Nigredo di Anselm Kiefer un’opera alchemica

Nigredo di Anselm Kiefer un’opera alchemica che ci mette di fronte a una memoria dolorosa del nostro passato. di Marco Rabino

Anselm Kiefer, Nigredo, 1984, olio, acrilico, emulsione, gommalacca e paglia applicata su fotografie e intagli di xilografia montati su tela, 330,2 x 555 cm. Philadelphia, Philadelphia Museum of Art, INV: 1985-5-1

La soglia immersiva: L’Athanor della Terra Ferita

L’opera d’arte è una soglia tra visibile e invisibile e le opere di Anselm Kiefer dichiarano esattamente di avere questa funzione. I vasti e sconfinati paesaggi che dipinge l’artista sono infatti un tema costante nella sua opera. Queste visioni non sono però semplici suggestioni di mondi immaginari o suggestioni ambientali. Rappresentano invece la violenza subita dalla terra: i paesaggi di Kiefer testimoniano secoli di conflitti e devastazioni sul suolo tedesco. Vediamo quali strumenti ci offre il pensiero contemporaneo per attivare la visione evocativa di questa importante opera di Anselm Kiefer.

Attraverso la visione evocativa di Nigredo di Anselm Kiefer, entriamo in contatto con l’attività alchemica dell’artista che non è una semplice tecnica di laboratorio o una derivazione dalla tradizione del credo medievale. L’alchimia di Anselm Kiefer diventa invece la metafora assoluta del fare arte e dell’esistenza umana. L’alchimia di Kiefer è un progetto esistenziale e creativo, testimoniato dai suoi testi teorici, che si sviluppa attraverso concetti chiave, una precisa poetica, materiali attentamente scelti e un approccio spirituale profondo.

Il daimon alchemico di Anselm Kiefer

Anselm Kiefer nasce in Germania, a Donaueschingen nel marzo del 1945, anno in cui termina la Seconda Guerra Mondiale. L’artista nasce nell’anno zero della storia tedesca e di quella di un nuovo mondo, violato dalla guerra totale. Questo fatto lo segna profondamente, e diventa il fulcro assoluto di tutta la sua poetica e la sua visione del mondo. Kiefer nasce, quindi, poche settimane prima del crollo del Terzo Reich e del crollo fisico della Germania. Da piccolo gioca con i mattoni e le pietre degli edifici bombardati. Il suo ambiente deve essere ricostruito dal nulla e questa consapevolezza diventa esperienza fondante.

La creazione artistica è sempre ricostruzione e la bellezza nasce solo dai frammenti di ciò che è andato distrutto. James Hillman, nelle sue opere (Il codice della bellezza), ha teorizzato il concetto di daimon, il destino personale, il compagno spirituale del nostro viaggio esistenziale, che ci indica fin dall’infanzia la nostra strada. Se lo seguiamo, giungeremo alla pienezza della nostra realizzazione. Questo percorso è già un’opera alchemica e conduce alla trasmutazione nella pienezza spirituale e immaginale.

Creazione artistica come trasmutazione alchemica

Chiediamoci perché Anselm Kiefer ha scelto il linguaggio dell’alchimia per realizzare questa potente opera, che fa parte di un ciclo di grandi paesaggi monumentali e stratificati, realizzati negli anni Ottanta del Novecento. In questo, e in altri dipinti, è ricreata la terra tedesca desolata, drammaticamente scarnificata. Rappresentano la memoria della guerra e l’artista ha individuato il misticismo alchemico come linguaggio e metodo per rappresentarla, attraverso la manipolazione di materiali pesanti e bruciati.

Questa manipolazione, però, non ha un semplice valore materico ed estetico. Ecco, così, che la pratica alchemica offre la lettura mistica, ma non religiosa (sacra), della sua pratica che riflette sul passato della storia tedesca. Kiefer ha dichiarato in modo evidente la derivazione della sua pratica creativa da quella dell’alchimia, e per questo, ha dipinto la scritta “nigredo“, proprio nell’angolo in alto a sinistra.

Il soggetto: la terra, prima materia alchemica

Nigredo dichiara il forte legame con la terra di Kiefer. il terreno arato è saturo di sangue, coperto di cenere e gravido di colpa. Il 1945 è l’anno della massima nigredo (la putrefazione alchemica) della Germania. Per costruire la sua poetica, Kiefer interpreta la storia dell’umanità come un eterno processo alchemico: le civiltà sorgono, si autodistruggono e dalle loro ceneri rinasce faticosamente qualcosa di nuovo. Un ciclo di eterna distruzione e rinascita, causa di inevitabile sofferenza umana.

Approfondisci con le opere pubblicate nella sezione Alchimia

Il crogiuolo alchemico di Nigredo di Anselm Kiefer

Siamo di fronte a Nigredo di Anselm Kiefer e il nostro sguardo è saturo della materia alchemica che copre la tela. Non stiamo semplicemente osservando un paesaggio ma attraversiamo un crogiuolo alchemico. Quella che vediamo non è terra ma una crosta di materia contusa, bruciata, impastata di cenere, paglia, olio e piombo. Kiefer ha tracciato solchi profondi, ferite aperte su un corpo della madre che genera, ospita e distrugge. L’orizzonte è alto, soffocato, e il cielo non offre salvezza ma pesa come una lastra di piombo incandescente.

L’opera alchemica ha bisogno di una trasformazione, la materia deve passare attraverso il crogiuolo. Così, sotto le zolle scure opera un calore invisibile, trasformante. La paglia bruciata trattiene il calore del fuoco che l’ha distrutta, ma al tempo stesso custodisce la promessa biologica del seme. Non limitarti a osservare Nigredo di Ansel Kiefer, devi respirare questo quadro. Immagina di immettere nei polmoni la cenere del passato, un passato doloroso e collettivo, per scoprire che, nella decomposizione più profonda, la terra non sta morendo, sta fermentando per l’opera futura.

La nigredo necessaria – James Hillman

La “nigredo” è la putrefazione e l’oscuramento della materia, come prima fase del Magnum Opus, per la trasformazione e la rinascita. Per lo psicologo immaginale James Hillman, l’anima non si costruisce nell’illusione della luce perpetua o in una esistenza perfettamente integrata nel proprio presente. Invece, secondo Hillman, occorre passare attraverso la nigredo e la putrefatio. Il paesaggio nerastro di Kiefer ci ricorda l’ombra della depressione necessaria (La melancholia): la nostra psiche deve accettare il decadimento, la perdita della forma e il peso della materia, che è quello dell’esistenza, per potersi disintossicare dalla superficialità dell’Ego e arrivare alla trasmutazione spirituale.

L’opera alchemica di Anselm Kiefer come un farmaco per la memoria collettiva – Alain de Botton

Per questa riflessione utilizzo le idee dello psicologo svizzero Alain de Botton che concepisce la visione evocativa dell’opera d’arte come un farmaco per l’anima. Kiefer non distrugge la materia, la forma del paesaggio, per puro nichilismo. La sua opera alchemica, rappresentata da Nigredo, agisce come una protesi terapeutica per l’uomo contemporaneo che tende a rimuovere la ferita della storia. La memoria della colpa è ancora viva nel popolo tedesco, che riflette sulla storia. Kiefer offre allo sguardo un dispositivo di mediazione con il resto del mondo. Infatti, il dipinto produce una catarsi: riconcilia l’osservatore con la fragilità della propria condizione e trasforma il dolore in un luogo abitabile.

La magia che guarisce dalla memoria del passato – Federico Campagna

Federico Campagna un giovane filosofo italiano che vive e lavora a Londra, ci permette di riflettere sulla presenza del fare magico di Anselm Kiefer. Il progetto filosofico di Campagna prevede di immaginare (in senso hillmaniano) di essere passato di un futuro già esistente. La magia, che diventa alchimia in Kiefer, è la capacità di abitare il mondo come un sistema di corrispondenze sacre. Invece, la tecnica contemporanea appiattisce la realtà sulla superficie digitale, luminosa e usa-e-getta. Già James Hillman aveva espresso la sua critica verso la pornografia del visibile, delle immagini sintetiche e compulsive dei social e della pubblicità. Nigredo di Kiefer ci blocca di fronte al paesaggio sofferente, incarnato nella materia dell’opera, e ci chiede di vivere e sentire la sua voce più viva che mai.

Se vuoi approfondire la visione evocativa di altre opere d’arte vai alla sezione: Visione evocativa

Gli Amici del Philadelphia Museum of Art hanno donato Nigredo di Anselm Kiefer al museo in occasione del ventesimo anniversario, nel 1985.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Anselm Kiefer, Nigredo, sul sito del Philadelphia Museum of Art di Philadelphia

Bibliografia

  • Alessio Atzeni, I segreti nascosti nelle opere d’arte, DIARKOS, 2023, ISBN-10 8836162959 ISBN-13 978-8836162956
  • Gabriella Belli (a cura di), Anselm Kiefer. Le Alchimiste, Marsilio Arte, 2026, ISBN-13 979-1254633342
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  • Maurizio Calvesi (Autore), Mino Gabriele (Autore), Arte e alchimia, Giunti Editore, 1998, ISBN-10 8809762649 ISBN-13  978-8809762640
  • Federico Campagna, Magia e tecnica. La ricostruzione della realtà, Tlon, 2021, ISBN-10 8831498339 ISBN-13 978-8831498333
  • James Hillman, Adriana Bottini (Traduttore), The Soul’s Code, 1997; Il codice dell’anima. Carattere, vocazione, destino, Adelphi, 2009, ISBN-10 8845923630 ISBN-13 978-8845923630
  • James Hillman, a cura di Francesco Donfrancesco, La politica della bellezza, Moretti & Vitali, Bergamo 1999; 2005
  • Anselm Kiefer (Autore) Roberta Zuppet (Traduttore), Paesaggi celesti: Interviste sulla vita e sull’arte, Il Saggiatore, Collana, 2022, EAN: 9788842826293
  • Anselm Kiefer (Autore), Deborah Borca (Traduttore), L’arte sopravvivrà alle sue rovine, Feltrinelli Collana: Campi del sapere, 2018, EAN: 9788807105388
  • Anselm Kiefer, I Diari d’Atelier (Notizbücher)
  • Francesco Parisi (a cura di), Arte e magia. Il fascino dell’esoterismo in Europa. Catalogo della mostra (Rovigo, 28 settembre 2018-27 gennaio 2019), Silvana, 2018, ISBN-10 8836640338 ISBN-13 978-8836640331
  • Massimo Recalcati, Il seme santo. La poetica di Anselm Kiefer, Marsilio Arte, 2026, ISBN-13 979-1254633151
  • Mauro Zanchi, Arte e magia, Giunti Editore, 2015, ISBN-10 8809987470 ISBN-13 978-8809987470
  • Mauro Zanchi, Arte e alchimia, Giunti Editore, 2021, ISBN-10 8809910281 ISBN-13 978-8809910287

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