Lavialattea Art Studio di Roberta Toscano a HERE 2026

Lavialattea Art Studio di Roberta Toscano a HERE 2026: la visione evocativa di un percorso artistico partecipato.

di Marco Rabino

Siete pronti a uscire di casa? La Torino Art Week 2026 è alle porte, dal 28 ottobre al 1° novembre, e spero davvero che abbiate già colto il mio invito a mettervi in cammino. Destinazione? HERE 2026, che torna a respirare e a farci respirare all’interno dell’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo. Godiamoci insieme questa boccata di arte partecipata! Grazie all’ostinata dedizione degli organizzatori e alla concessione delle autorità comunali, oggi vediamo fruttificare le connessioni profonde create in questi dieci anni dal popolo di HERE. Guardatevi intorno: gli spazi espositivi si manifestano sotto le campate algide dell’ex mercato come autentici carpofori, frutti visibili di una rete invisibile, alimentati e propagati dalle ife sotterranee di singoli artisti e da realtà espositive coraggiose, come Lavialattea Art Studio di Roberta Toscano.

Un consiglio da amico: prendetevi tutto il tempo necessario e lasciatevi contagiare, senza difese, dalle spore partecipative di questa edizione. Partecipate, esplorate e, se potete, contribuite. Ricordiamocelo sempre: questo progetto è interamente autofinanziato, spontaneo e orgogliosamente privo di logiche commerciali. Come amano ripetere i fondatori di HERE, l’arte non è una semplice decorazione per gli occhi, ma una pratica esistenziale!

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Io ci aggiungo che, in un luogo come questo, diventa una grande, irripetibile occasione di rigenerazione fisica e interiore. Viviamo allora fino in fondo questa esperienza, usiamola come un modulatore bio-elettrico capace di risintonizzare il battito del cuore con i flussi della mente. E adesso, fermiamoci un istante… facciamo silenzio, e ascoltiamo insieme la voce viva dei protagonisti.

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Lo Spazio 14 a cura di Enrica Benedetto e Roberta Toscano

Fermatevi un momento insieme a me davanti alla soglia dello Spazio 14. Avvicinatevi. Manifesto emblematico di tutta questa attitudine, questo avamposto concettuale vi si presenterà davanti come un cortocircuito visivo ed esistenziale: uno spazio vuoto eppure incredibilmente pieno di cose. Curata con dedizione da Enrica Benedetto e Roberta Toscano, in profonda e vibrante sintonia con figure chiave della nostra scena artistica come Emanuele Buganza, Carlotta Cernigliaro, Manuela Macco, Guido Salvini, Gerardo Rosato, Tiziana Domine e molti altri storici protagonisti, questa specifica formula di HERE 2026 si fa custode e testimone di un intero decennio di attivismo sotterraneo. Lo Spazio 14 si trasforma sotto i nostri occhi in un archivio vivente, un nucleo generativo che mappa i flussi neurali, le reti e le produzioni indipendenti nate all’ombra di questi dieci anni di cammino comune.

I progetti de Lavialattea Art Studio di Roberta Toscano

Al suo interno prende corpo la memoria documentale di progettualità che definire cruciali è poco; sono veri e propri presidi di resistenza emotiva. Pensate alla rete diffusa di MA/DONNE, una mobilitazione profonda sui temi del femminile che tesse connessioni tra spazi storici e futuri, e all’intensità civile di una mostra itinerante come “Natalina e gli altri“. Qui, la visione evocativa tocca una corda scoperta: dare voce e corpo alla memoria di Natalina Monteu Saulat – la giovane di Pont Canavese strappata alla sua giovinezza e internata a Ravensbrück – non significa fare semplice retorica del passato.

Significa usare il filtro dell’arte contemporanea nel silenzio del trauma per trasformare un dolore rimosso in carne viva, in riflessione collettiva che scardina la violenza del mondo. Accanto a questo presidio di cura antropologica, lo spazio accoglie le geografie sommerse di Pericentrica e le istanze etiche della Carta dei Diritti del Paesaggio, lasciando respirare l’ecosistema di mostre, residenze e workshop di Cascina Bauci e dell’Agnelleria, orchestrate dall’azione instancabile di Ooolallà gallery. Lo vedete anche voi, adesso? Lo Spazio 14 non espone semplicemente degli oggetti da catalogare. Mette in mostra, con orgoglio protettivo e ironico rifiuto della resa, il midollo invisibile dell’arte: il legame comunitario che ci tiene umani.

HERE 2026 ci offre un’antidoto contro l’isolamento tecnologico e razionalismo algido

Per salutarci, lasciatemi interpellare uno dei miei maestri di percorso più profondi, aprendo così lo sguardo su altre, future occasioni evocative. Viviamo in un clima di costante tensione. La rete amplifica a dismisura le nostre inquietudini quotidiane e contribuisce a frammentare, giorno dopo giorno, la nostra anima. È qui che viene in nostro soccorso Carl Gustav Jung, ricordandoci che l’uomo contemporaneo soffre di una scissione interiore che solo il recupero dei simboli e del mito può curare.

Quando la mente collettiva si ammala di isolamento tecnologico e razionalismo algido, l’arte indipendente diventa l’unico spazio terapeutico rimasto. Visitare HERE 2026 non è un semplice passatempo: è un atto psicologico di resistenza, un modo per ricomporre i pezzi del nostro specchio interiore. Custodite queste spore di bellezza nel vostro quotidiano e, fino alla prossima risonanza evocativa… continuate a cercare l’anima del mondo ovunque decida di manifestarsi. A presto.

Bibliografia

  • James Hillman, a cura di Francesco Donfrancesco, La politica della bellezza, Moretti & Vitali, Bergamo 1999; 2005
  • James Hillman, L’anima del mondo. Conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, 2000; 2004 ISBN 8817126063
  • Carl Gustav Jung (Autore), Elena Schanzer (Traduttore), Antonio Vitolo (Traduttore), Gli archetipi dell’inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, 1977, ISBN-10 8833902307 ISBN-13 978-8833902302
  • Jean-Luc Nancy, La pelle delle immagini (con Federico Ferrari), Bollati Boringhieri, Torino 2003, ISBN 8833914488, 9788833914480

I riferimenti ad autori e alle teorie che utilizzo nella visione evocativa di un’opera d’arte sono molti e sono attribuiti con gratitudine nella copiosa bibliografia che trovi su questa pagina: la visione evocativa dell’opera d’arte.

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