta secondi. Allontanati dalla realtà ordinaria: dimentica tutto ciò che sai già su Van Gogh, il tuo ruolo sociale e ciò che ti classifica nella tua comunità. Sei una coscienza pura sulla soglia di un mondo senza tempo.

Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73,7 x 92 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMa)
Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, particolare con le stelle. Sono evidenti i flussi aerei intorno che creano i vortici.

Puoi leggere qui l’Analisi della Notte Stellata di Vincent Van Gogh.

Trova la soglia e attraversala

Apri gli occhi e guarda la Notte stellata. Il tuo cervello predittivo cercherà subito di etichettarla come “un paesaggio notturno con stelle“. Non scegliere questa strada facile per risparmiare energia. Tu devi sabotare questo automatismo che ti crea la sicurezza di sapere qualcosa sull’opera. Sempre, di fronte a un capolavoro, ci sentiamo carenti. Ti sarà sicuramente capitato di trovarti di fronte a un’opera, considerata importante, e non comprendere tale importanza. In quel caso, per evitare il senso di inadeguatezza (cos’è che non capisco?), avrai cercato nella didascalia o nei libri di storia dell’arte, i motivi di tale successo.

Invece, cerca la tua “soglia” visiva. Può essere l’enorme cipresso scuro in primo piano, che taglia la tela come una fiamma nera, o il gorgo vorticoso di luce bianca e azzurra al centro del cielo. Oppure le piccole finestre illuminate che rivelano la vita familiare. Osserva il particolare che risuona in te e cerca di annullare la separazione tra te e la Notte stellata.

Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73,7 x 92 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMa)
Vincent van Gogh, Notte stellata, particolare del cipresso con Venere.

Vedere oltre la Notte Stellata per entrare nella via della conoscenza interiore

Guardare il dipinto è un po’ come essere immersi nella scena creata da Vincent, in alto, sulla collina, circondati dai rumori della notte. Sembra infatti di sentire il frinire dei grilli, lo squittìo della civetta e il fruscio del vento che scuote il grande cipresso nero. Siamo li, immobili, di fronte al paese avvolto nel buio e alziamo gli occhi verso il maestoso cielo stellato dipinto da Van Gogh. Ecco che rimaniamo affascinati, un po’ attoniti un po’ smarriti e ci lasciamo ipnotizzare dalle spirali di luce che animano l’universo come luci di un luna park.

Tu, però devi vedere. Espandi la percezione a tutta la tela per attivare la visione tolteca, sperimentata da Castaneda. Percepisci l’universo come pura energia in movimento. Lascia che il tuo sguardo segua liberamente la direzione delle pennellate spesse e materiche. Nota come il cielo non sia fermo, ma sia un mare in tempesta fatto di onde di luce. Le colline ondulanti sullo sfondo, il cipresso serpeggiante. Anche le casette del piccolo villaggio tremano sotto la forza del cielo. Lascia che queste sensazione si incarnino nel tuo corpo, senti il fluire dell’opera. Senti fisicamente la pressione, la velocità, la vertigine dell’artista, la mano di Van Gogh che stende le pennellate. Quel movimento che vibra nel cielo stellato è l’energia dell’universo che pulsa, nello stesso istante, attraverso il battito del tuo cuore.

Attiva il dispositivo e scaricalo nella tua esperienza

Il paesaggio notturno di Notte stellata è così iconico perché non fu dipinto da van Gogh en plain-air, ma è il risultato della sua elaborazione in studio. Infatti, per molto tempo si è pensato che Vincent abbia ritratto il paesaggio notturno dalla finestra della sua stanza della clinica di Saint-Rémy-de-Provence. Dall’alto, si ha una vista sulla vallata, dove si trova proprio il villaggio di Saint-Rémy con le Alpilles sullo sfondo. Gli studiosi dell’opera di Van Gogh, come sempre in cerca di nuove scoperte, hanno invece dimostrato che il pittore reinventò, in parte, il paesaggio, forse sulla base di ricordi.

La scena del dipinto è quindi ricostruita e immaginata, perché la vista dalla finestra della camera dove soggiornò Vincent, non permetteva di vedere con tale inquadratura il paesaggio. In conclusione, è proprio questo processo di invenzione che permette al dipinto di essere iconico. La mente creativa di Van Gogh ha così, elaborato un’immagine basandosi sui ricordi di tutta la pittura vista nei suoi anni precedenti e forse, anche delle sue letture.

Trasforma l’angoscia in meraviglia

Questa genesi conferma la natura energetica e attiva de La notte stellata. Vincent ha creato un dispositivo di sopravvivenza per sé, necessario per superare la sua neurodivergenza che lo faceva soffrire molto. Lo scienziato Thomas Fuchs, utilizza la teoria della mente enattiva, per descrivere il beneficio attraverso l’auto terapia offerto dalla pratica artistica in caso di forte disagio mentale. Quando applichi la visione evocativa della Notte stellata, trasforma, così, gli elementi del quadro in metafore cosmiche per la tua vita. Come ha fatto Vincent, attiva il dispositivo energetico ed esistenziale dell’opera, accogli l’estasi e l’angoscia informe espresse nel dipinto per trasformarle in pura meraviglia terapeutica.

Vincent van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73,7 x 92 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMa)
Vincent van Gogh, Notte stellata, particolare del paese con le colline alle spalle.

Perchè la Notte stellata di Van Gogh ci dona speranza nel futuro

Il dipinto veicola emozioni universali che ognuno di noi vive nella propria intimità ma che fanno parte del sentire comune. Rappresenta inoltre, le nostre speranze sul futuro, un futuro sempre più proiettato oltre i confini del nostro sistema solare. E a questo riguardo non mi sorprenderei se diventasse il simbolo universale della migrazione umana verso lo spazio. Il cielo di Van Gogh raffigura un universo rassicurante, accogliente, per nulla minaccioso. Anche la tecnica utilizzata dal pittore olandese è libera e decisa, come il desiderio di libertà di ogni adolescente.

E quindi, ecco spiegato anche il fascino che quest’opera esercita sugli adulti. In noi è ancora presente l’adolescente che siamo stati. Viviamo ancora le sue ansie, le sue gioie e le sue speranze. Forse, gli anni e le preoccupazioni, ci hanno resi più duri e disincantati ma se ci sforziamo di ricordare, ritroviamo le stesse tensioni e le stesse aspirazioni. Il dipinto di Vincent ci regala così l’opportunità di ritrovare un po’ di noi stessi. Anche se la nostra personalità è in continua evoluzione, è in quegli anni che abbiamo raggiunto una piena consapevolezza e abbiamo gettato le basi per i nostri rapporti sociali.

Saint-Rémy-de-Provence
Saint-Rémy-de-Provence panorama dall’alto. Fonte French Moments

Il messaggio interiore de La Notte stellata di Vincent van Gogh

Se la tua visita, o la tua osservazione, del celebre dipinto di Vincent ti ha permesso di entrare in contatto con il dipinto, rimani in silenzio davanti all’opera ancora per un minuto. Non cercare di tradurre con parole la tua esperienza evocativa: la vera visione è ineffabile. Porta con te la sensazione che la realtà circostante non sia così solida come sembra, ma sia flessibile e vibrante, proprio come il cielo dipinto da Vincent. Questa è la verità che oggi ci ha consegnato l’opera che abbiamo visto e sentito. Quando sarai nuovamente di fronte alla Notte stellata, con nuove esperienze e nuovi dubbi, il dipinto saprà sicuramente indicarti una nuova via di conoscenza e una nuova soluzione.

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Bibliografia

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