Notebook (Your Eyes in My Head) di Laurie Anderson

Notebook (Your Eyes in My Head) di Laurie Anderson, è una grande occasione per sperimentare la vertigine della nigredo contemporanea. di Marco Rabino

Laurie Anderson, Notebook (o Your Eyes in My Head), giugno-novembre 2026, installazione site-specific multimediale (pittura murale acrilica/gesso, sound design multicanale, illuminazione immersiva). Venezia, Biennale d’Arte 2026 (In Minor Keys), Padiglione Corderie dell’Arsenale

Intendo la visione evocativa come la capacità di vedere oltre la superficie dell’opera o i materiali dell’installazione, e imboccare una via di conoscenza dell’opera e di noi stessi. Questo percorso, che ho iniziato da tempo, è una pratica per restituire vita alle opere d’arte e trasformarle in strumenti di risonanza psicologica ed esistenziale. L’intento che guida la mia ricerca mi ha portato all’opera esposta da Laurie Anderson alla Biennale d’Arte di Venezia 2026.

Liberare la mente per entrare in Notebook di Laurie Anderson

La monumentale installazione è intitolata Notebook, ma è conosciuta anche come Your Eyes in My Head. Applicare la visione evocativa all’opera di Laurie Anderson ci permette di liberarci dalle costrizioni sociali e dagli schemi mentali di una semplice fruizione estetica. Evitiamo di leggere cartellini o didascalie, dimentichiamo le informazioni critiche che appartengono all’io piccolo, alla mente culturalmente condizionata e immergiamoci nell’istallazione. Alcuni grandi maestri del pensiero ci vengono in aiuto e ci regalano gli strumenti che trasformano Notebook di Laurie Anderson in uno specchio dell’inconscio. L’installazione diventa così una porta d’accesso capace di risvegliare memorie profonde, intuizioni e “funzioni del Sé” sopite anche da tempo.

Ti trovi di fronte a una grande installazione pittorica immersiva a 360 gradi, accompagnata da una componente sonora. Le scritte bianche che spiccano contro i fondi neri sono tracce degli appunti personali dell’artista. Mentre leggi con attenzione, scopri che i testi indagano temi complessi e crudi come la contemporaneità americana e le logiche del patriarcato, le fake news e la disinformazione. Particolare attenzione è riservata alla condizione esistenziale che viviamo ogni giorno, l’ansia climatica e il rapporto instabile e frammentato che sperimentiamo con la realtà.

Notebook è un’opera intensa che invita alla visione evocativa

Notebook, l’installazione di Laurie Anderson, ti invita a entrare e a leggere le scritte bianche come se tu ti trovassi nella mente dell’artista. Percorri con lo sguardo le pareti dell’installazione ed entri nel flusso continuo di musica, parole e riflessioni politiche e sociali. Notebook è un’opera intensa che invita alla visione evocativa anche il visitatore più distratto per la sua forza concettuale e il suo impatto visivo. Non farai, quindi, molta fatica a trasformare la tua visita in un rituale percettivo ed esistenziale che non ti lascerà indifferente alla forza espressiva e alla voce di Laurie Anderson.

La descrizione di Notebook

Se non hai avuto la possibilità di vedere dal vero Notebook di Laurie Anderson, devi immaginare un ambiente dalle pareti irregolari dipinte di scuro, un colore quasi nero. Su questa base scura, Laurie Anderson ha tracciato a mano libera scritte, schemi, disegni e grafici con il colore bianco. Devi immaginare un effetto da scritta sulla lavagna scolastica anche se, immagino, l’intento della Anderson sia stato quello di riprodurre una specie di diario mentale. Leggi liberamente le scritte e lascia che sia il tuo occhio a guidarti.

Sarai attirato dalle immagini di persone, animali, scheletri, fumetti, pensieri e slogan. Non può mancare una componente sonora. Laurie Anderson è una delle divinità musicali del nostro tempo, compositrice di musica elettronica ricercatissima. Così la tua visione evocativa è valorizzata da un tappeto sonoro continuo, nel quale emergono violini processati elettronicamente, synth ambientali e la voce sussurrata o alterata della stessa compositrice. Il flusso sonoro si propaga nello spazio da altoparlanti nascosti e orientati in tempo reale.

Interpretazione di Notebook di Laurie Anderson

Il suono ha un intimo rapporto con il segno bianco

Per attivare il potenziale psichico ed esistenziale di Notebook di Laurie Anderson devi mettere in relazione il tappeto sonoro con le scritte e i disegni tracciati dall’artista. Esiste infatti un profondo legame tra le due componenti dell’opera che non è di semplice accompagnamento, ma costituisce il vero motore della tua esperienza immersiva ed enattiva. Non siamo un cervello che si affaccia sul mondo come vogliono farci credere le neuroscienze. Io sostengo che noi siamo molto di più e per arrivare a superare la semplice osservazione di Notebook dobbiamo mettere in relazione il suono con i segni sul muro nero.

Se ti trovi fisicamente all’interno dell’installazione, ti sarà facile accorgerti del rapporto tra la rapida, frammentata e gestuale scrittura dell’artista, simile a un graffito o a un appunto, e il sound design. Il graffio dei violini campionati riprende le scritte veloci e gestuali. I suoni acuti si riflettono nella ruvidezza delle scritte che imitano il gesso tracciato sulla lavagna. Se ti focalizzi su una parola chiave o un particolare, hai come l’impressione che il suono multicanale si espanda da quel punto e sottolinei il concetto che hai letto. Nello stesso tempo, metti a fuoco la scritta e percepisci il suono che da essa si diffonde.

Vedere e sentire con tutto il corpo Notebook di Laurie Anderson

Fortunatamente, la rigidità delle neuroscienze, nate intorno agli anni Novanta del Novecento, è stata integrata dai ricercatori di quella che chiamano seconda ondata. In realtà, in molti laboratori del mondo si stanno portando avanti ricerche di frontiera, sui cervelli di povere bestiole, per mappare in modo millimetrico le funzioni mentali. Si è arrivati così alla neuroestetica che ha come fine quello di trovare le aree cerebrali e il cocktail di neurotrasmettitori che determinano una esperienza estetica. Anche se questa strada mi lascia profondamente dubbioso, alcune ricerche di pensatori umanistici, si avvicinano a confermare, in termini scientifici, una visione evocativa di tipo spirituale, metafisico o immaginale.

La voce di Laurie Anderson scolpisce lo spazio

Notebook di Laurie Anderson è uno splendido esempio di esperienza multisensoriale, che attiva nella nostra psiche una visione di tipo multidimensionale, e quindi metafisica. La voce della compositrice dialoga con i testi scritti. Diventa una componente scultorea e si incarna nelle figure disegnate contro il fondo scuro. La voce non pronuncia ogni frase scritta e nello stesso tempo dice di più. In questo modo, mentre il tuo sguardo scansiona le pareti, sperimenti uno “scarto cognitivo“: la voce colma i vuoti tra una scritta e l’altra. Così la componente visiva e la componente sonora si arricchiscono a vicenda e nella tua mente nascono pensieri diversi che attivano immagini profonde. Questo accade solo se ti avvicini a Notebook con la mente vuota da convenzioni, e disponibile a nuove esperienze.

Una delle teorie che amo maggiormente e trovo molto utile nell’attivare la visione evocativa di un’opera è quella della mente estesa. Il nostro corpo offre un’estensione alla mente che esplora la realtà che ci circonda, che vediamo, ascoltiamo e tocchiamo. Il suono dell’installazione si muove, una parola che risuona a destra ha un corrispettivo fisico nella scritta di sinistra. Ruotiamo nello spazio per trovare queste corrispondenze e sperimentiamo la dimensione enattiva dell’opera (mente-corpo-ambiente). Notebook non ha un centro è uno spazio esteso, assume il centro che tu scegli quando decidi di concentrarti su un particolare che risuona nella tuo profondo.

Un flusso interiore di musica, parole e disegni

Perché Notebook di Laurie Anderson rappresenta così efficacemente il nostro modo di sperimentare la realtà? Siamo costantemente immersi in un flusso di immagini e informazioni. Il personale si alterna, alle vite degli altri, alle cronache del mondo, alle crisi internazionali. Viviamo una continua successione di emozioni slegate tra loro. La nostra psiche è sollecitata continuamente da stimoli che, però, non riescono a essere processati e risolti. Il virtuale si confonde con il reale. Ma poi: cosa è reale e cosa è virtuale? Ecco: Notebook riflette la nostra condizione esistenziale.

Le scritte bianche rappresentano i pensieri depositati e fissati, incarnati, dell’artista. Il sound design rappresenta invece il tempo che scorre che noi percepiamo attraverso il flusso caotico delle informazioni e delle fake news. Questo rumore di fondo che ci accompagna nel nostro quotidiano rischia di cancellare o confondere i nostri pensieri. Laurie Anderson ha fissato i suoi nella grande installazione e ci offre un supporto, un esempio di arte terapeutica. Immaginiamo, scriviamo, fissiamo, disegniamo e fissiamo i nostri ricordi prima che svaniscano.

Immergiti in Notebook di Laurie Anderson e lasciati affascinare

Questo è un esempio di visione evocativa, che ci aiuta, praticamente, a trasformare Notebook in un fantastico strumento di crescita psicologica ed esistenziale. Andiamo oltre l’osservazione distratta dell’installazione di Laurie Anderson che abbiamo la fortuna di poter vedere presso l’Arsenale fino a Novembre 2026. Immergiamoci in questo nero, la nigredo alchemica, che evoca la confusione contemporanea, fertile e aperta a infiniti percorsi che, se compresi, portano alla nostra trasformazione psichica.

Notebook di Laurie Anderson è un’occasione per sperimentare un percorso esoterico, entriamo nel buio della nigredo e compiamo una piccola trasmutazione interiore, un’occasione di crescita. Ogni grande opera è proprio questo, un dispositivo che si attiva solo se lo vogliamo e ci lasciamo affascinare come nel caso di Notebook, ovvero, Your Eyes in My Head, di Laurie Anderson.

INFO

Bibliografia

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  • Andy Clark, David Chalmers, La teoria della Mente Estesa (The Extended Mind) (1998)
  • Alain de Botton, John Armstrong, Art as therapy, 2013; L’arte come terapia. The school of life, Guanda, 2013, ISBN-10:8823506360 ISBN-13:978-8823506367
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  • Vittorio Gallese, Action recognition in the premotor cortex (1996, Brain)
  • D. Freedberg, V. Gallese, Motion, emotion and empathy in aesthetic experience («Trends in Cognitive Sciences», 11, 2007)
  • Semir Zeki, Inner Vision. An Exploration of Art and the Brain, 1999; (Trad. it. a cura di Paolo Pagli e Giovanna De Vivo, La visione dall’interno. Arte e cervello. 2003. Torino, Bollati Boringhieri, 2003 ISBN 88-339-1471-2)

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