I colori primari

I colori primari, la definizione, la teoria dei colori e le mescolanze per ottenere i colori derivati più esempi di opere d’arte.

Pagina aggiornata il: 23 gennaio 2022. Torna a visitarci e troverai nuovi contenuti.

I colori primari sono il giallo, il rosso e il blu e permettono di creare i colori secondari. Sono definiti primari proprio perché non si possono ottenere attraverso le mescolanze con altri colori.

Le mescolanze tra i colori primari

Mescolando i colori primari opportunamente si ottengono quindi i colori secondari l’arancione, il verde e il viola.

La luminosità dei colori primari

I colori possiedono una propria luminosità. Così possiamo ordinare i colori primari a partire dal giallo, poi il rosso e il blu.

I colori primari negli stemmi delle squadre spostive

Che forti gli stemmi delle squadre calcistiche! Nero-Blu, Rosso, Nero, Bianco Nero, Azzurro, Giallo-Rosso, Viola, Granata, Giallo-blu, Rosso e Verde. In questi video vedremo i colori delle squadre calcistiche italiane e internazionali. Per capire meglio il significato dei colori dei club analizziamo ogni colore e la storia del logo. La maggior parte delle squadre italiane è rappresentata da colori primari. Vediamo il perché ma prima prima è importante capire cosa sono i colori primari.

L’identità dei colori primari

Possiamo considerare i Colori Primari come la Trinità della realtà visiva. Senza questi tre colori, il mondo sarebbe un vuoto grigio e informe. Per definire bene i colori primari dobbiamo fare prima di tutto una distinzione: I colori primari dei pigmenti fisici e i colori primari degli schermi luminosi. I colori primari dei pigmenti fisici sono i colori che usano gli artisti o che sono contenuti nelle matite o nei pennarelli del tuo astuccio. Questi colori sono descritti dalla teoria sottrattiva.

I colori primari nello scudetto del Genoa calcio

Giallo, Rosso e Blu i tre colori primari sono contenuti nello stemma del Genoa: Il giallo colora il grifone e il bordino dello stemma. Il rosso si trova nella lunga croce in alto e nella parte sinistra. Il blu scuro nella parte destra. Lo stemma del Genoa è legato a quello della città di Genova, il Grifone è il simbolo storico genovese e incarna forza e libertà. Lo sfondo rosso blù rappresenta anche i colori sociali della squadra. Il grifone è sormontato dalla Croce di San Giorgio (che è bianca su sfondo rosso), che richiama la bandiera inglese (origine del club) e genovese. Il Grifone, creatura mitologica (un po’ aquila e un po’ leone), nella tradizione legata a Genova aveva le code abbassate per indicare sottomissione all’Inghilterra Nello stemma del Genoa le ali sono alzate e diventano il simbolo della ritrovata indipendenza.

I colori primari additivi

I colori primari della luce emessa da una fonte luminosa sono alla base del funzionamento dei monitor digitali e dei proiettori. Questi tre colori primari sono descritti dalla teoria additiva. La combinazione dei tre primari crea infatti tutti gli altri colori percepibili dall’occhio umano.

I colori primari nello scudetto dell’Unione Sportiva Lecce

Anche l’Unione Sportiva Lecce presenta nel logo i tre colori primari. Sono presenti tutti e tre nel logo originale: il giallo e il rosso nella bandina e il blu scuro sullo sfondo. In seguito al rebranding sono stati tolti il giallo e il rosso dallo stemma. Ma i colori della squadra rimangono il giallo e il rosso. Per il logo invece sono stati scelti il blu scuro e l’oro.

La percezione dei colori primari

Ma vediamo adesso come fa l’occhio umano a percepire i colori. All’interno della retina, dell’occhio umano, si trovano due tipi di recettori cromatici: i Coni e i Bastoncelli. Ricordati bene questi due nomi perché sono fondamentali per comprendere come noi umani vediamo i colori. I Coni sono Sensibili al colore, suddivisi in tre tipi (S, M, L) con picchi di sensibilità nelle regioni del blu, del verde e del rosso dello spettro visibile. I Bastoncelli onvece sono Sensibili all’intensità luminosa (bianco/nero) e permettono di percepire una forma tridimensionale.

I colori del Lecce calcio

La storia dello stemma del Lecce calcio è legata strettamente ai simboli della città: la lupa (dal nome antico Lupiae) e il leccio (da “ilex”, albero tipico salentino). Il logo del Lecce in origine era a strisce rosse e nere. Nel 1928 è diventato poi giallo-rosso per poi passare a versioni moderne che integrano la lupa e il leccio (a volte anche nascosti dietro un pallone) in forme sempre più stilizzate fino all’attuale logo blu scuro e oro che racchiude i simboli cittadini e la data 1908.

Torniamo alla Sintesi Sottrattiva e alla Sintesi Additiva

Torniamo alla Sintesi Sottrattiva e alla Sintesi Additiva. La Sintesi Additiva descrive come la luce viene combinata per formare i colori. Viene anche definita modello RGB. Le tre lettere indicano infatti i colori primari in lingua inglese: Red, Green, Blue. Sono i colori ai quali i tre tipi di coni della retina umana sono più sensibili. La loro combinazione crea tutti gli altri colori percepibili. Questo fenomeno si basa sull’emissione di energia luminosa. Aggiungendo più luce, si ottiene un colore più chiaro. Se proiettiamo tre fasci luminosi: Rosso + Verde + Blu otteniamo la Luce Bianca. In altre parole: La somma totale dell’energia luminosa di tutti i primari genera il bianco.

I colori primari nel logo di squadre di calcio europee

In ambito Europeo i tre colori primari sono contenuti nello stemma del Valencia Club de Fútbol. Il giallo e il rosso sono alternati sullo sfondo dello stemma con righe verticali. Il blu, o meglio, l’azzurro, si trova in alto nella bandina che regge il nome del club. Lo stemma del Valencia CF presenta poi un pipistrello nero in cima, simbolo storico della città, sopra uno scudo che incorpora la bandiera palata di Valencia (cioè i quattro pali rossi su giallo), con una palla da calcio al centro e il nome della squadra. Il logo del Valencia Club rappresenta l’unione tra la tradizione della città e lo sport.

Il modello della Sintesi Sottrattiva

Il modello della Sintesi Sottrattiva descrive come i pigmenti di inchiostri, vernici, colori ad olio o matite colorate assorbono e riflettono la luce. È la base della pittura e, in ambito tecnico, della stampa. Viene anche definita modello CMY. I Colori Primari della sintesi sottrattiva sono infatti il Ciano, il Magenta, il Giallo, in lingua inglese. La loro combinazione è un processo di filtraggio o sottrazione: ogni pigmento assorbe una parte dello spettro elettromagnetico. Mescolando i colori primari da pigmento si riduce la quantità di luce riflessa verso l’occhio umano, cioè si “sottrae” luce, ottenendo un colore più scuro.

Il Futbol Club Andorra

Forse non conosci lo stemma di una squadra del campionato spagnolo. E’ il Futbol Club Andorra, club iscritto alla federazione calcistica spagnola, con sede ad Andorra la Vella e militante in Segunda Divisón, la seconda serie spagnola. Lo stemma è di forma circolare. Il giallo e il rosso sono contenuti nel bordino interno, il blu invece si trova nel bordo esterno e nello sfondo che circonda le iniziali del club.

La mescolanza dei tre colori primari pigmento

Il risultato della mescolanza dei tre colori primari pigmento è: Ciano + Magenta + Giallo = Nero teorico. Il nero teorico è un valore che mescolando i pigmenti non si ottiene mai: infatti a causa della chiarezza di alcuni pigmenti, come il giallo e il magenta e a causa delle impurità, si ottiene un grigio o un marrone molto scuro. Per questo, nella stampa professionale, si aggiunge il Nero, indicato con la lettera K e detto anche Key Color. In questo modo si viene a definire il modello CMYK. Abbiamo visto prima che il modello CMYK è applicato in pittura, stampa tipografica e nelle cartucce delle stampanti a getto d’inchiostro.

Il Logo del Real Madrid

Il Logo del Real Madrid (Real Madrid Club de Fútbol): ha la forma di un Cerchio bordato di blu, con una fascia diagonale blu scuro che attraversa il centro. Le iniziali centrali e la corona sono giallo oro mentre il rosso è contenuto all’interno del simbolo regale. Le iniziali “MCF” (Madrid Club de Fútbol) sono intrecciate, e sovrastate dalla corona reale spagnola e da una fascia blu, che in origine possedeva anche il rosso. La corona simboleggia il titolo “Reale” che fu conferito da Re Alfonso XIII nel 1920.

La storia della teoria sottrattiva

Adesso affrontiamo un po ‘di storia della teoria sottrattiva, quella che si applica ai pigmenti fisici: Ti spiego il passaggio dal Modello Storico (RYB) al Moderno (CMY). Vediamo in particolare la storia di questo metodo perché è quello che ti permette di migliorare o perfezionare la tua tecnica artistica in ambito pittorico o grafico, con strumenti fisici. Storicamente, i primari per la pittura erano considerati il Rosso, Giallo e Blu (RYB). Questo modello è ancora usato in alcune scuole d’arte, o scuole di base, per la sua semplicità percettiva. Tuttavia, il modello CMY (Ciano, Magenta, Giallo) è tecnicamente superiore perché permette di creare una gamma cromatica (gamut) molto più ampia e fedele nella mescolanza.

I colori primari nel logo del Barcellona

Nel logo del Barcellona si trovano i colori giallo, rosso e blu. Lo sfondo dello stemma è giallo, circondato da un bordino nero. Nella parte superiore si trovano, a sinistra, la croce di San Giorgio di colore rosso. Poi, a destra, bande rosse verticali su fondo giallo. Nella parte inferiore, un pallone giallo spicca su bande granata e blu. Lo stemma del Barcellona combina simboli sportivi e identitari: in alto, la Croce di San Giorgio (patrono di Barcellona) e le bande catalane (“Senyera”) per rappresentare la città e la Catalogna; in basso, i colori “blaugrana” (blu e granata, scelti dal fondatore Gamper) e le iniziali FCB (Fútbol Club Barcelona) con una palla da calcio in mezzo, a simboleggiare la dimensione sportiva e l’identità del club. Lo stemma del Barcellona non rappresenta solo la squadra ma l’anima catalana e i valori di questa regione spagnola.

Il modello additivo RGB

Vediamo adesso un piccolo approfondimento sul modello additivo RGB, quello che descrive il comportamento delle luci emesse da una fonte luminosa. Il modello additivo assume una grande importanza nel Design e in Ingegneria. Il modello additivo, come abbiamo visto prima, è utilizzato nel caso di Illuminazione Avanzata come nei sistemi di illuminazione a LED, per creare milioni di colori, sfruttando la fisica del colore direttamente. Inoltre i pixel che sono alla base del funzionamento degli schermi dei dispositivi elettronici sono composti proprio da tre elementi Rosso, Giallo e Blu, che combinati in vario modo emettono milioni di sfumature cromatiche.

Riassumendo la teoria dei colori primari

Possiamo infine riassumere che i colori primari sono i colori fondamentali dai quali sono generati milioni di colori che descrivono il mondo reale. Per comprendere i colori primari occorre conoscere la teoria additiva e la teoria sottrattiva. L’occhio umano percepisce i colori attraverso i coni e i bastoncelli. Il modello RGB, Rosso, Giallo, Blu, descrive il comportamento delle luci colorate. Invece il modello CMY descrive il comportamento dei pigmenti fisici.

I colori primari nell’arte

L’utilizzo di soli colori primari in un dipinto concentra l’attenzione dell’osservatore sulla componente cromatica, soprattutto se i toni sono molto saturi. Infatti molti astrattisti utilizzarono i colori primari per semplificare il loro linguaggio visivo. Così fece Piet Mondrian che elaborò il concetto di Neoplasticismo per indicare un linguaggio semplificato di forme e colori. La sua sperimentazione si limitò, nel periodo maturo, ai soli tra primari, giallo, rosso e blu. Per elaborare la parte formale geometrica, Mondrian ricorse al fondo bianco e a spesse linee nere.

Le opere con colori primari

Composizione con rosso, giallo e blu di Piet Mondrian

Composizione con rosso, giallo e blu di Piet Mondrian
Composizione con rosso, giallo e blu di Piet Mondrian

Piet Mondrian, Composizione con rosso, giallo e blu, 1929, olio su tela, cm 52 X 51,5. Amsterdam Stedelijk Museum

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Ritmo di linee nere di Piet Mondrian

Ritmo di linee nere di Piet Mondrian
Ritmo di linee nere di Piet Mondrian

Piet Mondrian, Ritmo di linee nere, 1935-1942. Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen

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Broadway Boogie Woogie di Piet Mondrian

Broadway Boogie Woogie di Piet Mondrian
Broadway Boogie Woogie di Piet Mondrian

Piet Mondrian, Broadway Boogie Woogie, 1942-1943, olio su tela, 127 x 127 cm. New York, Museum of Modern art MoMA

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Victory Boogie Woogie

Victory Boogie Woogie di Piet Mondrian
Victory Boogie Woogie di Piet Mondrian

Piet Mondrian, Victory Boogie Woogie, 1943-1944, incompiuto, olio e frammenti di carta su tela, cm 127 x 122. L’Aia. Gemeentemuseum, Collezione Burton Tremayne

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