Ritratto di Anselmo Bucci

Il Ritratto di Anselmo Bucci è un dipinto della tarda maturità dell’artista che esprime l’autorevolezza di un maestro del Novecento.

Anselmo Bucci, Ritratto, olio su tela, 117 x 71 cm. Verbania, Museo del Paesaggio, dono in memoria di Emanuele Levati

L’opera nota comunemente come Ritratto (indicata storicamente come Ritratto di Anselmo Bucci o Autoritratto) è un dipinto a olio su tela di 117 x 71 cm realizzato dal pittore e incisore marchigiano Anselmo Bucci. La tela, un’intensa prova d’indagine fisionomica legata alla maturità figurativa del maestro, appartiene alla collezione permanente della Sezione Pittura ed è custodita ed esposta a Verbania presso il Museo del Paesaggio a Palazzo Viani Dugnani.

Indice

Descrizione

Il dipinto presenta un ritratto maschile a tre quarti, caratterizzato da un impianto monumentale e severo. Il soggetto è raffigurato all’interno di uno spazio sobrio, seduto e colto in una posa di composta riflessione psicologica. L’artista indaga con eccezionale acume fisionomico i lineamenti del volto, lo sguardo fiero e le mani, elementi che catalizzano la tensione drammatica della tela. Il pittore è raffigurato mentre scrive: la mano destra impugna infatti una penna e la sinistra stende un foglio, poggiato sulla scrivania dalla fattura pregiata.

In primissimo piano, in prossimità dello spigolo, è raffigurato un quaderno giallo. Invece, di fronte al protagonista si trova un calamaio cubico. Bucci ha un aspetto anziano e il suo viso è incorniciato da una lunga barba bianca. Il maestro indossa un abito scuro sotto il quale si intravede una camicia bianca con gemelli preziosi ai polsini. Il contesto ambientale circostante è scuro e descritto eliminando qualsiasi velleità puramente decorativa o aneddotica, concentrando l’attenzione dell’osservatore sulla densità psicologica e sulla presenza plastica della figura umana.

Interpretazioni e simbologia

In linea con le coeve ricerche del gruppo di Novecento italiano, il ritratto si spoglia della vecchia concezione illustrativa borghese per farsi archetipo di una rinnovata dignità figurativa ed esistenziale. La figura umana, solida e imponente, assume una valenza simbolica legata alla stabilità dei valori tradizionali e alla fiera rivendicazione del ruolo intellettuale e civile dell’artista nel primo dopoguerra. Lo sguardo magnetico, rivolto verso lo spettatore, simboleggia l’inquietudine e al contempo la lucida consapevolezza di una generazione di creatori che cercava nella severità del disegno una certezza formale duratura, capace di resistere alla labilità dei fenomeni ottici e alle scomposizioni delle prime avanguardie.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

La tela fu eseguita da Bucci nell’ambito delle sue frequenti e autonome ricerche sulla ritrattistica e sull’indagine dei tipi umani. L’opera è pervenuta stabilmente al patrimonio del Museo del Paesaggio di Verbania grazie al prestigioso e generoso dono in memoria di Emanuele Levati. All’interno della pinacoteca di Palazzo Viani Dugnani, il dipinto è registrato nella sezione dei maestri del Novecento, dove costituisce un tassello documentario formidabile, dialogando a stretto contatto con i lavori degli storici compagni di viaggio dell’artista come Leonardo Dudreville e Achille Funi. L’opera è firmata in basso a destra con colore rosso.

L’artista e la società. La storia dell’opera

Eseguito nella prima metà del Novecento, il dipinto appartiene alla stagione in cui Bucci consolidò la sua reputazione di ritrattista d’eccezione sia in Italia sia all’estero. Registrata nei repertori d’istituzione con le storiche misure di 117 x 71 cm, la tela è censita ufficialmente dallo Stato italiano come opera d’arte di notevole interesse storico e critico. L’ingresso nella collezione pubblica verbanese ha permesso all’opera di uscire dai circuiti privati per essere stabilmente inserita nei moderni percorsi didattici e scientifici promossi dal museo, trovando una definitiva consacrazione critica.

Il parere dell’esperto

La critica d’arte contemporanea individua in questa tela un eccellente esempio di quella transizione stilistica che portò Bucci dall’iniziale “volatilità e leggerezza” di matrice impressionista francese a una pittura caratterizzata da una profonda “forza costruttiva e solidità”. Gli studiosi della pittura novecentesca mettono in risalto la straordinaria abilità del maestro marchigiano nel governare le ampie superfici, lodando la precisione quasi scultorea con cui definisce i volumi del corpo e del volto. Viene evidenziato come l’opera esprima appieno la vocazione classicista ed elegante dell’autore, che riesce a infondere calore umano e verità psicologica a una griglia strutturale di impeccabile rigore accademico.

Contesto storico

Il periodo tra le due guerre in Italia fu un’era complessa, segnata dal desiderio collettivo di stabilità civile e di ricostruzione culturale dopo il trauma della Grande Guerra. Nel mondo intellettuale, la fine dei tumultuosi entusiasmi distruttivi delle prime avanguardie si tradusse in una parallela e diffusa esigenza di ritorno ai valori solidi della figurazione storica e della tradizione pittorica nazionale. La ritrattistica divenne uno dei generi d’elezione attraverso cui la cultura dell’epoca esprimeva la propria identità, celebrando la centralità dell’uomo, la serietà del mestiere e il legame profondo con le radici plastiche del passato pre-industriale.

Contesto artistico

Anselmo Bucci fu una personalità poliedrica e cosmopolita: formatosi inizialmente a Monza e all’Accademia di Brera, visse a lungo a Parigi prima di rientrare in Italia. Nel 1922 fu il teorico e il vero e proprio fondatore del movimento Novecento italiano presso la Galleria Pesaro di Milano, battezzando il sodalizio originario insieme a maestri del calibro di Leonardo Dudreville, Achille Funi, Mario Sironi, Gian Emilio Malerba, Piero Marussig e Ubaldo Oppi. L’opera risente pienamente di questo fertile clima culturale, sintonizzandosi sulla ricerca di una sintesi formale pulita, severa e strutturata che caratterizzò l’arte italiana degli anni Venti e Trenta.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.

Lo stile

Lo stile del dipinto si fonda su un realismo sintetico, monumentale e privo di concessioni al gusto bozzettistico o decorativo. Bucci ripropone la pennellata frammentata degli anni giovanili parigini nello sfondo e nel profilo della figura. Invece, le mani e gli oggetti in primo piano sono realizzati con una linea di contorno ferma, nitida e strutturata. Le masse volumetriche della figura e degli oggetti sono definite da geometrie essenziali e campiture coerenti, conferendo all’intera veduta una severità fiera e una pulizia formale di grande respiro compositivo.

La tecnica

Dal punto di vista esecutivo, si tratta di un olio su tela condotto con una tecnica matura, sicura e stratificata. L’artista stende il pigmento lavorando per sovrapposizioni progressive, alternando zone di stesura magra e levigata — evidenti soprattutto nella trattazione dello sfondo neutro — a passaggi in cui il colore acquisisce una consistenza materica maggiore. Nei punti di massima penetrazione fisionomica, come i lineamenti del volto e la struttura ossea delle mani, la pennellata si fa densa e controllata, seguendo fedelmente un disegno preparatorio rigoroso che garantisce la perfetta tenuta anatomica della figura nello spazio.

Il colore e l’illuminazione

La tavolozza cromatica è rigorosamente abbreviata e si assesta su accordi sobri, severi, scuri e freddi su gran parte dell’opera: blu profondi uniti a tonalità terrose sullo sfondo. Su questa gamma cromatica spiccano le zone di colore più caldo e bruno come nella scrivania, in basso a sinistra. Bagliori di aranci e gialli scaldano l’angolo in alto a destra. Incarnati brillanti modellano invece il volto e le mani. Spicca, in particolare, il giallo dorato del quaderno poggiato in primo piano. La luce è quella tipica di un ambiente chiuso, si diffonde uniformemente sulla figura, svelando i volumi senza generare contrasti violenti, immergendo l’intera effigie in un’atmosfera immobile, silenziosa e meditativa.

Lo spazio

La costruzione spaziale è orchestrata mediante un impianto prospettico solido, calibrato su un punto di vista ravvicinato che forzatamente annulla le distrazioni ambientali per concentrare lo spettatore sul soggetto. L’unico elemento prospettico si rileva infatti nel profilo sinistro del piano della scrivania che incontra quello anteriore. Bucci comprime la scatola prospettica riducendo lo sfondo a una parete neutra o a un fondale indefinito, una scelta che spinge la volumetria plastica del corpo drammaticamente verso il primo piano. La profondità non viene misurata da ampi salti di scala, ma è suggerita esclusivamente dal leggero sovrapporsi dei volumi degli oggetti e del corpo rispetto alla parete retrostante.

La composizione e l’inquadratura

L’impianto geometrico si articola su uno sviluppo prevalentemente verticale, assecondando la monumentale ed elegante andatura della figura che occupa quasi interamente l’asse mediano della tela. Le linee di forza principali seguono l’andamento del corpo del protagonista. Questo schema rigoroso è ammorbidito dalle linee curve del volto e delle spalle, che guidano l’occhio dell’osservatore direttamente verso lo sguardo del soggetto, garantendo un perfetto, sobrio e meditato equilibrio formale. Infine, i due terzi superiori del piano dipinto sono occupati dalla figura di Bucci che crea ampi e indefiniti volumi. Invece, il terzo inferiore crea una zona ricca di forme spigolose che strutturano maggiormente lo spazio e creano una griglia compositiva ortogonale.

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Bibliografia

  • M. Lorandi, Anselmo Bucci – Viaggio in Italia, Galleria d’Arte Antologia (1991) ASIN: B005SAEULC
  • Mario Lorandi, Anselmo Bucci. Il faut vivre!, Galleria Bergamo (1992) Lingua: Italiano ASIN: B005JZ358K
  • Orietta Berlanda, Fabrizia Triaca-Fabrizi, Maurizio Scudiero, Anselmo Bucci. Croquis du front italien, Museo Storico Guerra (1997) Lingua: Italiano ASIN: B005IV9V2O
  • Elena Pontiggia, Anselmo Bucci. 1887-1955, Silvana (15 gennaio 2003), ISBN-10: 8882155706 ISBN-13: 978-8882155704
  • P. Biscottini, E. Crispolti (a cura di) , Anselmo Bucci 1887-1955. Pittore e incisore fra Parigi, Milano e Monza. Catalogo della mostra (Monza, 15 settembre-13 novembre 2005), Silvana (13 ottobre 2005) ISBN-10: 8882159094 ISBN-13: 978-8882159092
  • A. Montrasio, M. Fossati (a cura di), Anselmo Bucci. Il pittore volante. Catalogo della mostra (Monza, 21 settembre-12 novembre 2006), Silvana (9 novembre 2006) Lingua: Italiano ISBN-10: 8836607853 ISBN-13: 978-8836607853
  • Daniele Astrologo Abadal, Rachele Ferrario, Luigi Sansone, Mario Fossati, Alberto Montrasio, Anselmo Bucci. L’arte della cronaca. Dal Giro d’Italia al Tour de France, Montrasio (2008) Lingua: Italiano ASIN: B005IV8076
  • C. Giardini, Purtulòt. Anselmo Bucci e Fano in un album di schizzi e disegni del porto del 1936, Elica (1 aprile 2011), ISBN-10: 8897464009 ISBN-13: 978-8897464006
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  • A. Crespi, Tempo di guerra. L’epopea degli alpini. Anselmo Bucci e gli artisti-soldato, Allemandi (1 gennaio 2014) Lingua: Italiano ISBN-10: 8842223409 ISBN-13: 978-8842223405
  • Davide Mariani, Anselmo Bucci. La guerra invisibile, Agave Edizioni (27 luglio 2018) Lingua: Italiano ISBN-10: 8896547199 ISBN-13: 978-8896547199
  • Stefano Martinella, Cinquanta capolavori del Museo del Paesaggio, Museo Del Paesaggio, 2019, EAN ISBN-13 9788832192032; ISBN-10 8832192039

La scheda è completa. Periodicamente troverai ulteriori approfondimenti, a presto!

La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 4 novembre 2026.

Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Anselmo Bucci intitolate:

Leggi La vita e tutte le opere di Anselmo Bucci

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Anselmo Bucci, Ritratto, sul sito del Museo del Paesaggio di Verbania.

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