Arte Laguna Prize 2026: il corpo, l’Arsenale e la cura dell’anima nella visione evocativa

Arte Laguna Prize 2026: la celebrazione dei vent’anni di storia interpretati con il filtro della fenomenologia enattiva di Thomas Fuchs, le immagini di James Hillman e l’arte come terapia di Alain de Botton.

di Marco Rabino

Dalle origini di Mogliano Veneto alle Tese dell’Arsenale di Venezia

Per chi di voi non conoscesse la storia dell’Arte Laguna Prize, occorre risalire al 2006, a Mogliano Veneto in provincia di Treviso, dove Laura Gallon e Igor Zanti decisero di dare avvio a questo progetto artistico nato per valorizzare la pittura contemporanea. La gestione dell’iniziativa è a cura dell’associazione culturale MoCA (Modern Contemporary Art). Nel tempo il progetto è cresciuto con un ritmo straordinario, trasformandosi da concorso locale a prestigioso premio internazionale.

L’Arte Laguna Prize si è sempre caratterizzato per un’apertura multidisciplinare che si allarga ben oltre i confini della pittura, arrivando ad abbracciare ben dieci categorie artistiche. La vera svolta logistica e istituzionale è avvenuta con l’approdo all’Arsenale di Venezia: in questo spazio storico e carico di memoria, la mostra dei finalisti trova sede nelle monumentali Tese dell’Arsenale Nord, cuore pulsante dell’arte internazionale. Ricordo ancora la prima volta che ho varcato la soglia dell’Arsenale Nord: il rumore dei propri passi sulla pietra e la luce che taglia le Tese creano subito quella sospensione del tempo necessaria per ascoltare l’arte, entrare in sintonia con le opere.

Il premio è diventato un vero network globale che integra residenze d’artista in tutto il mondo, mostre in gallerie partner e collaborazioni con aziende e festival internazionali. L’edizione 2026 celebra il traguardo della ventesima edizione, confermandosi come uno straordinario osservatorio sul contemporaneo che quest’anno riunisce 240 artisti finalisti in una grande mappatura visiva sull’ibridazione tra uomo, tecnologia e ambiente.

L’evento come soglia: la visione evocativa e le urgenze del presente

Eccomi qui pronto a parlarvi dell’edizione 2026 dell’Arte Laguna Prize di Venezia. Per me è un’ottima occasione per utilizzare la mia visione evocativa, applicandola questa volta non a una singola opera d’arte, ma a un evento espositivo di questa portata.

Pur godendo di un’estrema libertà creativa, gli artisti hanno affrontato anche quest’anno tematiche che si accordano profondamente con le urgenze del contemporaneo: l’identità e la memoria; la sostenibilità e la crisi climatica; il confine sfumato tra intelligenza artificiale, tecnologia e dimensione umana; e infine il corpo nelle nuove relazioni fisiche e sociali dell’era post-digitale. Non mancano poi i contributi di aziende e istituzioni partner per i premi collaterali: l’integrazione tra arte, design e architettura (in collaborazione con la Universidad de Ciencias y Artes de América Latina e la Universidad Ricardo Palma di Lima); la metamorfosi dell’acciaio legata alla materia industriale; e la speciale sezione dedicata alle rotte marine in collaborazione con il Museo Galata del Mare di Genova.

Il valore reale dei finalisti non risiede nel loro prezzo di mercato, ma nella capacità di entrare in contatto con lo spettatore per offrire una cura e una rigenerazione interiore alla nostra esistenza.

L’approccio enattivo di Thomas Fuchs e la “carne del mondo”

Come di consueto nei miei interventi, vi chiedo di non accontentarvi della solita presentazione da magazine cittadino: alziamo il tono della narrazione e chiediamo aiuto ai nostri maestri d’avventura, quelli che ci salvano ogni giorno dalla palude della banalizzazione.

Per guidare questo percorso mi avvalgo delle teorie dello psichiatra e filosofo tedesco Thomas Fuchs — padre della psicopatologia enattiva e tra i principali esponenti delle 4E Cognition (mente embodied, embedded, enacted, extended) — unendole alle intuizioni dello psicologo e saggista Alain de Botton nel suo celebre L’arte come terapia. Non parliamo di arteterapia nel senso clinico tradizionale, ma della fruizione dell’opera come dispositivo di benessere esistenziale e psicologico.

Come ci insegna Fuchs, la nostra mente non è un computer isolato nella scatola cranica che elabora passivamente dati visivi; al contrario, la mente si incarna e si estende direttamente nel mondo, superando ogni riduzionismo biologico. L’osservatore non si limita a guardare passivamente le opere distribuite nelle Tese dell’Arsenale, ma le co-crea: è attraverso il proprio corpo che entra in contatto con lo spazio monumentale e fa vivere l’arte in una dimensione tridimensionale ed enattiva.

Lo spazio espositivo e il corpo vissuto dell’osservatore

Di fronte alla Land Art e alle installazioni ecologiche, il pensiero di Fuchs ci rivela che l’opera ci chiede di muoverci attorno a essa, modificando la nostra percezione dello spazio. Non siamo soggetti distaccati che osservano una natura che soffre: ferire la terra significa ferire il nostro stesso “corpo vissuto” (Leib).

A questo si affianca la fenomenologia di Maurice Merleau-Ponty: nelle performance e nelle opere che indagano il post-digitale, il corpo dell’artista e quello dello spettatore si fondono in quella che il filosofo definiva “la carne del mondo” (la chair du monde). Il gesto artistico riscatta le nostre relazioni frammentate dagli schermi degli smartphone e si trasforma in un rituale di riconnessione intersoggettiva.

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James Hillman e Alain de Botton: immagini dell’anima e silenzio rituale

Se osserviamo la pittura, la scultura o l’arte digitale con il filtro della psicologia archetipica di James Hillman, capiamo che non dobbiamo esplorare le opere limitandoci alla sola biografia dell’autore o al cartellino museale. Le opere vanno lette come immagini dell’anima e del luogo (Anima Mundi). Lo spettatore non attinge alla semplice cronologia storica, ma attiva la propria memoria immaginale e trasforma i ricordi personali e collettivi in archetipi di guarigione.

Personalmente, entrare in uno spazio espositivo è sempre un’esperienza unica: faccio una pausa di qualche secondo, chiudo gli occhi, faccio un respiro profondo e lascio fuori il brusio del mondo. Non rinuncio certo al dialogo mondano delle inaugurazioni. Torno, però, in seguito per creare quel legame intimo e autentico con l’ambiente e le opere.

Insieme alle mappe di terapia esistenziale individuate da Alain de Botton, l’esposizione diventa una soglia di risonanza che tocca le nostre ferite intime. Per vivere appieno questa esperienza, il mio consiglio per chi visiterà l’Arsenale è quello di imporsi un silenzio interiore, creando un’atmosfera quasi sacrale che permetta ai ricordi personali di riaffiorare e di intrecciarsi con la memoria collettiva. La visione evocativa ci permette così di superare il distacco della critica puramente tecnica per regalarci un beneficio esistenziale immediato.

Tutte le info per partecipare all’Arte Laguna Prize 2026

Dopo aver esplorato l’anima profonda dell’evento e i suoi risvolti esistenziali, indossiamo per un momento la cuffia del conduttore radiofonico per dare un’occhiata da vicino alla mappa pratica dell’evento.

E adesso veniamo all’ufficialità dell’evento: l’edizione 2026 dell’Arte Laguna Prize si svolgerà dal 6 al 29 novembre 2026. In questo spazio temporale troverete la massima attività dell’evento, a partire dall’inaugurazione e dalla cerimonia di premiazione ufficiale che avverranno venerdì 6 novembre 2026 alle ore 17:00 presso l’Arsenale Nord di Venezia. I due eventi saranno presentati dal conduttore Harry Baldissera, la cui voce farà da scintilla a quel momento bioelettrico, capace di dare la vita a questo enorme organismo d’arte contemporanea, attivando le spore creative e rilasciandole su tutto il pubblico della manifestazione.

Ci servono però, ovviamente, anche gli orari di apertura: le Tese dell’Arsenale sono accessibili tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 e offrono un continuo flusso di interazione omeostatica con i visitatori del premio.

La rete organica e miceliare dell’Arte Laguna Prize 2026

Questa fantastica rete miceliare è ormai ben radicata a partire dall’organismo madre, l’Associazione MoCA. Il premio, infatti, gode di patrocini di altissimo profilo:

  • Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
  • Ministero della Cultura;
  • Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (ex Transizione Ecologica);
  • Regione del Veneto e Comune di Venezia;
  • Università Ca’ Foscari di Venezia;
  • Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana.

Questa entusiasmante propagazione micelica, artistica e transnazionale avviene tramite diversi canali. C’è il canale digitale, che si avvale del portale web ed è una vera e propria estensione virtuale e permanente del premio. Esiste poi un’estensione nell’Estremo Oriente, in Cina, grazie alla collaborazione con l’organizzazione di promozione artistica NY20+ a Chengdu: detto in parole semplici, un enorme distretto culturale composto da tre giardini tematici estesi su 141.000 metri quadrati, in cui vengono ospitati programmi di residenza per artisti, facilitando lo scambio culturale e la propagazione organica transoceanica.

A questo punto avete tutte le coordinate per partecipare a un evento unico. Non lasciatevi scappare questa opportunità e, se vi va, mandatemi un messaggio vocale o una mail con la vostra personale esperienza evocativa: non vedo l’ora di ascoltarla!

Il sito ufficiale dell’Arte Laguna Prize 2026

Arte Laguna Prize
Mostra dei Finalisti della 20ª e 21ª Edizione
240 opere provenienti da tutto il mondo in un viaggio attraverso l’Arte Contemporanea.

Nov. 6-29, 2026
Arsenale Nord, Venezia
Tese 98-99-100

Come arrivare: in vaporetto dalla stazione usufruendo delle linee 4.1 e 5.2 con fermata Bacini – Arsenale Nord. A piedi tramite la suggestiva passerella pedonale partendo da Campo della Celestia. Dall’aeroporto con Alilaguna Linea Blu ogni 30′ con fermata Bacini Arsenale Nord.

Più informazioni:
press@artelagunaprize.com
info@artelagunaprize.com
Tel. +39 347 2790099
artelagunaprize.com

Bibliografia

  • Alain de Botton, John Armstrong, Art as therapy, 2013; L’arte come terapia. The school of life, Guanda, 2013, ISBN-10:8823506360 ISBN-13:978-8823506367
  • Massimo Fioranelli, La mente estetica. Neuroestetica, cuore e cervello, Mimesis, 2026, ISBN-13 979-1222333229
  • Thomas Fuchs (Autore), Selene Mezzalira (Traduttore), Ecologia del cervello. La mente incarnata e l’ambiente, Astrolabio Ubaldini, 2021, ISBN-10 8834018036 ISBN-13 978-8834018033
  • James Hillman, a cura di Francesco Donfrancesco, La politica della bellezza, Moretti & Vitali, Bergamo 1999; 2005
  • James Hillman, L’anima del mondo. Conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, 2000; 2004 ISBN 8817126063
  • Maurice Merleau-Ponty, Phénoménologie de la perception, 1945; Fenomenologia della percezione, A. Bonomi (Traduttore), Bompiani, 2003, ISBN-10 8845253562 ISBN-13 978-8845253560
  • Maurice Merleau-Ponty, L’occhio e lo spirito, SE

I riferimenti ad autori e alle teorie che utilizzo nella visione evocativa di un’opera d’arte sono molti e sono attribuiti con gratitudine nella copiosa bibliografia che trovi su questa pagina: la visione evocativa dell’opera d’arte.

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