Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q. La Gioconda con i baffi

Per dimostrare al mondo le teorie del movimento dadaista Marcel Duchamp, interviene sull’opera d’arte più famosa al mondo e compie il gesto dissacrante di disegnare i baffi sul volto della Gioconda.

Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q., 1919, ready-made rettificato, 19,7 x 12,4. Parigi, Centre Georges Pompidou

Nel 1906 presso il locale chiamato cabaret Voltaire di Zurigo, nasce il movimento dada

Sono gli artisti che si ritrovano abitualmente nel locale, antimilitaristi e anarchici, che decidono di far sentire la propria voce all’europa. La Svizzera era il luogo ideale per rifugiarsi allo scoppiare della prima guerra mondiale. La Gioconda coi baffi di Duchamp è il dipinto che divenne un’icona del movimento Dada. Marcel Duchamp utilizzò un’icona già nota per dare maggior risalto al suo messaggio irriverente. L’immagine della Gioconda, riprodotta attraverso il medium fotografico, viene semplicemente manipolata con due baffi e il pizzetto in L.H.O.O.Q. (Elle a chaud au cul ). Per capire la profondità del gesto dadaista occorre, come nel caso di tutte le avanguardie, conoscerne i presupposti.

La provocazione dadaista di Duchamp, La Gioconda con i baffi

Gli artisti dadaisti, e gli scrittori, furono sostenitori di una controcultura di carattere provocatorio e dissacrante. Il loro bersaglio era la società occidentale ufficiale e il potere amministrativo, politico, militare e accademico. Il loro scopo era quello di denigrare i valori di queste istituzioni e infrangere le loro regole. I dadaisti volevano portare avanti una rivoluzione pacifica e concettuale per sostituire ai linguaggi ufficiali una poetica che legittimasse la completa libertà creativa. Già la scelta del nome Dada sintetizza questa loro volontà. La natura e l’origine del termine non sono mai stati chiariti. Le due versioni più accreditate sono quelle di una scelta casuale all’interno di un dizionario. La seconda versione, invece, indica nella parola Dada un termine privo di significato. In ogni caso pare che il riferimento fosse ai primi tentativi di fonazione infantili. In Germania, anche gli espressionisti come Otto Dix portavano avanti la loro condanna della guerra.

Il ready-made di Marcel Duchamp. Una Gioconda portatile

Marcel Duchamp realizza L.H.O.O.Q. la Gioconda con i baffi coerentemente con le idee del movimento dadaista. Utilizza una immagine istituzionalmente accademica e considerata icona dell’arte ufficiale. Compie su di essa una azione di grafica infantile, irrisoria e dissacrante. Si rifiuta, quindi, di produrre arte in modo tradizionale creando immagini. Il rifiuto è diretto verso la rappresentazione reale come la rappresentazione astratta. Viene, infatti, messa in discussione l’attività tradizionale dell’artista nel creare immagini.

L.H.O.O.Q. La Gioconda con i baffi di Marcel Duchamp. Uno scarabocchio infantile sull’icona dell’arte universale

La tecnica utilizzata da Marcel Duchamp è, piuttosto, una pratica chiamata Ready Made, (già fatto). L’artista Individua oggetti di uso quotidiano o opere d’arte e come nel caso della Gioconda con i baffi li presenta in un nuovo contesto. Nel caso della Gioconda un intervento grafico su una fotografia. In altri casi oggetti presi e capovolti o esposti con un orientamento non solito per la loro funzione. La condizione principale per questa operazione di ready made è quella di collocare gli oggetti all’interno di uno spazio artistico. Si tratta quindi di un’operazione concettuale.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q., sul sito del Centre Georges Pompidou di Parigi.